Temporali e Tempo

Ciauuu,
allora, in questi giorni a dir poco irraccontabili (senza proferire scurrilità)… finalmente ho fotocopiato i post della storia horror che ho intenzione di sistemare, ricucire e magari terminare, ma non ho date chiare e precise in testa perché i programmi lasciano il tempo che trovano e “per accidens” ti può capitare di tutto, compreso il venire fulminati stile Highlander al prossimo temporale (e credetemi senza farmi raccontare l’irraccontabile, sono seria, non sto affatto esagerando).

Voglio anche rendere tutto più cupo e angosciante perché l’arte dello scrivere è mimesi cioè imitazione. Imitazione artistica, certo, come la Guernica dove non tramite foto o filmati ma per mezzo del cubismo Picasso denuncia la tragedia della guerra (e nello specifico il bombardamento di Guernica da parte dell’aviazione nazista), cioè Pablo ripropone le cose del mondo attorno a lui anche se, secondo una dimensione tutta sua.

picasso

È come nel gioco del mimo dove a gesti bisogna far capire all’altro il titolo del film; lo si mima invece di dirlo a parole, si usa una corrente artistica particolare come il cubismo per un reportage giornalistico.
Il mondo che vedo anche a me sembra stia diventando una Guernica, sempre più pericolosamente oppressivo e ho una teoria al riguardo che non sfigurerebbe nella trama di una storia di paura.
Non so dipingere, l’unica via per raccontare il mondo è farlo con un filtro narrativo da romanzo horror.

Ancora non le ho lette le fotocopie e anzi, non ho nemmeno controllato se me le hanno stampate correttamente perché non ho avuto il tempo per darci un’occhiata. Anche questa cosa del tempo che passa così svelto, come un refolo di bora, per poi dissolversi senza averti dato modo di fare quello che ti riproponevi, è very, very creepy.

Fra l’altro sono i miei scampoli di tempo libero a dissolversi, mica il tempo più impegnativo e rognoso!?!

Diamine, il tempo è davvero prezioso! Per questo cerco di fare maggiore attenzione a quello che scrivo nel blog; sempre di fretta ok, ma che almeno siano cose davvero sentite e non solo per scribacchiare qualcosa (o meglio digitare, “digitare alla carlona”) e farmi leggere (ab)usando del tempo altrui.
Sono anche stata male in questi giorni, ma era un male sui generis, cioè non stavo abbastanza male tanto da farmi mollare tutto per andare dal medico ma il male è stato sufficiente per rallentarmi (mostruosamente!!) il ritmo alle giornate.
Quindi il male, più che fisico è stato essenzialmente un male temporale. Mala tempora currunt…

grazie, un saluto e a presto
Bloody Ivy