Un 2019 Tutto Nuovo

dal blog Giuartae, illustrazioni https://giuartae.wordpress.com/

Dovrebbe essere il post con gli auguri per l’anno nuovo.
Non è detto che riesca a scriverli, anche perché non sono convinta fino in fondo.
Non sono convinta che davvero il 2019 sarà un anno buono.


Tanti aspettano la mezzanotte per la rinascita, felicità, fortuna, anche perché un astrologo sorridente ha già promesso che sarà così.
Ma le cose non cambiano così, senza causa non c’è l’effetto. O almeno, la spiegazione del perché Saturno porti sfiga e Giove invece soldi (radiazioni? Onde gravitazionali?) non è convincente.
E poi, ce lo meritiamo un 2019 buono?
Questa società mi pare quella della piccola fiammiferaia raccontata da Andersen. La ragazzina che l’ultimo giorno dell’anno, vaga infreddolita cercando di vendere scatole di fiammiferi, perché a tornare a casa senza soldi il padre violento l’avrebbe picchiata. La gente le passa vicino facendo finta di niente. D’altronde siamo a Capodanno e si pensa alla cena con l’arrosto, al brindisi, a come si è vestiti, alla festa e non si vogliono fare pensieri tristi. Che se tornasse a casa anche lei, dai suoi genitori e comunque non sono affari loro.
Così la ragazzina comincia ad andare in ipotermia, prova a riscaldarsi accendendo tutti i fiammiferi che presto si esauriscono e finiscono in cenere. Arriva la sonnolenza e a metà fra il sogno e l’allucinazione le sembra di sentire il calore di una stufa, il profumo degli arrosti e di vedere un albero di Natale addobbato di stelle e la nonna, ormai morta, che la chiama e l’abbraccia.
La mattina dopo, viene ritrovato il corpo della ragazzina, morta assiderata nella notte.

« Ma è solo una fiaba! » dirà qualche blogger che per oscuri motivi continua a leggermi.
È una fiaba mito, cioè un racconto di fantasia ma verosimile che dopo l’ascolto serve a far pensare; a quanto è spietata e ingorda la gente, in questo caso.

Comunque io non sono proprio adatta per fare gli auguri per il 2019, come non sarei adatta a scrivere i cartigli per i baci Perugina o i fogliettini per i biscotti della fortuna.


Programmi del blog NIENTE PANICO per il prossimo anno anno (e se sarà buono o pessimo lo scopriremo solo vivendo).
Giorni fa dicevo a mia figlia che non capisco i catanesi e il loro vicinato, così tranquilli in mezzo a sciami sismici e con il panorama di un vulcano attivo che erutta, però poi lei mi ha ricordato che noi siamo a 100 km in linea d’aria da Krško dove c’è la centrale nucleare ormai troppo vecchia che nessuno vuol far smettere di far funzionare quindi, davvero ognuno ha i suoi vicini pericolosi o come direbbe Marina Abramovič we are all in the same boat.

Di nuovo di zecca, come il 2019, c’è che penso di pubblicare dei post, non uno di seguito all’altro (perché mi piace anche scrivere di altre cose, ma lo sapete già), per mostrare cosa stanno leggendo blogger che ormai seguo da anni, blogger o ex (qualcuno ha perso il vizio di bloggare) che scrivono e pubblicano, per lo più romanzi, in cartaceo e/o digitale.
Come immagino capiti anche agli altri blogger, conosco un numero che tende all’infinito di scrittori. La blogosfera è un conciliabolo di scrittori e per salutarsi, al posto di « Ciao! Come stai? » si può usare « Ciao! Hai pubblicato qualcosa di nuovo? ».
È normale, perché se si ha un blog è perché piace scrivere, e si è interessati a capire come e di cosa scrivono gli altri umani (dico così per escludere i cyborg), nei loro blog.

Intendiamoci, non è mia intenzione fare pubblicità ai loro libri (metterò i link di dove si possono trovare così ognuno può iniziare le sue indagini) né scrivere recensioni (conciliabolo caro, non ho tempo!), non così necessarie.
Questo perché di materiale sui libri se ne trova; ci sono blog, forum, siti letterari, pitch, cioè i brevissimi video promozionali, e i commenti che arrivano a pioggia sulle piattaforme come ibs, amazon, goodreads dove si vota a stelline ed è possibile aggiungere giudizi che spesso sono vere ed esaustive recensioni (altre volte commenti all’aceto di liberi ed imparziali pensatori, a loro dire, mentre la realtà di quelle righe testimonia un avvelenamento acuto dato dall’invidia).
E poi spesso non li ho letti, anche perché alcuni ne sfornano uno ad ogni luna nuova e cercate di capirmi senza offendervi, mi sento dannatamente ignorante perché sono tanti i nobel della letteratura che ancora devo leggermi per non parlare dei saggi (tomi pesanti come mattoni) sui quali voglio studiare e morire (poi finirò soffocata da una patatina mentre leggo Topolino, che cmq è il top dei top fra i giornalini), e senza Tardis per tornare indietro nel tempo, non ce la faccio. Lo dico senza tema di ferire perché penso siano problemi comuni. Non avere il tempo per leggere tutto quello che si vuole e non possedere il Tardis.

