Ray Russell – I due esorcisti

Ray Russell
Ray Russell

Oggi non sono riuscita a dedicarmi al post domenicale; non per mancanza di tempo, non per impegni, non per aver avuto chissà quali altre strabilianti avventure da compiere, ma soltanto perché ero stanca e di conseguenza perfino un pochino dislessica. Dislessia da stanchezza; c’è l’emicrania da stanchezza e stress, la sciatica e il caratteraccio, bad temper da stanchezza. Meglio accettare la situazione e riposare.
Per non saltare del tutto il post settimanale riporto dei brevi pezzi del romanzo che ho terminato di leggere. Non leggo molti romanzi per la verità, trovo i saggi più sazianti delle storie inventate ma, quando si è davvero stanchi, si cerca qualcuno che ti racconti la storia della buona notte, una di quelle che inizia con “C’era una volta…”, poi arriva il mostro, c’è la lotta, ma finisce con “e vissero tutti felici e contenti”.
L’ultima fiaba, particolarmente bella me l’ha raccontata Ray Russell.
Sono troppo stanca per scrivere una recensione e quindi mi limito a ricopiare la terza di copertina con note sullo scrittore, incipit, finale e righe di una pagina aperta a caso come si fa con il libro dei Ching dove l’oracolo sceglie per te (è la stanchezza che mi fa dire cavolate simili).
Ray Russell – I due esorcisti

Terza di copertina: Ray Russell (Chicago, 1924 – Los Angeles, 1999) ha lavorato a lungo come editor di “Playboy”, sulle cui pagine ha pubblicato racconti di Ray Bradbury, Kurt Vonnegut, Richard Matheson e Robert Bloch, facendoli conoscere a un largo pubblico. Oltre a I due esorcisti, il suo libro più famoso apparso nel 1962, ha curato numerose antologie, scritto diverse sceneggiature e pubblicato Sardonicus, che Stephen King ha definito “forse il miglior romanzo gotico moderno che sia mai stato scritto”.

Incipit: capitolo 1 – Le due facce della mezzanotte
Forse perché Dio si è ormai trasformato in un barcollante Babbo Natale con gli occhi lucidi e la barba posticcia; forse perché la Chiesa ci alletta con suadenti spot televisivi; forse perché i cartelloni pubblicitari, con foto ritoccate e abili slogan, ci assicurano che la famiglia che prega unita rimane unita; forse perché la religione è diventata una cosa artificiale, tutta luci e niente ombre, una caramella pia, così zuccherosa, così stucchevole e così inevitabilmente soporifera da dar ragione a Karl Marx quando la definiva l’oppio dei popoli; forse perché la religione è stata ormai lentamente, sistematicamente privata dell’orrore, del sangue, dello smarrimento, del terrore, dell’idea che esistano e agiscano forze primordiali – tutte cose senza le quali non esistono i grandi amori, la grande arte e la grande fede…
Forse per tutte queste ragioni, ma più probabilmente per motivi che ci sfuggono, in un tormentato fine settimana della seconda metà del ventesimo secolo un prete cattolico venne messo alla prova.

Ray Russell
Ray Russell

Parte centrale: capitolo XIV – La bomba sotto al letto
La nana bianca che gli astronomi chiamano 40 Eridani B è una stella che pesa solo la metà del nostro sole, ma la materia che la compone è compresa in una piccola sfera delle dimensioni di Marte, un pianeta considerevolmente più piccolo della Terra. L’alta concentrazione della massa crea un potente campo gravitazionale che sequestra la luce stessa della stella, la trattiene letteralmente e la frena al punto che anche il tempo viene rallentato, scendendo al di sotto dei sei secondi al giorno.
Gregory aveva letto di quella stella e del lento scorrere del suo tempo su una rivista scientifica, e ne era rimasto affascinato, anche se poi se n’era scordato. Ora però gli era tornata in mente, perché lui stesso si sentiva un abitante di una regione dove il tempo si dilatava. Nelle ultime ore, il tempo si era mosso su ali di piombo, appesantito dall’implacabile campo gravitazionale dell’orrore. Le cose che vedeva e sentiva fluttuavano attraverso la confusione dello shock; si sentiva un osservatore drogato di eventi che avvenivano dall’altra parte del velatino di un teatro. Il tenente Berardi gli stava dicendo per la seconda o la terza volta « tutto quello che dirà potrà essere usato contro di lei » e Gregory, sorridendo debolmente replicava: « Sì, lo so. Ecco perché non dico ancora – finché non avrò avuto modo di trovare le parole giuste – cosa stavamo facendo il vescovo e io. »

Ultime righe (non è spoiler): capitolo XV La mano di Dio
« Esatto, potresti averla avuta tempo fa e averla incamerata, senza sapere esattamente cosa significava. E forse non lo sapevo nemmeno io. Finora. »
« Come sarebbe a dire? » domandò Gregory.
« Che la mano di Dio è più veloce dell’occhio », disse il vescovo. « Molto più veloce. »
Dopo aver scambiato qualche altra parola su argomenti più frivoli, sua eccellenza riattaccò.
Padre Sargent andò alla finestra e per un istante rimase immobile a guardare la neve. Poi, sebbene non parlasse gaelico da quando era bambino, una porticina nella sua mente rimasta chiusa per molti anni si aprì quel tanto che bastava per consentire alla bocca di formulare silenziosamente le parole quasi dimenticate Buiochas le Dia.
Grazie a Dio.

Mi è piaciuto? Dannatamente! E lo consiglio ai lettori de L’esorcista di William Peter Blatty e a chi preferisce i demoni alle fatine.

buona settimana,
Bloody Ivy

11 Commenti

    • non è la storia di una semplice possessione, c’è intrecciata una trama di abusi sulla ragazza poi posseduta. E’ vittima sia dei demoni che dell’umano da cui subiva vessazioni e peggio.
      Credo che la morale sia “i demoni fan più casino ma gli umani son bastardi uguali” ma… finisce bene.
      A chi piace l’horror lo consiglio, sì!

        • sì, più sei debole e più te ne capitano, dai batteri ai disturbi psichici o altro. Però riguardo il libro non è così, anzi grazie alla possessione vengono fuori storie di un orco del tutto umano.
          non è un libro da nobel ma, decisamente superiore alla media dei romanzi con queste tematiche e a chi piacciono le cose un po’ horror non può non piacere 🙂

            • e… non avevo finito di scrivere… è partito da solo il commento. Finisco qui:
              il libro secondo me, e lo so che la mia l’interpretazione risulta sempre un pochino “originale” lascia passare l’idea che nulla capita a caso e che anche le sventure, le malattie portano con sé vantaggi. In questo caso che venga portata alla luce una storia di abusi.
              Era un consiglio di lettura, tutto qui.
              buon sabato

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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