Richard Adams e La Collina Dei Conigli

Richard George Adams

Un romanzo che non vale la pena di leggere a sessant’anni non vale la pena di essere letto a sei.
(Richard Adams)

La Collina nei Conigli (Watership Down) è un romanzo di Richard Adams (Newbury, 9 maggio 1920 – Whitchurch, 24 dicembre 2016) scritto nel 1972, e pensato per le figlie Juliet e Rosamund che quando erano in macchina con lui, sulla strada per andare a scuola, volevano sentirsi raccontare delle storie.

I protagonisti sono dei conigli, ognuno con il proprio carattere, la sua psicologia.
C’è Moscardo il protagonista e leader del gruppo, il suo fratello minore Quintilio, l’ingegnoso Mirtillo, l’oratore e velocissimo Dente di leone, Pungitopo saggio e previdente, Parruccone, Argento, Campanula, Nicchio, Nerigno
C’è chi proviene dal regime autoritario della conigliera di partenza quella di Sandleford 
e chi si è incontrato sul cammino e ha scelto di unirsi a loro lasciando il proprio habitat come la conigliera di Primula Gialla dove l’apparente benessere grazie al cibo offerto dal contadino nasconde il tremendo compromesso di accettare l’idea di subire qualche “perdita collaterale” di tanto in tanto, o dalla conigliera sotto dittatura ferrea imposta dal terrifico generale Vulneraria.

L’epopea di questi conigli inizia con una visione di Quintilio quando, grazie al suo sesto senso, vede il prato intorno alla conigliera tutto ricoperto di sangue e sente l’avvicinarsi di un non ben definito ma certo e prossimo mortale pericolo. Suo fratello Moscardo non fatica a credergli perché è da sempre che il fratello ha dei presentimenti di pericolo quando sta per arrivare qualche sciagura e non si è mai sbagliato; così con qualche altro coniglio, non disposto a sottovalutare l’avvertimento di Quintilio decidono di andarsene in un luogo più sicuro dove vivere liberi. Gli altri conigli invece, pensando che Quintilio sia pazzo, rimangono nella conigliera e moriranno gasati meno due sopravvissuti che cercheranno di raggiungerli ed entrare nel gruppo e racconteranno l’accaduto.

Richard George Adams (Newbury, 9 maggio 1920 – Whitchurch, 24 dicembre 2016)

Moscardo diventa il leader del gruppo e li guida attraverso territori ignoti, pericoli spaventosi e battaglie feroci, con coraggio e strategia, fino al colle Watership, la collina dei conigli vista in sogno da Quintino, dove arrivano e si impegnano a costruire una società democratica e solidale. Tutto questo grazie agli insegnamenti appresi affrontando le varie peripezie incontrate durante il viaggio; intrepidi conigli che hanno avuto il coraggio di lasciare la vita apparentemente sicura di prima e rischiare nella peregrinazione alla ricerca di un mondo migliore.
Il piccolo, timido e leale Quintilio, il sensitivo in grado di percepire i pericoli e avere premonizioni di accadimenti futuri, durante il viaggio sostiene il fratello aiutandolo nelle scelte e decisioni più delicate e diventa un coniglio autorevole e sicuro di sé, grazie alla fiducia dei suoi compagni che ormai non dubitano più delle sue capacità.

Sebbene Richard Adams abbia sempre sostenuto di aver pensato e scritto “La Collina dei Conigli” come una favola da raccontare alle sue figlie, la struttura dell’opera è simile a quella dell’epopea, cioè una narrazione epica del popolo dei conigli con la loro visione della vita, un loro sistema di valori, una loro lingua (il lapino), una religione (il Grande Frits), una loro cultura fatta di storia, racconti, miti, proverbi e poesie.
Queste storie, parallele a quella principale, micro-racconti nel racconto fanno sì che il romanzo non sia una successione ininterrotta di scene e azioni che toglierebbero il fiato al lettore e servono per controllare il ritmo della narrazione affinché non diventi troppo forsennato, lasciandogli modo di apprezzare la dimensione conigliesca a tutto tondo.

La storia è a lieto fine e si presenta in forma circolare, la situazione finale (la vita felice sulla collina Watership) è simile a quella iniziale (l’apparente serenità nella conigliera dalla quale partono) ma, per tutte le peripezie e vicissitudini superate durante il viaggio, nella parte centrale della storia, i personaggi sono cambiati, maturati, diventati più saggi, hanno imparato a comunicare con altre specie animali instaurando un rapporto di coalizione vantaggioso per entrambi e alcuni di loro si sono rivelati dei veri eroi, quindi il finale mostra una realtà diversa, migliore di quella iniziale e il lettore confronta i due momenti e se ne rassicura, sentendosi soddisfatto della sua lettura.

Richard George Adams

La Collina dei Conigli è la comunità di conigli dove si vive in un clima di pace e di fiducia, rispetto e i deboli sono protetti.
Nell’epilogo del romanzo si racconta di come Moscardo, sopravvissuto a molte, molte primavere segue un giovane coniglio dagli orecchi scintillanti di luce argentea venuto a chiedergli se volesse seguirlo ed entrare a far parte della sua ausla (in lapino, gruppo dei conigli più forti e influenti che rispondono agli ordini del coniglio capo) lasciando il suo corpo sulla riva del fosso come se non ne avesse più bisogno. Prima di andare rivolge il suo pensiero alla propria conigliera, ai suoi amati conigli ma il nuovo compagno lo rassicura “Non ti dare pensiero per loro. Se la caveranno… e mille e mille altri come loro. Seguimi, e ti farò vedere cosa intendo.”.

Ė una storia di legami di amicizia fra animali, di avventure appassionanti, c’è un alone di mistero anzi di percezioni extrasensoriali del coniglio sensitivo ed è un classico della letteratura, una fiaba per ragazzi e “diversamente ragazzi”.

Gli animali non si comportano come gli uomini” disse. “Se devono battersi, si battono. Se devono uccidere, uccidono. Ma non usano la loro intelligenza per trovare la maniera di arrecar danni alle altre creature, di avvelenar loro la vita. Essi hanno dignità, hanno animalità”

 

grazie della lettura Bloody Ivy

10 Commenti

  1. una lettura datata ma la ricordo bene. Una favola con molti risvolti della natura umana. Un visionario, lo scrittore, che immagina un mondo, quello degli umani, sereno e uguale.
    Per me la conigliera l’ha pensata a quegli stati dove ci può essere un minimo di libertà con perdite collaterali oppure quelli autoritari dove si rischia di morire gassati.

  2. Ho visto il solo l’adattamento cinematografico del 1978, molto disturbante, ma il libro mi incuriosisce. Grazie per l’approfondimento.

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