Sono anche imprevedibile e in realtà qualcuno sì, l’ho letto.
Però i libri, devono prima in qualche modo attirarmi.
Per esempio in base al genere del romanzo, gialli (la passione per il delitto!) e horror sono buone esche; se sono ambientati nella mia città (e di Svevo, Joyce, Saba), perché allora è come leggere in realtà aumentata, in 3D; se sperimentano nuove tecniche di scrittura e se una simile storia non si è mai sentita prima (ho un istinto profondo e inestirpabile che mi spinge verso il paziente zero), e una storia originale è rara come una perla nera perché subito dopo l’epidemia si diffonde e arrivano romanzi e film sulla stessa falsa riga.

Così pensavo non tanto di far conoscere i romanzi quanto gli scrittori, ai quali ho chiesto un’immagine dei libri che stanno leggendo o rileggendo ma un po’ personalizzata, come fosse una delle bellissime nature morte del Caravaggio però con libri al posto della frutta.
Se uno scrittore non è (ancora) famoso, non è per forza matematico che non sappia scrivere; basta non avere alle spalle una casa editrice abbastanza forte, non potersi permettere un’agenzia letteraria e “Rien ne va plus, les jeux sont faits”.
Però, se scopro che questo scrittore di cui non avrei mai preso un libro, legge le mie stesse cose, ha i miei stessi gusti, beh, magari per curiosità lo provo, cioè lo prendo, cioè lo leggo!.

E per finire, che il 2019 sia un anno pieno di (buone) sorprese per tutti!

Živjeli!!!

Bloody Ivy

20 Commenti

  1. Quanti spunti in questo post!
    Procediamo con ordine:
    Le fiabe classiche? Alcune, specie quelle dei fratelli Grimm, le chiamano fiabe del focolare,sono veri testi horror e leggerle ai bambini è un pochetto rischioso…Pollicino, cappuccetto rosso, Hansel e Gretel….

    Catania e il vulcano….tranquilli no, innamorati della nostra ” muntagna buona” sempre. Sperem…e lo stesso vale per l Italia e noi tutti italiani.

    Carinissimo l alberello di libri verdi 🙂 leggeremo di più è di meglio nel nuovo anno? Auguriamocelo. Scrivere di libri nei blog, si certo, perché no? Si può essere buoni scrittori e si può essere buoni lettori anche se non sempre le cose coincidono e anche blogsfera. può divenire un crocevia per conoscere buone penne. A me è successo.

    Grazie per gli auguri, che ricambio.
    Mariro’

    • Le storie horror per bambini sono anche educative sebbene scioccanti. Se nonostante tutto finiscono bene, ti insegnano che esistono i mostri, i cattivi, le difficoltà ma ti spingono ad essere forte e sperare perché le cose possono cambiare e migliorare. E’ il finale quello che conta. Penso valga anche per gli horror degli adulti (anche se il cattivo non muore veramente sennò non farebbero il n.2, n.3, n.4….)
      Speranza nella Piccola Fiammiferaia invece non la trovo da nessuna parte 🙁 anzi sembra che succhi via la speranza che possa esistere ancora misericordia e bontà.
      Ma era per dire in quale fiaba mi sembra di vivere, in un mondo egoista e spietato. Però la speranza è l’ultima a morire, dicono.
      Quindi quel vulcano è visto come “la muntagna buona”. Speriamo lo sia e resti tale per tutto il 2019 (e oltre, ovviamente).
      Sì, è vero che scrittore non coincide con lettore, ma molti dei blogger che seguo o seguivo sono diventati scrittori. Leggono anche? E cosa? Per questo ho pensato a questa nuova categoria di post (ma continuerò anche con altro) per il 2019. 🙂
      Per il resto, grazie del commento, mi ha aiutato a capire questa cosa dell’abitare vicino ad un vulcano.

  2. Perchè il 2019 dovrebbe essere differente? Ogni giorno è differente dal precedente, e questo non è legato ad una data “fatidica”.. affidarsi a questo ci porta di necessità a fallire: siamo noi che possiamo, in qualunque momento, attuare il cambiamento!

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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