Silvano Giacosa o l’ordinato Silver

Repetita iuvant, le cose ripetute aiutano a ricordare nonché a stufare, però (sorry!) lo faccio ugualmente.
Un post al mese lo dedico ad un blogger che è anche scrittore, e non lo faccio per fare l’influencer e consigliare libri, perché come dice Sgarbi, “L’influencer è un pirla sfaticato che lucra su dei pirla danarosi incapaci di scegliersi da soli un paio di scarpe” e inoltre, bizzarra come sono, il mio seguito sarebbe composto da altrettanti pazzi scatenati come me, probabilmente pure pericolosi, e quindi questo post è semplicemente un breve profiling dell’autore.
A quale scopo? Perché dal titolo del libro, dal genere del romanzo e dall’editore se ne capisce già qualcosina; dalle recensioni trovate on-line è poi possibile farsene un’idea ancora più chiara, ma se chiedi che libri legge in privato, quelli che ha sul comodino, pronti per i momenti liberi e con i quali finisce la giornata, cioè quelli che usa per coltivare il suo cervello, beh! È un po’ come andare alle fonti (al Big Bang!) delle sue idee, a ciò che gli ha fatto scintillare i neuroni e partire le connessioni sinaptiche ed è affascinante, perché è sbirciare la stessa cosa ma da un punto di vista diverso, sempre parziale ma da assommare agli altri.

Giacosa Silvano era un blogger, e come Silver l’ho conosciuto e letto i post del suo blog.
Il nome da blogger rispecchia in qualche modo la personalità, Bloody Ivy sicuramente lo fa ma, magari lo racconto un’altra volta.
Collegavo il “nome d’arte” Silver, al metallo dei proiettili in grado di uccidere i lupi mannari o a Silver Surfel, personaggio della Marvel ma la cosa mi stonava perché Silver era un blogger davvero serio, educato e sorprendentemente ordinato (io mi considero “creativamente ordinata”, cioè il mio senso dell’ordine rispecchia la mia costruzione mentale del mondo e solo per questo è perlopiù un ordine incompreso dagli altri… ma va bene, anche “casinista” può essere un termine corretto per definirmi, sì 😉 ).

firma Dalì

Solo in seguito ho scoperto il vero nome, Silvano, e presumo che da blogger si sia scelto Silver come pseudonimo di fantasia per non andare troppo contro all’ordine delle cose, quello della carta d’identità.
Nei social si è iscritto usando prima il cognome e poi il nome e così ogni volta che lascia un commento da qualche parte appare come Giacosa Silvano e sembra una presentazione ufficiale.
Il cognome prima del nome è protettivo; se il nome identifica l’individuo con la sua personalità, il cognome è l’egida della famiglia, lo zoccolo duro della casata nonché un modo per essere più formali e non esporsi troppo in prima persona.
Non è che ci sia una scelta migliore dell’altra, dipende dal carattere.
Esempi celebri? Richard Wagner preferiva firmare e presentarsi con nome e poi cognome, mentre Wolfgang Amadeus Mozart, privilegiava il cognome, e a volte usava solo quello, come faceva abitualmente Picasso (che per intero si chiamava Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno Maria de los Remedios Cipriano de la Santisima Trinidad Màrtir Patricio Clito Ruiz y Picasso).
Giuseppe Verdi firmava Gverdi e Salvador Dalì quello del “io non mi drogo, io sono la droga” si firmava in modo “spumeggiante” e chissà che firma si sarebbe inventato per iscriversi ai social.  

Silver, Silvano Giacosa è così gentile (raro eh!?!), ordinato e pratico che quando gli ho chiesto (come avevo fatto agli altri blogger che simpaticamente sono prestati a questi post) una foto dei libri che ha letto, apprezzato e che lo hanno ispirato come scrittore me ne ha spedite due.
Ha scritto due romanzi e quindi una foto è per mostrare quali libri aveva sul comodino, da quali si ispirava mentre stava scrivendo il primo romanzo “La ragione della neve” e una foto per mostrare i libri che leggeva scrivendo il secondo romanzo “Fragile è il nostro domani“.

Quindi, lo dico in soldoni, se qualcuno dei libri nella prima immagine li avete letti e vi sono piaciuti, è probabile che anche il suo romanzo storico “La ragione della neve” possa incontrare i vostri gusti e piacervi; lo stesso discorso vale per i libri della seconda immagine che lo hanno accompagnato mentre creava il secondo romanzo.
Queste le frasi che ha scelto e mi ha spedito per presentarsi come scrittore:

Giunge un vento impetuoso, per alcuni è una lama di dolore, per altri un alito di gioia. Un respiro intriso di emozioni e che accarezza i battiti del cuore. È il gioco misterioso della vita, sciolto nel tempo ruvido dell’affanno, senza vincitori né vinti. Un ventaglio di emozioni che il destino riempie di sorrisi e, più sovente, di pianto.

Silver, Silvano Giacosa, usa carta e penna per scrivere e solo alla fine, a manoscritto ultimato, riporta tutto nel pc. Dice di essere all’antica, ma forse è semplicemente molto ordinato e sente di avere più controllo sui fogli che lascia nel cassetto della scrivania che non su ciò che si digita al computer e poi si riporta su chiavette, evernote, google keep e simili.
Lo farei anche io se potessi permettermelo ma il problema è sempre lo stesso: il TEMPO (!!!) e a lavorare su carta ci si mette di più.
In ultimo riporto le parole che ha usato per spiegarmi cosa fa e perché:


“Io credo che scrivere sia il modo più semplice per confrontarsi con se stessi. Come mettersi davanti a uno specchio e vedere quel che di noi viene riflesso. Un esercizio impegnativo e allo stesso tempo tonificante”.

E ora ringrazio Silver (siamo su un Blog, no? E quindi uso il suo nome da blogger) per aver partecipato e tutti gli altri per la lettura.
Buona settimana! Bloody Ivy

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