Riepilogo

© Paolo Carbonaio
Trieste

Fa caldo, ma non esageratamente e non posso dire che vorrei andare al mare perché il mare ce l’ho sotto casa, praticamente rischio un tuffo camminando un po’ distrattamente sulle rive. Spesso qui (io sì) come biancheria intima nei mesi estivi si adopera il costume da mare, perché un appuntamento saltato, un lavoro terminato prima del previsto, un momento libero sono occasioni per andare al bagno. “Andare al bagno” a Trieste significa andare a fare una nuotata e così se si incontra qualcuno e lo si saluta con “Ciao, dove vai?”, se l’altro risponde “Oggi ho finito prima e così vado al bagno a rilassarmi” non significa che sta per rinchiudersi in qualche toilette a fumarsi una canna ma che, e senza tornare a casa a cambiarsi, va a farsi una nuotata al mare.

Invidiabile, vero? Ma più che di mare blu avrei bisogno di rilassarmi con almeno due settimane senza pensieri e preoccupazioni; esattamente come tutti quanti, nessuno escluso e quindi, dai… va molto bene così! 😉

Aggiorno la sinossi anche se in realtà sono più delle schede dei personaggi della mia storia/esperimento (quanto mi piacciono gli esperimenti!) horror (soprattutto quelli inquietanti, un po’ pericolosi e horror) perché le puntate scritte improvvisando di volta in volta, in qualche modo cambiano continuamente l’assetto della trama.

Così riordinata dovrebbe anche suggerire quello che potrebbe accadere presto. Come si dice? …  nelle prossime puntate. La meta verso cui la storia è diretta e che dev’essere svelata piano piano, il filo d’oro sotto l’apparente e insensata accozzaglia di post (delle puntate precedenti).

Quattro amiche.

Gustavo Adolfo Rol, Rose bianche

Zdenka. Grintosa, passionale, esagerata; grande fumatrice e divoratrice ossessiva compulsiva di dolci.
Dopo il passaggio di Assenzio anche lei è colpita da allucinazioni e una di queste particolarmente paurosa le causa un letale attacco cardiaco.
Assenzio, il bolide dalla lunga coda verde chiamato così dai giornali per tutti gli effetti allucinogeni lasciati dietro di sé, simili a quelli causati dal liquore verde usato dagli artisti maledetti, ma stavolta causati da un sovraccarico di onde elettromagnetiche capaci di provocare ansia, depressione, debolezza mentale e appunto allucinazioni visive a molte persone.
Zdenka muore ed è come un normale risveglio solo che stavolta vede il suo cadavere a terra; eppure lei continua a sentirsi lei, con la sua coscienza, memoria e persino il suo carattere pepato. Può apprendere cose nuove, comprendere cose passate, rimediare e aiutare a volte persino rendendosi percepibile attraverso i sogni alle sue amiche e comunicare con un linguaggio che è imparagonabile alla sua vecchia comunicazione verbale o prossemica. E un linguaggio che oltrepassa la sfera dello spazio e del tempo e sono onde che vibrano in fondo ad ogni espressione.

Celestina. Forma mentis da avvocato penalista, di chi ogni parola ha il suo peso e il suo significato.
È convinta dell’importanza del suo lavoro e di quello dei suoi colleghi perché è valutando ciò che portano e dicono gli avvocati che i giudici prendono le loro decisioni. Spesso è una guerra.
Ha un occhio particolare per i
tipici soggetti deboli, i disastrati, i carcerati, i reietti della società che, se si rivolgessero ad altri non verrebbero presi in considerazione perché lo Stato paga meno dei privati e il tempo ha il suo costo. Ha compreso che il sistema è corrotto, l’ambiente spietato e, i capri espiatori sul giornale piacciono alle folle.
Come molti altri anche lei ha avuto allucinazioni ipnagogiche e incomprensibili e fortissime sensazioni in incubi e poi da sveglia. Sta imparando a tenerle a bada perché è un po’ come tenere a bada gli stati d’animo prima e durante le udienze importanti. Sangue Freddo.

