Rutilio Benincasa e le Comete Verdi

photo by amateur astronomer Yasushi Aoshima, from Fukushima, Japan

La notizia dell’arrivo della cometa verde l’ho trovata soltanto ieri sera.
Non mi interesso di astronomia ma sono attratta dal colore verde e questa nei siti visitati era definita green comet, cometa verde.
E il verde, è un colore in grado di attrarmi, non ne ho ancora compreso il motivo, perché in fondo apprezzo di più il blu, con le sue innumerevoli sfumature ma… non ha su di me l’effetto calamita. Se entro in un negozio per provarmi e scegliermi una camicia, allo specchio riconosco di come la blu mi stia meglio e sia più elegante ma, alla fine scelgo quella verde.
Così quando esco per fare scorta di quaderni, penne ed evidenziatori, poi tornata a casa mi accorgo di come la maggior  degli oggetti siano di colore verde. Però chiariamoci, solo alcune tonalità di verde ad essere sincera: l’evidenziatore per es è verde smeraldo, non verde acido…
Con lo smalto per unghie ero molto combattuta, sapevo che il verde non è adatto per appuntamenti di lavoro e le occasioni più formali ma… che fatica resistere alla forza del verde (ho risolto prendendone due, rosso come convenzionalmente noblesse oblige e verde per accontentare le mie unghie). Insomma… con il verde sono un pochino fissata e quindi appena saputo dell’imminente arrivo di una cometa verde sono andata ad informarmi meglio, iscrivendomi a siti specializzati o a pagine FB  più comprensibili ai non addetti ai lavori dove si sta già facendo il count down dell’evento.

Riassumo brevemente.
Si sta avvicindo a noi 41P Tuttle-Giacobini-Kresak, 41P per gli amici astronomi, o cometa verde, come preferisco chiamarla io.
E’ stata osservata la prima volta il 31 maggio 1858 dall’astronomo americano Horace Parnell Tuttle, poi nel 1907 dal francese Michael Giacobini e nel 1951 dallo slovacco Lubor Kresák. Finalmente si comprese che in realtà era sempre la stessa cometa a passare, una gioviale, cioè con un corto periodo di rivoluzione al Sole, tanto che la sua orbita non va al di là di quella di Giove e, riappare da noi ogni 5,4 anni.
Si sta avvicinando, e raggiungerà la posizione di perielio il 12, 13 aprile, con 156,3 milioni di chilometri dal Sole; la sua luminosità prevista per quel periodo potrebbe aumentare fino alla magnitudine 6,5 cioè risultare visibile più o meno come una stella. Il condizionale è d’obbligo perché la brillantezza cambia a seconda degli outburst, cioè dalle esplosioni nel nucleo dovute alla radiazione solare già successe in altri passaggi (nel maggio del 1973 si fece 10 mila volte più luminosa, visibile quanto una stella).
La sua chioma verde è data dalla presenza di carbonio biatomico, gonfiata da sbuffi di vapore mentre il nucleo (largo circa un chilometro e mezzo) ghiacciato si riscalda; e avvicinandosi al Sole potrebbe sviluppare una coda.

Nella prima quindicina di aprile 41/P si troverà circa a metà strada fra la costellazione dell’Orsa Maggiore e quella del Dragone, visibile con un piccolo telescopio, in ogni momento della notte, dal crepuscolo all’alba.

 

Il 5 aprile transiterà a meno di  22 milioni di chilometri dal nostro pianeta (60 volte il divario spaziale fra noi e la Luna) e questo sarà il passaggio più vicino alla Terra mai effettuato (da quando è stata scoperta), il prossimo così ravvicinato accadrà il 20 gennaio del 2088.
Dopo questo aprile 2017, la rivedremo nel 2022.

