Quarantenati

L’uomo non è né angelo né bestia e il guaio è che chi vuol far l’angelo poi fa la bestia.
Pascal

Inizio dicendo che sono vicina, mentalmente ed emotivamente a chi sta vivendo il lutto o la malattia sua o di persone care. A chi sta sopportando convivenze violente (in genere sono violenze psicologiche perché non lasciano il segno e sono difficili se non impossibili da provare), ai vecchietti soli e con una sensibilità eccentuata dall’età, ai finti “duri” che potrebbero essere tentati di passare le settimane di quarantena intontiti dai superalcolici come fosse un periodo di letargo per orsi…

Stamattina a Trieste abbiamo traballato. Forse qualcuno sarà anche uscito in strada come si fa di solito con il terremoto ma dopo un po’ è passato il camioncino a ricordare con messaggi registrati che ci troviamo in una situazione di emergenza e vige il divieto di uscire di casa se non per assicurarci viveri di prima necessità.
Io dopo la scossa mi sono messa a cercare la magnitudo, l’epicentro dell’evento e la distanza di questo dalla centrale nucleare.
Krško dista appena 60 km da Zagabria e sul sito ufficiale dell’impianto si rassicurava che era già in corso l’ispezione preventiva dei sistemi e degli equipaggiamenti e la centrale continuava ad operare a piena potenza senza problemi (ce ne fossero stati dubito che li avrebbero prontamente rivelati, Černobyl’ docet). La pandemia, il terremoto e la nube radioattiva tutti nella stessa mattina… calma e sangue freddo avrebbero fatto cilecca.
A Zagabria la giornata è iniziata peggio della nostra; mi spiace tanto.

EFECTO DOMINÓ El Universal 22/3/2020 Angel Boligán

Siamo entrati in un’altra dimensione o meglio, siamo qui e siamo sempre noi ma l’atmosfera è cambiata e alla nostra identità è stato aggiunto lo stato di “quarantenato”.
Il cambiamento di vita quotidiana, il contesto sociale che abbiamo attuato a nostra difesa dal corona virus è stato brusco ed eccentrico perché si sa, l’inaspettato non eccelle in buone maniere.

Il momento è serio, gli ospedali e i luoghi di quarantena sono pieni di malati e contagiati e non farei neanche più distinzioni fra pazienti ed infermieri (eroi!) perché in corsia probabilmente sono tutti già positivi anche se asintomatici.

Si muore, chi in terapia intensiva, chi a casa.
Le case di riposo sono come Lazzaretti.
Le Chiese restano chiuse e senza Messe, per un interminabile Sabato Santo.

Le persone sono in “contenimento” restano in cella ai loro domicili per il loro bene e di tutti.

Rendersi conto della situazione nuova non è facile. Per questo molti non mollano l’osso e continuano a tenerlo fra i denti. “L’osso” sono il modo di pensare e le abitudini di vita che non ritorneranno a breve, alle quali non vuole rinunciare. Le abitudini sono davvero un osso duro ed è difficile vedere al di là del proprio io, delle proprie (spesso pregiudizievoli) idee; Narciso non sospetta possano esserci altre forme di bellezza al di là del proprio viso.

Non ci hanno tolto nessuna vera libertà perché la libertà è tutta altra cosa e non ha a che fare con le gambe e le uscite da casa ma con la vista e non quella con gli occhi ma quella interiore, della mente che porta a comprendere, intendere ed è così che si aprono le porte per uscire dagli schemi concettuali forse troppo paralizzati.

Questo mondo è ammorbato da un virus pericoloso; cerchiamo di rispettare seriamente la quarantena per rispetto degli altri. Andare a cercare arzigogolate interpretazioni sui decreti ben sapendo che stiamo distorcendo il loro vero significato per convenienza significa semplicemente non volerli ascoltare, ed è da irresponsabili. Tentare di evadere dal reticolo disciplinare imposto è rischioso non solo per noi ma per l’altro. Lamentarsi e commiserarsi per la propria situazione poi, è da prigionieri e qui si sta combattendo, la quarantena è un’arma a nostra disposizione.

C’è da sbrigarsi perché si sta ammalando tutta l’umanità e dobbiamo sospendere i nostri schemi concettuali e incominciare a configurare il mondo in un modo nuovo. E… non è mica una brutta cosa!!! È un atto empatico perché per riuscirci è necessario accorgerci dell’altro.
L’altro è troppo antipatico e stronzo? Lo so, lo so ma basta tenerlo a distanza. I medici salvano la vita anche agli assassini e gli avvocati difendono anche i pedofili ed è giusto che sia così perché non spetta a loro punirli.


L’altro, che resta sullo sfondo, in quarantena come noi, forse in un appartamento più piccolo e con più persone.
L’indifferenza è tenere l’altro sullo sfondo, non ricordarcene se non di sfuggita. Beh, esistono i morti, i malati intubati, gli anziani deboli, soli e spaventati e, per rispetto vanno costantemente ricordati.

L’empatia è quando c’è la sincera intenzione di immedesimarsi in qualche situazione, in qualcuno sofferente.

Empatia è aprire gli schemi mentali per comprendere e condividere qualcosa della situazione dell’altro quarantenato.

È senso di protezione, di responsabilità e… ho allungato troppo anche questo post, vero?

Beh non ho bisogno di dire altro.
Scusate le allungaggini, deve essere la fifa di svegliarmi di nuovo con tutto che dondola… e vabbè… tschüs

Bloody Ivy