Gustavo Adolfo Rol, Lo spirito delle rose

Nor, il suo nome per intero è più lungo ma ‘Nor’ la rispecchia meglio e spesso il nome che indica una persona non è solo una convenzione e racchiude persino la dimensione segreta della sua vita. Nor, cioè la traduzione di neppure, nemmeno, neanche, né... e lei non è catalogabile. Da quanto riesca a ricordare ha sempre avuto sogni lucidi, dove si trova pienamente cosciente della loro natura onirica, e a volte sono lunghi soggiorni che sembrano durare settimane, mesi, anni, anche se al risveglio sono trascorse un paio d’ore al massimo. Così ogni volta è come ritornare dopo un lungo coma o rincasare dopo un lunghissimo viaggio in terre straniere.
Non sono sogni sereni ma nemmeno incubi, è stare in un’altra realtà nella quale si resta coscienti. Nei suoi sogni ci sono i disincarnati, persone fatte solo di pensiero, cioè energia e fra questi c’è chi buono chi malvagio come nel mondo da svegli. Nei sogni per mostrarsi possono assumere una apparenza e manipolare le menti proprio come gli uomini in carne e ossa nel mondo reale.

Jolanda, per tutti Jole. Si nasconde dietro una bellezza ottenuta con trattamenti vari, dieta perenne e ore di palestra ma il tempo le scorre ugualmente e per sembrare giovanissima non le resta altro che modificare ogni foto. L’importante è convincere gli altri anche mentendo e non si fa sempre così se conviene?
Punta tutto sull’aspetto fisico sicura che il mondo veda solo quello o almeno con lei hanno fatto proprio così. Esce quasi ogni sera, fosse solo per un drink perché la solitudine anche quella di un solo sabato sera, la getta nella depressione. Rabbiosa con il mondo che non l’ha mai capita si sente imbrogliata; eppure lei ha fatto di tutto per meritarsi qualcosa in più degli altri.
Si sta affidando alla magia, al pendolino per ottenere risposte che altri non possono sapere, e il pendolino funziona, sente l’energia che risale nel suo braccio, nella sua mano e nei polpastrelli che iniziano a pulsare violentemente e poi il pendolino inizia ad oscillare e le risponde. Deve chiedere di più, perché finora non le è ancora servito a niente.

Il panorama è quello di una città di mare e vento. Dove improvvisamente forse a causa delle onde elettromagnetiche rilasciate al passaggio dei meteoriti nelle persone appaiono quadri morbosi, disturbi mentali come se le allucinazioni ipnagogiche tipiche dei sogni lucidi si verificassero anche da svegli e non fossero solo visive ma uditive, tattili e mentali con pensieri ossessivi. E i tre nuovi farmaci, un ansiolitico, un antidepressivo e un ipnotico sembrano peggiorare il quadro complessivo. Mala tempora currunt sed peiora parentur.

E poi c’è Socio blu. Nor lo intravede in più occasioni, solo di sfuggita perché è come se per rendersi visibile squarciasse un velo, un velo blu come i suoi strani abiti. Sembra uno straniero principalmente per lo sguardo e di chi vede e giudica in altro modo perché arrivato da molto, molto lontano. Sono visioni o allucinazioni intense e sintoniche e non tutti riescono a vederlo nella stessa maniera, perché si adattano alla componente emozionale, all’animo e ai pregiudizi di chi le vede.
Chi si metterebbe ad urlare “Non ti vogliamo qui, tornate a casa!” ad un regale straniero avvolto da preziose stoffe di un blu mistico, ricamate con vibranti e meravigliose galassie piene di stelle?
Dove averlo sognato più volte però non ricorda bene e non ne sa il perché.

 

beh grazie dell’attenzione.
La storia è in prima stesura (qui i post scritti finora), neanche io so come continuerò, quindi qualsiasi consiglio è il benvenuto 🙂
Bloody Ivy