Il Senso del Nonsense

The Cheshire Cat

In questo mondo di esaltati narcisisti, malati da uno strano complesso di superiorità che li porta a ritenersi intelligenti, colti, maturi, autodeterminati, forti e indipendenti, centro dell’universo a cui tutto deve convergere e in cui tutto deve trovare una spiegazione; dove sui social si fanno discorsi privi di coerenza e pieni di contraddizioni, i comportamenti nel quotidiano sono da bipolari e il caos nella connessione fra pensieri rende inutile la facoltà dell’intelletto…
…mi sono messa a ripensare con nostalgia alla letteratura nonsense che, almeno sapeva di esserlo, per dotta ignoranza socratica.

A dire il vero, in letteratura il nonsense è negazione di quel che si dice ma non mancanza di senso; è il rifiuto di dare importanza soltanto a ciò che ha un senso evidente privilegiando ciò che, invece, apparentemente non ne ha. E’ la via libera ad un umorismo grottesco ma capace di drammaticità. 

The white queen

Come i nonsense di Lewis Carroll, pseudonimo del reverendo Charles Lutwidge Dogson, matematico presso l’Università di Oxford. Lewis Carroll in Alice in Wonderland e Through the Looking-Glass sovverte le regole della logica e della fisica, ribalta le pratiche linguistiche con i suoi giochi di parole.

Nonsense è la regola della White Queen:

Marmellata domani e ieri, ma mai oggi. Marmellata a giorni alterni, e oggi non è un giorno alterno.

O il dialogo con il fantastico Cheshire Cat:

“Micio del Cheshire, (…) potresti dirmi, per favore, quale strada dove prendere per uscire da qui?”
“Tutto dipende da dove vuoi andare,” disse il Gatto.
“Non mi importa molto…” disse Alice.
“Allora non importa quale via sceglierai,” disse il Gatto.

Samuel Beckett con il teatro dell’assurdo.
L’interminabile attesa del misterioso Godot, da parte di due persone comuni, vestite come vagabondi che, nel frattempo parlottano in un dialogo privo di senso.
Godot non arriva anche se resta la speranza che magari domani comparirà. Nessuno ha le idee chiare su chi sia Godot, neppure lo stesso Becket che al riguardo ha sempre dichiarato che se lo avesse saputo non avrebbe avuto remore a scriverlo nel copione. Godot può essere Dio, la morte, la buona sorte, c’è più di una chiave di lettura, ma il perno dell’opera teatrale è l’attesa di due uomini, Vladimiro ed Estragone, come sintesi di tutte le attese possibili.

Vladimir: “Questo ci ha fatto passare il tempo”.
Estragon: “Ma sarebbe passato in ogni caso”.
Vladimir: “Sì. ma non così rapidamente”.

Edward Lear, scrittore geniale di limerick ed illustratore con A book of nonsense. Limerick è un componimento poetico di cinque versi, rimati a due a due, con l’ultimo verso che termina con la stessa parola del primo. E’ la rima che fa recitare filastrocche surreali e nascere spassosi e musicali nonsense.

There was on Old Man of Calcutta,
Who perpetually ate bread and butter;
Till a great bit of muffin,
On which he was stuffing,
Choked that horrid old man of Calcutta.

There was an Old Man on a hill,
Who seldom, if ever, stood still;
He ran up and down,
In his Grandmother’s gown,
Which adorned that Old Man on a hill.

Achille Campanile, grandissimo scrittore umorista che si diverte nel mostrare il nonsense annidato nei luoghi comuni, nelle frasi fatte, negli eventi quotidiani dati per scontati.

Non c’è alcun rapporto tra gli asparagi e l’immortalità dell’anima

E’ l’inizio del suo “Asparagi e l’immortalità dell’anima” e per tutto il libro scritto con un procedimento di puro nonsense, finge di cercare un punto di contatto che giustifichi l’idea di stabilire un confronto tra due cose lontanissime tra loro, e prosegue elencando le differenze (“gli asparagi sono un legume e l’immortalità dell’anima è una questione“, “gli asparagi si mangiano mentre l’immortalità dell’anima no“…) per concludere alla fine con sincero rammarico che  “Non c’è nulla in comune fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima“.

Nel nonsense tutti i termini e i concetti saltano, se è nonsense non c’è contraddizione casomai l’esclusione di ogni contraddizione per dissolvimento degli opposti.
Il nonsense diverte perché è scioccante, la sua funzione è di spiazzare, sconcertare, lasciare per qualche secondo in una sorta di vuoto mentale.

Più o meno la tipica situazione di quando la vicina amante del gossip si infila nell’ascensore assieme all’altro inquilino, golosa di notizie.
Domanda: “Non la incontro mai, era in vacanza?!” Risposta: “Margherita!

C’è un istante prima della seconda domanda sul perché di una simile risposta nel quale son saltate tutte le regole, le previsioni… Perché il nonsense non deve essere in relazione con nulla, non dipende da nulla, è irrelato. Il nonsense è il rovesciamento delle aspettative.

Ai tempi dei social il nonsense è anche l’arte del wikibombing, una sorta di commenti koan zen, lasciati sotto gli articoli delle pagine Facebook dei quotidiani, che non hanno attinenza con l’argomento dell’articolo, spesso copia & incolla da wikipedia.
Si potrebbe dire che allora sarebbe meglio tacere che commentare con nonsense, ma il tacere non commentando avrebbe un altro significato. Commenti nonsense lasciano intendere che l’articolo in questione riporta informazioni assurde, inutili e superficiali e il commentatore ha reagito in linea con l’articolo.

Il nonsense indica che la realtà non può essere completamente espressa nei modi ordinari ai quali siamo abituati o compresa, filtrata attraverso la griglia interpretativa delle proprie esperienze.
I nonsense possono spiazzare, togliere la terra da sotto i piedi ma in realtà invitano a trascendere provando a fare considerazioni inaspettate, sul mondo e su se stessi.

 

grazie della lettura, Buon Non Compleanno a tutti, Bloody Ivy

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