La credenza sulle comete dice che i pensieri formulati nel brevissimo tempo di esistenza della traccia luminosa della coda di una cometa che si ha la fortuna di vedere sfrecciare nel cielo si avverano. 
Le comete verdi però, al confronto di quelle bianche o argentate, sono bistrattate e ritenute profezie di sventure.
Non saprei dire chi ha cominciato a diffondere questa superstizione, ma a rinforzarla negli anni a venire sono stati gli scritti di un personaggio alla stregua del conte di Cagliostro o di Nostradamus: Rutilio Benincasa (1555 – 1626, Torzano, oggi in provincia di Cosenza;  è stato un astronomo e astrologo).   
All’inizio dell’Almanacco Perpetuo di  Rutilio Benincasa si legge “Opera molto necessaria e dilettevole, come anco di gran giovamento, et utile a ciascheduno, e particolarmente ad Astrologi, Fisionomici, Medici, Fisici, Chirurgi, Barbieri, Distillatori, Alchimisti, Agricoltori, Nocchieri, Viandanti, Mastri di Campo, Sergenti Maggiori, Aiutanti, e qualunque altra persona curiosa”  una sorta di calendario con una  summa delle conoscenze scientifiche e delle credenze popolari del Cinquecento. La prima edizione fu stampata Napoli nel 1593, solo undici anni dopo la riforma del calendario voluta da Papa Gregorio XIII, da lì in poi uscirono nel corso dei secoli innumerevoli nuove nonché ampliate edizioni, anche con interventi di ragguardevoli studiosi come Ottavio Beltrano. Tutt’oggi continua a venire ristampato e non soltanto in italiano.  
Una sorta di calendario di Barbanera ante litteram o di Frate Indovino ma perpetuo e con “tavole per calcolare le fasi lunari e tutte le configurazioni della luna in perpetuo con i loro effetti sul tempo atmosferico, le previsioni astrologiche annuali che si rinnovano ogni 28 anni secondo il ciclo solare, le tavole sulla struttura del calendario e sulle feste mobili, la cronologia di tutti gli avvenimenti storici più rilevanti dalla creazione del mondo, un trattato di fisiognomica, nozioni di anatomia e di astrologia medica, l’influsso degli astri sull’agricoltura,   nozioni di geografia e cosmografia, un trattato sull’arte della navigazione e sull’orientamento, nozioni di aritmetica e di geometria con le loro applicazioni ai più svariati campi delle attività umane (dall’aritmetica mercantile all’arte militare), e molto altro ancora…“.
Nel capitolo sulle comete “quelle stelle con le code lunghe sono vapori causati dai sette Pianeti, chiamati da noi Comete“, scrive senza mezzi termini che “Cometa, quando sarà veduta di colore negro, o verde o rosso, significa terremoto.” Nelle pagine che seguono questa affermazione elenca date del passaggio di comete e un susseguirsi di fatti nefasti accaduti al seguito.
Bufale più che altro, ma l’almanacco era considerato una fonte sicura di notizie e le persone abboccavano convinte.
Ricopio solo due righe dell’almanacco per far capire cosa ci si poteva aspettare, credendogli, dal passaggio di una cometa nera, verde o rossa:
(anno) “644 in Roma fu veduta una nuova stella con gran splendore, e si videro molti corpi mostruosi con voci spaventevoli & in Africa & in Lombardia piovè sassi e nella Marca d’Ancona piovè sangue, e nacque un fanciullo con volto di Scimmia, le mani d’Aquila e la coda del Serpente“.
Rutilio Benincasa è stato molto amato ed onorato anche per aver scritto alcune tavole numeriche, la “Cabala responsabile”, attraverso le quali, interpretando sogni ed eventi con numeri era possibile prevedere l’uscita dei numeri vincenti al lotto: la prima versione della Smorfia, praticamente. 
Ah… lo si trova anche su amazon,  Rutilio Benincasa – Almanacco Perpetuo aggiornato fino al 2100.

 

grazie della lettura e, ora vado a controllare se dal balcone riesco a visualizzare un puntino luminoso verde di carbonio biatomico  nel cielo nero. Bloody Ivy