Portali nell’Universo – Cap 10.2 (parte 2) Storia Fantasy Horror

C’è qualcosa di essenziale riguardando l’attimo presente che è fuori dal regno della scienza. Noi, che crediamo nella fisica, sappiamo che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinatamente persistente.
Albert Einstein

puntate precedenti

Si erano sedute a terra sul molo e la bitta faceva da schienale; molo che continuava ad allungarsi fino all’orizzonte.
« E ora che sei in spirito, sei ancora grassa perché… » a Nor non interessava saperlo veramente ma stava parlando con Zdenka, la sua amica permalosa e pronta ad accendersi come una miccia se toccata nei punti deboli e, i chili di troppo lo erano. Era anche la più divertente e simpatica amica di questo mondo; e subito dopo averlo pensato aggiunse per correttezza: “e anche dell’altro”.

« …perché è psicosomatico, grasso psicosomatico ».

« E zoppichiamo tutte e due perché? ».

« Perché siamo amiche e ho ancora degli attaccamenti alla vita passata che mi tengono… »

« La famosa palla al piede ».
« Sì, una palla di grasso pesante che non serve a niente se non ad intralciarti, è psicosomatica anche quella e comunque anche la tua paralisi nervosa alla gamba lo è, di qua e di là perché è tutto connesso e tutto si collega » glielo stava dicendo in un modo che lasciava intendere l’aggiunta di un « ma davvero sei così dura di comprendonio? ».

I luoghi di confine sono pericolosi, e quelli dei sogni lucidi non fanno eccezione. Slegano e riannodano tempo e spazio in modi inimmaginabili; sono luoghi di illusioni ipnagogiche, chiamate così solo perché non si saprebbero spiegare scientificamente in altri modi (per ora) e vie di passaggio di pensieri pericolosi ed ossessivi.
Zdenka stava scoprendo ma ne sapeva ancora poco, che la realtà è come un formaggio Emmental pieno di buchi, vortici dimensionali, wormhole o come si voglia chiamarli. Piena di porte ancora ignote e insospettabili, passaggi per dimensioni ignote, capaci di mettere in contatto in modo istantaneo con parti dell’universo poste a distanze siderali, sia di tempo che di spazio.

La scienza qualcuno di questi passaggi li sta già studiando e in prossimo futuro saprà spiegarli, portali sbalorditivi che beffano la gravità e uniscono all’istante due punti dell’universo immensamente distanti tra loro. Wormhole che producono onde spazio temporali tutto intorno come fa il sasso gettato nello stagno che solleva circoli di onde; e con strumenti sofisticatissimi si cercano di rilevare echi gravitazionali per fornire la prova di tunnel o come li chiamava Einstein, buchi neri. Si studia con interesse la velocità o meglio alla velocità di curvatura del tessuto spazio temporale e i risultati ottenuti saranno capaci di sconvolgere tutte le nostre percezioni e convinzioni.

Il mondo è ancora pressoché sconosciuto, l’universo dei passaggi sottili, con varchi attraversabili con particolari onde gravitazionali, cerebrali degli stati onirici e presumibilmente altro.

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Stavano ammirando il tramonto sul mare, una ridda di colori fantasmagorici, ma a Nor non sembravano poi così tanto sbalorditivi. Il fatto è che nei sogni lucidi si è consapevoli di star sognando e le stranezze si percepiscono come naturali.

« Ma non puoi mostrarti come sei fuori dai sogni? »

Rebel Wilson
(non c’entra niente ma quando scrivevo mi immaginavo una Zdenka assomigliante a lei)

« Sono una coscienza grassa, perché ho i pensieri grossi » rispose con enfasi passionale per scherzare su se stessa che, aveva avuto come leitmotiv “sono grassa ma ho anche l’ossatura grossa”.

« Ma non è giusto! »

« Qui tutto è giusto ».

« Com’è stato morire, Zdenka? Ora stai bene? »

« Sì, certo, meglio di così si muore! » le sue battute avevano il tono “speziato” dei momenti migliori. Poi, fece un’espressione come se stesse cercando di trovare parole semplici e adatte anche per il duro comprendonio di Nor e aggiunse « Mi sono vista sfilare davanti tutta la vita ma non nel modo in cui ci si ricorda del passato ».

Si zittì e fu come se cercasse di spiegare usando altri invisibili canali perché Nor piano piano, a stento, cominciava a comprendere e quelle idee non erano certo solo “farina del suo sacco”.

°”˜˜”°•.

puntate precedenti

è una puntata più corta del solito ma, siamo a luglio e c’è tutto questo profumo di vacanza nell’aria che… me la sono presa un po’ più comoda, anche nello scrivere…  ugualmente 1000 grazie a chi mi ha regalato la sua lettura, Bloody Ivy 

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