Riassunto Ritardatario e, Buona Bora

La domenica da poco passata è stata particolarmente “succhia tempo” e così per non saltare il post settimanale oggi mi sono impegnata almeno per riscrivere il riassunto ampliato ed aggiornato, per dar modo a chiunque di potersi leggere un solo post della storia ed ugualmente poterci capire qualcosa 😉

Ieri, è stata anche una bellissima ed elettrizzante giornata di bora, se ne avessi avuto la possibilità cioè il tempo (mio mostro / tiranno) avrei scattato e pubblicato qualche foto,  ma tenterò di farlo nella prossima giornata ventosa, magari dal Molo Audace, passeggiata immancabile quando ci sono refoli sopra i 100 km/h o anche solo dal balcone perché abito all’ultimo piano, sotto il tetto e, se non ci si tiene si vola via. Divertentissimo!
Dante, ma probabilmente 😉 😉 😉 trattasi di leggenda metropolitana, ha scritto il V Canto dell’Inferno (quello del “La bufera infernal, che mai non resta, mena li spirti con la sua rapina; voltando e percotendo li molesta.”) dopo esser passato per Trieste in una giornata di bora.

Aggiungo il nuovo riassunto all’indice. E mi dispiace del ritardo… Dannati mostri succhia tempo.

Quattro amiche.

Zdenka. Grinta e passione, grande fumatrice e divoratrice ossessiva compulsiva di dolci quindi costantemente in sovrappeso, ma un bel sovrappeso, un sovrappeso curvy e senza fiato dopo due passi, soprattutto amica leale. Dopo un letale attacco cardiaco resta viva, o almeno lei continua a sentirsi tale. Lasciandosi indietro i regni della materia, trascendendo tempo e spazio si ritrova in una dimensione dove è senza alcun dubbio lei, con il suo intelletto, la memoria e la coscienza, mentre nell’altra, in quella di prima, si sta celebrando il suo funerale.
Ora può capire, imparare, rimediare, aiutare e persino a volte entrare nei sogni, quelli chiamati sogni lucidi, delle amiche.

Celestina. Forma mentis da penalista, dove ogni parola ha il suo significato, ma piena di dubbi di fede, fede nella Giustizia, perché senza giustizia ai corrotti tutto è permesso. Per questo insiste a difendere chi ha bisogno del suo aiuto, spesso i tipici soggetti deboli che altri, senza farsi troppi scrupoli, lascerebbero far diventare capri espiatori. E’ un mondo indifferente, spietato, nel quale lei, pratica, strategica, severa e come richiede la professione un poco stronza, cerca di rimediare. Inquieta, debole ma non lo dà a vedere. Da piccola combatteva contro la strega delle paralisi ipnagogiche, pensava di essersene liberata del tutto crescendo ma quelle incomprensibili sensazioni da incubo anche da sveglia le stanno tornando.

Nor, Anna Nora ma preferisce Nor perché è la traduzione di neppure, nemmeno, neanche, né e lo trova più appropriato. Ha sempre avuto sogni lucidi, senza paralisi notturne o allucinazioni ipnagogiche, ma posti nei quali si ritrova pienamente cosciente della loro natura onirica, e a volte sono sogni simbolici, altri premonitori, più spesso sono lunghi soggiorni che sembrano durare settimane, mesi, anni, anche se al risveglio sono trascorse un paio d’ore al massimo. La sua stravaganza è data dal fatto che, ad ogni risveglio si sente come appena tornata da un lungo viaggio.
Non sono sogni sereni ma nemmeno incubi, è piuttosto un’altra esistenza. Ci sono i disincarnati, persone fatte di pensiero, chi buono chi malvagio come ovunque, e per mostrarsi possono assumere un apparenza e manipolare le menti.

