Procuste: Indice Reload

Sono affezionata ai miei blogger friends (a chi mi legge e a quanti seguo io) e adoro scrivere sul mioblog. È il mio passatempo preferito! Chiaramente, se una persona cura un blog per hobby come farebbe con un roseto nel giardino, o è pazza, o un nerd sfigato e poco socievole o forse per come sta andando questo assurdo mondo, non ha tutti i torti.
Io non lo so come definirmi (Una matta nerd misantropa “mica scema”?) ma, il punto è che non ho più un roseto e quindi mi sono fatta un blog.

Sine qua non per portare avanti un blog sono il tempo e la testa.
Tutti li vorrebbero: giornate più lunghe di 24h, nonché una testa leggera, svuotata dai problemi causa di insonnia. Quindi inutile lamentarmi se Tempo e Testa fanno proseguire il blog non proprio secondo i miei desideri; qui non c’è nessun genio della lampada di Aladino pronto ad esaudirmi.

Un bel po’ di tempo fa (il tempo scorre con moto uniformemente accelerato) avevo iniziato a scrivere una storia e sono intenzionata a continuarla fino al THE END senza grandi interruzioni se non per cause maggiori (scoppio di guerra nucleare, schianto con un pianeta improvvisamente entrato nel sistema solare, epidemia di batteri rimasti per secoli congelati nelle calotte polari e ora riapparsi grazie ai cambiamenti climatici, morte improvvisa nel sonno, demenza galoppante… e non scartiamo tutte le altre infinite possibilità); però è passato così tanto da allora che ricordo la trama solo a grandi linee e così ho bisogno di riprenderlo, rileggerlo e ovviamente risistemarlo.
Anche se questi buchi di memoria potrebbero essere i prodromi dell’Alzheimer o di qualche altra demenza e, lo so che su queste cose non si scherza ma, come chiunque ha avuto casi in famiglia, appena ci si scorda qualcosa si comincia a dire a se stessi «Ok, addio e grazie per tutto il pesce» (“So long, and thanks for all the fish” come ringraziano i delfini quando lasciano il pianeta Terra poco prima della sua distruzione nella “Guida galattica per gli autostoppisti” scritta da Douglas Adams).

Old vintage typewriter, close-up.

Quando si rivede e si riordina per riportare alla vita un proprio lavoro dopo tanto, è un po’ come per il gatto di famiglia nel “Pet Sematary” di Stephen King che torna ma non è esattamente lo stesso di prima.
Così, quello che ho scritto voglio trasformarlo in qualcosa più cupo, malvagio e diabolicamente colorato.
«L’erba voglio non cresce neanche nel giardino del re!», giustamente…
Allora, diciamo che mi piacerebbe almeno provarci, giocando fra simboli che evocano stati d’animo e trasformando le energie dell’inconscio, evocando paure primordiali; perché i colori hanno significati emozionali.

Altro? Ah sì! Ho pensato ad un titolo, provvisorio certo, ma almeno posso smettere di chiamarla genericamente “Storia Horror” perché sennò è come avere un gatto nero in casa e chiamarlo semplicemente “Gatto Nero” (Federico, un mio amico, in realtà faceva proprio così…).
Procuste! Come il demone o i demoni o la sindrome psicologicamente possibile (non è ancora chiaro, ma non è chiaro apposta) degli ultimi post scritti.

Buona settimana calda a tutti,
Bloody Ivy


CAPITOLO PRIMO
reload (fase riordino)

CAPITOLO SECONDO
2.1 Iolanda, tristissima Jole
2.2 Una maledizione, forse…
CAPITOLO TERZO
The two most important days in your life are the day you were born and the day you find out why. (Mark Twain)
3.1 Color Verde Cadavere

CAPITOLO QUARTO

« Lo spirito dell’uomo è troppo grande perché lo si possa confinare in uno spazio ed in un tempo così ristretto come quello che un corpo fisico vive tra la nascita e la morte » (Gustavo Rol)

