Paolo Carbonaio, Scrivere di Mare e di Libertà

libreria Paolo Carbonaio

Paolo Carbonaio… io lo sto saccheggiando da anni ormai, da ancora prima di aprire questo mio blog.
Prendo le foto di Trieste dal suo sito e le uso per i miei post più “cittadini”, ovviamente cito l’autore con una didascalia ma è davvero riduttivo e io, pur avendone avuto il permesso, mi sento un po’ uno sciacallo.
Sto chiedendo a scrittori seguiti da anni annorum tramite siti, blog e social di farmi sapere, tramite foto, quali libri stanno leggendo.
Sto chiedendo un selfie ma dei libri che hanno sul comodino invece che del viso, perché resti nel tempo non che faccia avevano nel 2019 ma che letture facevano, che poi in qualche modo è come dire “con che letture si coltivavano?”.
Con l’aggiunta di un paragrafo o delle frasi da loro scritte nelle quali si riconoscono particolarmente come scrittori.

Photo Paolo Carbonaio

Questo è il bello di avere un proprio blog, il fatto che puoi presentare gli scrittori in modi un po’ fuori dai canoni tradizionali. Perché i blog dove si parla di scrittori e di libri spesso sono per struttura, monotipici: autore, libro, recensione.
Ottimo, in questo modo devono esaminare i libri e guai se non ci fossero! Grazie per esserci, blogger che scrivete recensioni! Ma appunto, se lo facessi anche io mi getterei nel mucchio di recensori anche più competenti di me su quell’autore, quel genere di libri, e ben che vada, finirei per essere ripetitiva. Così, per svincolarmi dalla reiterazione di articoli già scritti mi limito ad un punto di vista “alternativo”.
Presentare gli autori tramite le loro letture, un breve pezzo scritto e scelto da loro e, nel caso di Paolo Carbonaio, ci aggiungo anche qualche foto perché il suo sguardo sul mondo è anche quello di un fotografo.

Photo Paolo Carbonaio

Paolo, in realtà è Pierpaolo, anzi per la precisione Pietro, Paolo, Umberto, Ugo Carbonaio e quindi potrebbe permettersi un Disturbo di Personalità Multiple senza dover inventare nomi nuovi con i quali farsi chiamare, invece si firma e pubblica anche sotto pseudonimo: Humbert du Charbon.
È così che ha firmato i suoi romanzi della Saga di Hathor, con lo pseudonimo Humbert du Charbon.
Mi piacciono gli pseudonimi e il suo lo trovo fenomenale!

Quali libri lo rappresentano a marzo 2019? Eccoli!

Quale pezzo dei suoi romanzi ha scelto per presentarsi qui nel blog?
L’inizio del suo romanzo thriller, La soffitta, ambientato a Trieste e firmato Paolo Carbonaio.

