Siamo della Materia di cui Son fatti i Sogni

We are such stuff as dreams are made on, and our little life is rounded with a sleep.
William Shakespeare, The Tempest

Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

 

Oggi … ma al momento sto solo rileggendo il post scritto ore e  ore fa quindi correggiamo… Ieri pensavo di continuare la mia storia fantasy horror con una puntata che avesse come personaggio principe (sì lo so, si dice principale, ma Principe fa più fantasyZdenka.
Raccontandola come narratore onnisciente (narratore eterodiegetico onnisciente in terza persona a voler essere antipatici e pignoli) e cercando empatia con il punto di vista di Zdenka. Invece mi sono ritrovata emotivamente all’impasse.

Non voglio prendermi troppo sul serio, mi sto sfogando a scrivere un fantasy horror dove posso inventarmi ogni tipo di mostro, demone e nefandezza splatter; non è un saggio storico, né un documento reale, non mi si può fermare dicendomi che quanto scritto non corrisponde al vero (a parte gli orrori surreali grammaticali). Posso lasciar correre la fantasia a briglia sciolta ed è davvero terapeutico.

Però non volevo neanche mancare di rispetto. A chi? In che modo?

Il punto è che i miei personaggi, o meglio, i profili psicologici dei miei personaggi sono puzzle di individui da me conosciuti e quindi veri anche se non necessariamente in “carne e ossa”. Per il personaggio Zdenka, morta per infarto nei primi post, mi sono concentrata su tre persone amiche, ahimè decedute.

Per scrivere un post dove il narratore onnisciente dimostra di conoscere il punto di vista di un’anima trapassata che si mostra in sogno ho pensato che sarebbe stato adeguato cercare di mettermi nei panni (cioè nella psiche) delle persone reali sulle quali ho modellato Zdenka.

Per creare Zdenka mi sono concentrata su due migliori amiche e un fantastico amico: Fedra (chiamata anche Freddy), P.P.P. (si firmava così perché il nome più cognome erano tre parole che iniziavano entrambe per P), Luca, ed è inutile raccontare quando e in che modo se ne sono andati “all’altro mondo”.
Zdenka è una sorta di Frankenstein con il carattere e la psiche di loro tre.

Così ieri stavo per mettermi a scrivere il post ma  in realtà sono stata infastidita da due vocine. Niente panico! Non le voci che senti per davvero da schizofrenico (una malattia davvero pesante da portare e questo potrebbe essere un riferimento maleducato, sorry) ma pensieri insistenti come venditori sicuri di riuscire a convincerti a comperare la loro merce, alla fine. Due suggerimenti; uno bisbigliava nelle sinapsi “Sono persone morte, cosa stai ancora a pensarci? Lasciale in pace, non ti servono per la storia“, e l’altro inoculava idee come “È un modo carino per ricordare i tuoi amici, pensare e loro e poi gli puoi sempre dedicare il post“.

Insomma, ci ho perso tutto il pomeriggio ad ascoltare questi pensieri e alla fine mi sono pure arrabbiata con quello che continuava a passarmi per la mente per dirmi “Sono morti, chiudi il capitolo, non pensare più a loro e vai avanti“. No, perché, come si permette questo pensiero a venirmi in mente  insinuando che sarebbe meglio non pensare più ai miei amici solo perché sono morti??? Dimenticare i miei amici??? Ma siamo matti?
Sì, beh arrabbiarsi con i propri pensieri è abbastanza normale, vero? Voglio dire, per esempio quando ti metti a dieta arrivano regolarmente quelli più antipatici, “ma una tartina che vuoi che sia?“, “non è meglio che inizi con il primo giorno della settimana per far le cose con più ordine?“, “ormai oggi con lo zucchero nel caffè hai sgarrato, tanto vale…”  

Ovviamente ha avuto la meglio il ricordo dei miei amici. Quindi passerò tutta la settimana a pensarci e non sarà una settimana né triste né malinconica perché di questi tempi è più rilassante e serena la compagnia di qualche amico morto che di un umano vivo se è nient’altro che un involtino pieno di odio.  Involtini pronti per la griglia, tanti involtini pronti alla griglia… La mia Weltanschauung questa settimana 🙁
E se tutto va bene, domenica scrivo la puntata, lunedì la rileggo e pubblico, probabilmente con dedica 😉

ps: “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni” si potrebbe intendere anche che siamo come pensieri, onde cerebrali, energia e quindi nei sogni possiamo interagire? Beh ci penserò 😉

Jambo!

grazie della lettura, Bloody Ivy

 

 

6 Commenti

    • sono andata ad investigare. Direi che in quel che cercano “tutto ciò che è concepito e scritto esplicitamente per spaventare, suscitare raccapriccio o angoscia nel lettore” mi ci ritrovo… fin nel midollo. “Inquietante” è uno stile di vita 🙂
      Chiude a breve, non ricordo il giorno esatto di luglio e devo ancora andare a leggere il bando del concorso e capire meglio che opere si aspettano ma… sono alla terza edizione e come dice la nuova ed aggiornata versione del proverbio, “non c’è tre senza quattro”. Quindi lo terrò d’occhio.
      Grazie per avermelo fatto conoscere! Sì, molto interessante!

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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