Rosso come il Sangue, l’Amore, il Furore

Rot is die Liebe, rot ist das Blut,
rot ist der Teufel in seiner Wut

filastrocca tedesca di Von Mahmoud Lamine e Judith Müller
(rosso è l’amore, rosso è il sangue, rosso è il diavolo nel suo furore)

Questa domenica è una giornata festiva ma con una Stress-Free Zone temporale limitata ad un paio di ore soltanto per scrivere (vabbè, pazienza, accontentiamoci!), così continuo con i post della serie COLORI che mi sto creando. Servono prima di tutto a me, per riuscire a colorare con cognizione di causa quello che scrivo usando i termini adatti e associazioni di pensiero meno barcollanti; ma ne faccio dei post perché gli altri blogger che passano a leggermi sono anche loro persone con l’hobby della scrittura e quindi ricerche e considerazioni sui colori forse potrebbero interessare.

Stavolta introduco un colore davvero superbo.
Chiamarlo semplicemente rosso è difficile, perché ci sono innumerevoli nomi per questo colore e quasi tutti famosi, tanto che… parlare delle 50 sfumature (in stile E. L. James) è riduttivo.

Cominciamo!
Per esempio c’è il rosso delle automobili che è codificato in modo estremamente rigido così si ha il mitico rosso Ferrari, rosso Maserati, rosso Corsa, rosso Montebello (Lancia); non ci si può confondere anzi, è proprio vietato permettersi di sbagliare.

I più conosciuti tipi di rosso sono:

  • Magenta (dalla città Magenta),
  • rosso Scarlatto (carattere archetipo del colore del sangue e delle fiamme),
  • Rubino (una tonalità di rosso che ricorda la pietra preziosa, il rubino),
  • il rosso Vermiglione (da Kermes Vermilio, l’insetto da cui era estratto il pigmento usato oltre che per il colore vermiglio anche per il viola, altri tipi di rosso e il rosa),
  • il Cremisi (anche questo estratto dal Kermes Vermilio, tintura le cui origini risalgono ai Sumeri, cioè al III millennio a. C.. L’insetto Kermes Vermilio, cocciniglia, omottero della famiglia Kermesidae, viene essiccato e polverizzato anche per colorare il liquore rosso, l’alchermes anche se attualmente la cocciniglia può essere sostituita anche con sostanze di origine sintetica),
  • il rosso Carminio (prende il nome dall’acido carmico sostanza che secerne la cocciniglia per proteggersi dai predatori, dall’intenso colore rosso e catalogato nella normativa europea come additivo alimentare E120),
  • Corallo (sebbene in natura i coralli presentino un’ampia gamma di sfumature),
  • Cadmio (solfuro di cadmio),
  • Cinabro (estratto dal solfuro di mercurio, è il “color sangue” estremamente tossico degli alchimisti)
  • Minio (ossido di piombo, usato fin dal Medioevo come il rosso presente sulle miniature presenti sui manoscritti),
  • rosso Pompeiano (ocra rossa composta da ossido di ferro, conosciuta fin dall’epoca dei Romani venne adottata per le pitture e gli affreschi ritrovati nella città di Pompei)
  • Amaranto (l’amaranto è una pianta erbacea, genere Amaranthus e conta circa 60 specie di piante erbacee che arrivano ad un’altezza di più di tre mesi con spettacolari infiorescenze rosse)
  • Porpora (il pigmento si estrae dal murice comune, un mollusco gasteropode. I primi a produrre la porpora furono i Fenici. La porpora poteva avere diverse sfumature rosse, da una più aranciata ad una più rosa al viola scuro passando per sfumature brunastre. Porpora è quindi un colore a cui corrispondono molte tinte effettive in base alla preparazione ma il colore rosso porpora era il più ricercato. Per riuscire a tingere anche una sola veste occorrevano migliaia di molluschi esemplari, quindi era preziosissima così il colore porpora era riservato ai re e sacerdoti ed evocava ricchezza e particolari meriti spirituali).

Ma poi ci sono anche il

  • Lampone (e il succo di lampone piace ai bambini proprio per via del suo colore rossastro)
  • Granata (come i chicchi della melagrana),
  • Bordeaux (il nome deriva dall’omonimo vino francese prodotto presso la città francese di Bordeaux)
  • Sangue di Piccione (va forte negli smalti per unghie ma identifica una pietra proveniente dalle miniere Birmane, il rubino “sangue di piccione”, rosso puro con una leggera tinta blu)
  • rosso di Persia (composto da un pigmento proveniente dal Golfo Persico, da cui il nome, composto di silicato di ferro e alluminio con magnesio),
  • Sangue di Drago (il sangue di drago è una resina di colore sanguigno che si ottiene incidendo il tronco della Dracena draco usata fin dai tempi antichi per lacche, tinte e incensi)
  • Terracotta
  • rosso Valentino (particolare sfumatura di colore “firmata” da Valentino e usata solo per alcuni dei suoi abiti, un tono molto acceso tra il carminio, il porpora e il cadmio)
  • rosso Veneziano (ovviamente fa riferimento alla città dove, nel XVI secolo la storia e la ricchezza della città e dei suoi domini erano legati al rosso perfetto, il “lussuoso scarlatto veneziano”, frutto di una pratica gelosamente custodita dai tintori della Serenissima),

E per gli artisti? Uno sciame di rossi, una tinta rossa diversa per ognuno di loro

  • rosso Tiziano (forse il più famoso)
  • il rossastro di Mark Rothko (ci si ricorda sempre della sua frase “Ho paura soltanto di una cosa, amico mio. Un giorno il nero ingoierà il rosso”),
  • Il rosso di Franz Marc, di Chagall, Matisse (nel suo Studio Rosso), Renoir, Mondrian, di Andy Warhol (acceso come il rossetto che usava Marilyn)
  • la plastica rossa di Alberto Burri (dove non usa tempera ma plasma direttamente la materia, plastica rossa, fondendola con la fiamma ossidrica)
  • i colori accesi dei graffiti di Keith Haring e della street art, o quello sanguigno di Tamara de Lempicka
    potrei continuare ad oltranza ovviamente

e non dimentichiamoci delle inimitabili, CARAMELLE ROSSANA

Sembra una ricerca scolastica questo post e mi scuso. Non è per nulla esaustivo e non ho ancora scritto le cose che associo al colore come faccio di solito, ma oggi è andata così (giornata proprio così-così, “comme cicomme ça” e uso il francese per far capire che è un eufemismo), le cose da fare e soprattutto i pensieri erano altri, e allora sarà per il prossimo post della serie COLORI

Grazie per la lettura e che dire… viste le prossime giornate, che i Santi vi ascoltino, i morti vi proteggano e che nessun spettro malvagio venga a tirarvi le coperte notte tempo (non so perché i fantasmi dovrebbero farlo ma mia madre quando ero stata troppo vivace nella giornata mi diceva “e adesso vedrai, vedrai chi verrà a tirarti le coperte stanotte” ed è lì che deve essere nata la mia precoce simpatia per gli horror.

Bloody Ivy
(e per certi versi, Edera Rossa)