Pensieri da Corvo & Corvaccio del Malaugurio

Non sarebbe terribile se un giorno gli uomini inferocissero dentro, pur mantenendo un aspetto umano?
(
Cronache di Narnia)

Che sequenza di eventi pazzesca nell‘anno domini 2020 e siamo appena al V mese; ho scritto quinto in numeri romani per aggiungere stranezza a stranezza.

Questo è un post scritto da un corvaccio del malaugurio come solo io riesco ad essere e quindi, agli ottimisti a tutti i costi è sconsigliata la lettura.

Ecco, la mia natura da eremita stile Dinamite Bla (cioè appena vedo da lontano salire qualcuno sul cucuzzolo del Misantropo, sparo, perlomeno in aria perché non si avvicinino di più) sta tornando in auge.

Mi sono nuovamente illusa, pensavo che la paura potesse educare alla prudenza, alla responsabilità, almeno per un bel po’, al senso di protezione per gli altri, perché sì!, è pericoloso passeggiare in uno sciame di perfetti sconosciuti anche se a distanza di un metro uno dall’altro.

Si pensa alle uscite con gli amici, perché bisogna pur riprendere a vivere (due mesi di quarantena a casa con tutte le comodità per aiutare l’umanità non era vivere? Mentre uscire a passeggiare sulle rive in mezzo alle persone lo è? Ma che caspita di ideali di vita sono?).
Si pensa al lavoro perché lavorare bisogna (e su questo non ci piove) e poi “ci si contagia solo nelle case di riposo o negli ospedali!”. Speriamo…

È come se avessimo il sistema d’allarme disattivato e così non sentiamo il pericolo, terribilmente serio di una seconda ondata.

La vita è breve, il mio tempo e quelli degli altri lo è, quindi è seccante rischiare di accorciarla ulteriormente per imprudenza, nostra o altrui.

Il problema è che nell’età della post-verità si riescono a trovare articoli contenenti “verità” convenienti per chiunque, ad personam,

In troppi, d’animo arrogante, con un perenne alone di narcisismo attorno che si taglia con il coltello da quanto è denso sono convinti di possedere quell’informazione speciale che gli altri (a loro dire) più stupidi, paurosi e assoggettati al potere non hanno colto. Per costoro è un modo di sentirsi i possessori della conoscenza Suprema e quindi in ultimo, si sentono appagati e superiori.
Parlano, litigano, ti offendono e ti mandano a studiare (su google, ovviamente).

Quanto tempo perso!

Eppure con la conoscenza di questo virus medici (pneumologi…), virologi ed epidemiologi camminano nell’oscurità, e poi noi certamente non conosciamo cosa succede dietro le quinte del potere, quali giochi, quali strategie…

La primavera 2020 è di una bellezza insuperabile, giornate di luce cristallina, temperature miti e brezza che arriva dal mare; è tutto di una tale dolcezza che rende facile rinnegare qualunque pensiero pessimista sul corona virus.

Se ci aggiungiamo che la salute fisica migliora facendo lunghe passeggiate, magari nelle zone più belle della città è chiaro che la tentazione di negare l’esistenza di qualcosa di invisibile c’è.

Io invece, corvaccio del malaugurio, vedo le nuvole nere della tempesta di virus che si stanno già raccogliendo in silenzio, prima di scatenarsi (quest’estate o forse con l’arrivo del freddo? Qui ci sarà la Barcolana ad ottobre, bellissima regata ma che porta in città un affollamento indescrivibile di gente).
craaaw, craaw, craaaaw.

Comunque, anche io mi sono fatta le mie teorie riguardo al virus che coinvolge tutto il genere umano, magari un pochino da corvaccio del malaugurio ma non vado a raccontarle in giro, anche perché nemmeno la congiunta mi ha dato credito, quindi… la spiffero solo qui.

C’è che, se fra i primi sintomi che segnalano il contagio ci sono i recettori per l’olfatto e il gusto che smettono di funzionare in modo corretto, cioè le terminazioni nervose che dai nostri organi di senso, come naso e bocca, arrivano al cervello, allora è probabile che il virus attacchi il sistema nervoso e quindi lo stesso cervello.
Magari potrebbe essere perfino in grado di influire sulla nostra funzionalità cerebrale (provocando paura, depressione ma magari anche esuberanza, imprudenza), e produrre alterazioni nel carattere, agendo su diversi neurotrasmettitori, sino a portare il nostro sistema nervoso allo squilibrio.

È un’ipotesi da Corvaccio del malaugurio, no?
Craw, craaw, craaaww.

Prima di questa pandemia usavo il mio tempo libero per scrivere una storia horror. Ognuno ha i suoi divertimenti. Non ho accantonato l’idea, continuerò i capitoli che però andranno modificati perché dopo quanto accaduto con il corona virus le mie pagine non riuscirebbero a spaventare nessuno e una storia horror tiepida non serve a nessuno.

Comunque…
Il corona virus è pur sempre un virus anche se i corona tendono a mutare meno dei normali virus influenzali, comunque lo fanno e c’è il 50% delle possibilità che diventi più pericoloso per quanto ne sappiamo.

Stiamo vivendo un periodo di grande complessità; a causa di questa complessità coloro che vivono dentro di esso possono facilmente sbagliarsi.
Percepiamo le cose con grandi gradi di soggettività. Così se qualcuno pensa che la pandemia stia per finire e si possa uscire, anche senza mascherina, a Singapore per pattugliare il Parco e far mantenere le distanze di sicurezza fra le persone, usano il cane robot. Chi ha più ragione?

Nell’indecisione cerchiamo di esser cauti e… craw craaww, craaaaw, come dicono gli intelligenti amici corvi che vivono su questo tetto.

Scusate la maleducata lunghezza e la scrittura a ruota libera.
Buona settimana di maggio.
Bloody Ivy