Sii Forte Socio! – (Cap 8.3 Storia Horror)

Quando l’uomo dorme, è scritto nello Zohar, la sua anima esce da lui, vola e sale in alto fino al luogo di cui è degna.
Ciò perché la notte, nel sonno, si libera dai vincoli materiali attivando le proprie potenzialità, che le consentono d’avvicinare mondi lontani.
Zohar, il libro dello Splendore, Kabbalah

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Nor rimase lì, sul tetto e sotto le stelle, seduta all’indiana a riflettere.

Un comportamento sospetto in un contesto di vita tranquilla, ma imparare ad arrampicarsi fino al tetto per non farsi trovare dall’ex, violento e pronto a fregarti, che poteva presentarsi improvvisamente e con tutte le più perverse intenzioni di questo mondo, era doveroso e, la sopravvivenza trova il bon ton ridicolo.

Aveva sempre fatto sogni particolari, come quelli lucidi, dove sei consapevole di star sognando. Da piccola pensava che capitasse a tutti di vivere qualche momento particolare nella giornata e poi sognarselo di notte o a seconda dei casi, viceversa; ma a casa la prendevano in giro « Hai quasi tre anni e ancora non hai imparato? ».

Raccontare che nei sogni ci rimaneva giorni o settimane era inutile, perché riceveva il solito sorrisino accompagnato da « Quanta fantasia! », quindi smise.
C’erano le immagini che vedeva, come proiettate sulle ante dell’armadio di fronte al suo lettino, capitavano così regolarmente che le accettava come normali e poi cosa ne sapeva da bambina delle allucinazioni ipnagogiche?

Nei sogni a volte si ritrovava a vivere nei panni di un personaggio maschile, altre in quelli di un personaggio femminile, in altri luoghi ed epoche, come cambiare avatar nei mondi virtuali, ed era sempre lei, cioè il suo sé cosciente. Ma nei sogni, in qualunque modo ci si veda, si è sempre avatar mentre il vero corpo è nel letto.

Le era anche capitato di essere solo la sua coscienza (o energia intelligente?) e aveva assistito come in time lapse alla creazione di stelle e galassie.

Non era sola nel sogno, ma circondata da altre entità sempre solo coscienza (o intelletto?), luci pure ed ingenue; l’avevano scambiata per una di loro, e assistettero meravigliati, tutti assieme, alla nascita  dell’universo; con gli occhi della mente, naturalmente.
Quanto tempo passò in quel sogno? Inutile chiederselo perché nei sogni il tempo non scorre in senso cronologico ma esistenziale.

Quelle intelligenze bambine non potevano immaginare ciò che sarebbe accaduto dopo.
Invece Nor cominciò a percepire l’avvicinarsi di un’onda psichica che, con intensi stimoli di conoscenza superiore li avrebbe attraversati individualmente, e a seconda di come avrebbero reagito a quella comprensione la loro scelta si sarebbe cristallizzata.

Ritenne che sarebbe stato preferibile non metterli al corrente dei drammatici ed inevitabili eventi nei quali sarebbero incorsi, in fondo la sua era solo una preveggenza avuta in un sogno ma, prima di andarsene, all’entità con la quale durante quegli eoni, sembrati come giornate, aveva legato di più, disse (nel senso “irradiò con l’intelletto e i sentimenti): « Resisti, sii forte Socio! Avverti gli altri! ». Poi abbandonato quel mondo si svegliò.

I sogni lucidi non capitano per caso, perché sono metafore da interpretare, lezioni da apprendere, perché c’è sempre un filo d’oro nascosto sotto un groviglio di eventi, intrecciati fra mondi onirici e reali, fra spazio e tempo, tempo tridimensionale poiché passato, presente e futuro lì si mescolano.
Anche i professori a volte consigliano la visione di alcuni film agli studenti, perché questi potrebbero aiutare a comprendere meglio e da un diverso punto di vista certi concetti della materia insegnata nel corso; e secondo Nor anche i sogni lucidi seppur vissuti in prima persona erano come film che servivano a questo scopo, senza il bisogno di spingersi oltre.

Cartolina di Kollman

Negli anni si era accorta che altre persone avevano esperienze oniriche simili e in rete si trovava molto materiale, soprattutto fesserie ma chi simili sogni lucidi li viveva per davvero sapeva riconoscere i veri sognatori da quelli farlocchi.

Ora, nel giro di pochi mesi, dal passaggio del bolide verde Assenzio, in tanti ne stavano facendo l’esperienza e fra questi non pochi sembravano sull’orlo della pazzia perché i sogni lucidi a chi non è abituato a farli, appaiono come pesanti alterazioni della realtà.
La differenza fra tempo del mondo reale e quello nei mondi onirici dove il tempo appariva dilatato o contratto in modo assurdo, dove il tempo sembrava scorrere privo di nessi logici coerenti, dove persino l’atemporalità sembrava possibile, era capace al risveglio, di togliere l’equilibrio psichico a molti che  non sembravano più in grado di decifrare la realtà.

Non appena sveglie queste persone cercavano di spiegare i concetti di spazio e tempo sperimentati nel sogno e si infilavano in un labirinto di contraddizioni. Contraddizioni, imprescindibili quando si inizia a pensare al tempo e allo spazio in dimensioni oniriche e che davano loro la convinzione che la vita nel suo complesso non è che un sogno.

Capitava a volte che qualcuno si svegliasse da un sogno lucido surreale e capisse che le cose sulle quali stava ragionando così argutamente fino a qualche attimo prima ora apparivano totalmente assurde.

La gente era sempre andata avanti corazzata con i propri pregiudizi, non riuscendo a distinguere i fatti reali dai pettegolezzi, dalle leggende metropolitane e dalle notizie sparse ad hoc per confondere e disinformare, ma ora le persone non riuscivano nemmeno a capire se erano svegli o nei sogni lucidi e i giorni e le notti si mescolavano nelle loro menti.  I loro terribili sogni sembravano incredibilmente reali e ormai andavano a dormire con il timore tipico di coloro che non sanno minimamente cosa gli aspetti.

Kollmann – cartoline Natale – Trieste

Non riuscivano a capacitarsene, né di quei sogni né dei loro pensieri che venivano attirati in fantasie così ansiose che dovevano guardare più e più volte intorno a loro per avere la certezza di essere svegli e non in un falso risveglio nel sogno.

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grazie della lettura Bloody Ivy

 

 

 

 

3 Commenti

    • grazie di essertene ricordata… eh, mi ha preso molto scrivere questo post e non l’ho ancora riletto, perché so che mi prenderebbe molto nuovamente, lo rivedrò in 2nda stesura magari. “Socio” è una parola sacra. Tutti concordano che l’amicizia sia una delle cose più di valore nella vita delle persone, ari ne descriveva i 3 gradi, da quello più basso a quello più alto dove è una virtù ma… c’è persino di più. Per questo farò entrare questo nuovo personaggio, per aver modo di spiegarlo.
      il nome più cognome, o data di nascita, o modi di dire nostri o nome della figlia sono ancora presenti nei programmi che uso sotto forma di password 🙂

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)