4.1 Sdenka e i sogni lucidi

4.2 Celestina e la battaglia mentale con la Mora

4.3 Sogni Lucidi in Altre dimensioni

CAPITOLO QUINTO

Lasciamo pure che la Verità e la Falsità lottino corpo a corpo!
Quando mai s’è sentito che la Verità abbia avuto la peggio in una aperta e libera tenzone? (John Milton)

5.1 Assenzio, il pericolo verde

5.2 Il Sussuratore

5.3 Il Funerale 

CAPITOLO SESTO

“Ecco… c’è un altro posto… c’è un altro paese… dove andiamo quando dormiamo… e altre volte ancora… e poi quando moriamo. El-ahrairà viene e va dall’uno all’altro di questi due luoghi, come gli pare e piace. Ma non ho mai capito bene come faccia. Certi conigli dicono che, là, tutto è più facile, in confronto coi rischi e pericoli di qua, a essi noti. Tuttavia, secondo me, ciò dimostra soltanto che non ne sanno molto. Anche il luogo di là è molto insicuro, e selvaggio. E dove siamo, veramente, noi… di qua? O di là?” Richard Adams – La collina dei conigli

6.1 Menti Obnubilate

6.2 – E dove siamo, veramente noi, di qua o di là?  

6.3 Il pendolino di Jole 

CAPITOLO SETTIMO

Perché ci lasciano crescere in un mondo insidiato da demoni senza illuminarci sugli occulti pericoli che ci circondano e su come difenderci? Egon von Petersdorff – Demonologia

7.1 In un mondo che  

7.2 Epidemia di sangue 

7.3 Tante di quelle cose strane – prima parte

7.3 Tante di quelle cose strane – seconda parte

7.4 Lo specchio e il pendolino

CAPITOLO OTTAVO

Und wenn du lange in einen Abgrund blickst, blickt del Abgrund auch in dich hinein. Friedrich Nietzsche
(E se guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti guarda dentro)
8.1 Guardare nell’abisso

8,2 Polvere di Stelle

8.3 Sii Forte, Socio!

CAPITOLO NONO

Per ammazzare i Kulak, annientarli tutti come classe, bisognava annunciare: “i kulak non sono umani”.
Vasilij Grossman – Tutto scorre

9.1 Il velo di Maya 

9.2 Sollievo

9.3 Mi è andata bene!

9.4 Something is always happening.

CAPITOLO DIECI

10.1 La vida es sueño
Dreams, after all, are insubstantial things, like mist itself. Stephen King, The Mist

10,2 I Sogni come portali   
Non sarà un demone a scegliere voi, ma sarete voi a scegliervi il demone. (…) La virtù non ha padrone; secondo che la onori o la spregi, ciascuno ne avrà più o meno. La responsabilità è di chi sceglie, il dio non è responsabile.
PlatoneRepubblica

CAPITOLO 11

-Tutto si collega, soltanto in apparenza sono coincidenze però in realtà non lo sono.
-Che voleva dire?
-Che tutto si collega.
-Mi spieghi.
-Lei va in barca sul mare e vede un’isola e dice “è un’isola!” ma non è vero, si sbaglia, non è affatto un’isola. Tolga l’acqua e potrà vedere che anche un’isola è legata alla terra ferma.
-E per lei le coincidenze sono come isole?
-Ma naturalmente. Tolga l’acqua, signore, e vedrà.
Belfagor, serie tv 1965 (prima puntata)

11.1 Luna di Sangue

11.2.1 Un vecchio barbone

11.2.1 Profezie

11.3 Color Cinabro

11.4 I Sovvertitori

capitolo 12

12.1 maga magò

12.2 riflessioni di Celestina

capitolo 13

13.1 acchiappa sogni  

13.2 le leggi dei sogni
13.3 Ci sono più cose in cielo e in terra…
13.4 Il Cielo Stellato sopra di Me
13.5 Padre Ivan
13.6 Nives
13.7 Criminal Profiling
13.8

La mora – prima parte 
La mora – seconda parte
Il misterioso blu tekhelet