Jolanda, per tutti Jole. Punta tutto sull’aspetto fisico sicura che il mondo giudichi solo da quello, o almeno che così giudichino così lei, convinta di non avere altre qualità per poter essere apprezzata. Frustrata, triste anzi disperata, per emergere in qualche modo si sta affidando alle risposte che le dà il pendolino. E’ disposta a provare di tutto pur di avere di più nella vita. Del pendolino ne sente l’energia di un potere invisibile che entra nel braccio, nella mano e i polpastrelli che iniziano a pulsare, violentemente, dolorosamente, come posseduti da una forza oscura e non solo più suoi; poi il pendolino oscilla e risponde.

Il panorama è quello di Trieste, città di mare e bora.
E’ da dopo il passaggio di una strana meteora verde assenzio, dalla coda come quella delle stelle comete che a molti aumentano i sogni lucidi, quelli con le paralisi e le illusioni ipnagogiche e, non solo nottetempo. Immagini della mente che, come quelle della realtà aumentata, è difficile distinguere dalle reali e sembra non ci sia più ragione per ritenere le une più vere delle altre.
È come se una realtà sempre esistita ma finora nascosta iniziasse svelarsi.

Nor intravede in più occasioni, una persona dalle vesti blu. L’ultima volta seduta su una scalinata, pronta a balzare in piedi. Per la sua particolarità è scambiato per uno straccione, un immigrato, uno straniero indesiderato e viene riempito di offese dagli astanti xenofobi e alterati dall’alcol.

Sono visioni o allucinazioni intense e sintoniche e non tutti riescono a vederlo nella stessa maniera, perché si adattano alla componente emozionale, all’animo e ai pregiudizi di chi le vede. Chi si metterebbe ad umiliare un regale straniero avvolto da stoffe di un blu intenso ricamate con vibranti universi, galassie di stelle danzanti vorticose, vibranti?

Nelle persone appaiono quadri morbosi, disturbi mentali come se le allucinazioni ipnagogiche dei sogni lucidi non fossero solo visive, uditive, tattili ma anche mentali con idee e ragionamenti

Anche da Zdenka nel suo nuovo stato, questo individuo si fa conoscere, raccontandole chi è e come si chiama e il perché del nome: Socio Blu. Zdenka ride.

thanks Bloody Ivy

 

 

 

 

 

 

5 Commenti

  1. Mi rendo conto di aver visto sempre un’altra Trieste. L’ultima volta scendendo (planando) col trenino da Opicina . Poi qualche ricordo della grande chiesa ortodossa con i suoi candelabri ori e candele sottili e poi quel monumento così ben nascosto nella zona industriale, lontano dagli occhi di tutti (forse anche dei triestini), che è la Risiera di San Sabba. Si certo , in lontananza, le vele spiegate delle barche raccontavano un’altra storia, ma era un vento lontano, utile solo a regare, niente di impetuoso.

    ps deliziosi i ritratti delle tue amiche

    • questa sarà settimana di bora!
      Trieste è una città magnifica. C’è la chiesa greco ortodossa e quella serbo ortodossa, decisamente vicine una all’altra, ambedue piene di ori e candele sottili, fra l’altro sono vicine anche a quella luterana, bellissima, gotica e piena di guglie. Città incredibile ma con grandi ferite e la Risiera di San Sabba è una di queste. Non sai quante volte negli anni, appena entravo in confidenza con qualcuno di età avanzata provavo a chiedere qualcosa in proposito. “Ma sapevate cosa succedeva lì dentro? Che fine facevano fare a quelle persone?”. Tutti sospettavano ma non avevano la certezza che si arrivasse a tanto, forse non volevano pensarci, come le tre scimmie sacre “non vedo, non sento, non parlo”, per la troppa paura. Comunque fra campi di concentramento e foibe qui siamo in tanti ad esserne colpiti. Brutte piaghe, dolorosi ricordi da non scordare affinché restino come monito 🙁
      Il tram de Opcina al momento è fermo, vogliono sistemare l’intera linea per metterlo in sicurezza. E’ un simbolo della città 🙂

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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