La porta si aprì con un rumore di ramo spezzato e ai due pompieri apparve un corridoio appena rischiarato dalle lampade dei poliziotti. Quasi fossero archeologi all’apertura di una tomba etrusca.
I fasci di luce illuminarono un pavimento di legno opaco e, risalendo su per le pareti avorio sporco, colpirono un lampadario di vetro, desolato e deprimente come un impiccato dimenticato dopo un’esecuzione frettolosa. A destra, si aprivano due porte dai telai pesanti, neri. L’odore di chiuso pizzicava sgradevolmente le narici dei visitatori, incerti se superare la soglia. I pompieri si fecero da parte per lasciare passare i poliziotti, quindi li seguirono. Il silenzio amplificava i loro respiri.
Il gruppo entrò nella prima stanza. Era un salone con due finestre chiuse e le persiane lasciavano filtrare timide schegge di luce. Il locale era vuoto. Uscirono e raggiunsero la seconda porta entrando in una stanza più piccola, con una sola finestra pure chiusa. La luce delle torce elettriche seguì le pareti spoglie, fermandosi nell’angolo opposto dove giaceva distesa una figura umana. Il corpo era prono, aveva le braccia distese lungo i fianchi, la testa piegata di lato, mostrava sul volto un’espressione di profondo stupore; gli occhi erano spalancati. Dalla schiena si ergeva, come un obelisco, un manico bianco.
Uno dei poliziotti si avvicinò al cadavere, l’altro aprì la finestra, aiutato dai pompieri.
Quando la luce del giorno inondò la stanza, fu accompagnata dal gelido alito della Bora. Ai primi di novembre, Trieste rabbrividiva per il freddo e le vie erano deserte e spoglie come dei tutoli di pannocchie sgranocchiate.
<<Avrà avuto circa cinquant’anni.>> commentò il poliziotto più anziano, illuminando il viso del cadavere. <<Guarda che faccia allibita. Sembra che gli abbiano strappato da sotto il naso il biglietto miliardario della lotteria.>>
<<Diavolo, è vero!>> esclamò sorpreso l’altro, puntando la sua torcia in faccia al collega.
Il collega gli tappò la torcia con il palmo della mano. <<Chiama la centrale e avvertili che abbiamo trovato il corpo di un uomo, pugnalato. Devono venire per i rilievi.>> e, rivolto ai due pompieri rimasti silenziosi presso la porta: <<Uscite dalla stanza, non voglio lasciare troppe impronte sulla polvere del pavimento.>>
Il pompiere più impressionabile lasciò subito la stanza, raggiungendo nel corridoio l’altro poliziotto intento a parlare nella radio ricetrasmittente, mentre il pompiere rimasto s’inginocchiava per passare le dita della mano sul pavimento vicino ai propri stivali. <<Non credo che lasceremo molte impronte, non c’è un solo granello di polvere. Qualcuno lo ha spazzato per bene.>> commentò, rialzandosi.
Il pavimento era perfettamente pulito. Vecchio, consumato e opaco ma pulitissimo. Il poliziotto accanto al cadavere si guardò d’attorno, afferrò il braccio sinistro del morto sollevandolo appena: il lato della manica dell’impermeabile nero antracite che prima poggiava a terra, era grigio di polvere. Sembrava che quella fosse l’unica polvere della stanza. Perplesso, lasciò la manica e senza una parola uscì dalla stanza assieme al pompiere, richiudendosi la porta alle spalle.

libreria Paolo Carbonaio

L’elenco dei suoi libri è ancora più lungo di quello dei suoi nomi e pseudonimi.
La Saga di Hathor – Le avventure dell’equipaggio del dhow arabo Hathor sui mari dell’Africa Orientale – Ugo Mursia Editore – autore Humbert du Charbon (cioè Paolo Carbonaio sotto mentite spoglie).
I libri della saga sono acquistabili su tutte le piattaforme di libri, compresa ibs, digitando il nome di Humbert du Charbon ma sul suo sito si può leggere anche tutta la storia della saga nonché un lungo incipit di ognuno dei quattro romanzi della Saga di Hathor.
HathorMar RossoOceano Missione in India

Photo Paolo Carbonaio

Ci sono anche i romanzi Thriller ambientati a Trieste (lasciatemelo dire, città dalla storia difficile, con i triestini spesso dal carattere acido come i capuzi garbi che amano mangiare o come scriveva Umberto Saba
“Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore”

ma è meravigliosa, meravigliosa, meravigliosa! E non è un refuso, l’ho ripetuto tre volte per triplicare la meraviglia), stavolta pubblicati con il nome dell’autore Paolo Carbonaio e visitando il suo sito si ha la possibilità di poter leggere le trame, gli inizi dei romanzi, nonché una recensione della stampa.
La soffitta
Romanzo thriller ambientato a Trieste negli anni 90.
I delitti della Costellazione Azzurra.
Romanzo thriller ambientato a Trieste con alcuni dei personaggi del thriller: La Soffitta.
Gas Gasper e il mistero delle infermiere assassinate
Romanzo poliziesco del genere: “oltre il delirio“.
La lotta al crimine tra folli personaggi e demenziali peripezie.

Photo Paolo Carbonaio

E poi ✬ Africa sotto il cielo e fuori del tempo
Una raccolta di poesie: I pensieri di Pao e del gatto Filippo
Persino un manuale per la Patente Nautica, Navigare per diporto, Paolo e Davide Carbonaio, Buffetti Editore

Ecco, in questo post ho presentato lo scrittore autore di molte delle immagini che ho usato per accompagnare i miei post, specialmente quelli “triestini”.
Se vi piacciono i libri sul mare, scritti da uno che di mare ha esperienza da vendere, o i thriller ambientati in una città che conoscete o avete visitato magari queste informazioni potrebbero interessarvi.

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Buon Carnevale con fritole, crostoli e qualcosa di frizzante e alcolico da bere.
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grazie della lettura, Bloody Ivy

4 Commenti

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