Ogni Riferimento a Persone Vive o Morte è Puramente Casuale

Sono ancora in “stato di riposo” (in realtà no, il termine è decisamente inappropriato ma scrivere “vacanza” sarebbe stato peggio); questo vuol dire che non ho i miei orari normali/ invernali, non posso seguire l’agenda, la mia tabella di marcia e, sinceramente, la mia parte nerd cioè asociale sta per prendere il sopravvento (capitava anche al Dr Jekyll e Mr Hyde solo con personalità diverse).
Okay, la dico meglio. Sono contenta di aver sopportato nullafacente il caldo quasi infernale di questo mese (inutile lamentarsi, d’altronde il cambiamento climatico è anche colpa nostra) ma, attendo l’ordinato settembre ancora più contenta.

Riprenderò con calma la storia che sto scrivendo e che nemmeno ricordo più perché capita così quando puoi scriverne solo un pezzettino (una minuscola puntata) a settimana (salvo imprevisti) però, o così o niente.
Ho salvato quanto fatto in chiavetta così appena mi capita di passare davanti ad una copisteria non chiusa per ferie, stampo, rileggo e sistemo tutto meglio. È il mio gioco e mi manca, quindi forse non sono così nerd se non vedo l’ora di ricominciare a giocare, cioè inventare e scrivere.
È come quando ero piccola e giocavo con le Barbie. La tenda grande di Barbie era l’astronave, le Barbie erano l’equipaggio e dove l’appoggiavo era il nuovo pianeta sul quale atterravano. Mi piaceva metterla sul divano perché così il suolo del pianeta risultava non essere né completamente solido né troppo molle e dava proprio l’idea di terreno extra terrestre.
Poi c’erano gli incontri con esseri di altri mondi, a volte amici e altri no, e allora si combatteva, fisicamente con le spade laser (i bastoncini dei ghiaccioli) o psichicamente perché le onde psico-magnetiche più pericolose richiedevano forza mentale per respingerle e ci riuscivano solo i migliori (il comandante dell’astronave e il suo vice).
Per non parlare del rischio contagio con virus sconosciuti (beh, mia mamma lavorava all’Ospedale Infantile e a casa aveva molti libri sulle malattie… con tante immagini che conoscevo a memoria).
Insomma, ancora un po’ e riprendo a giocare con la storia!!!
Anche se fra lato infantile del carattere e rimbambimento senile il passo è breve, oppure in me coesistono entrambi questi aspetti, saldamente intrecciati insieme.

Stavo pensando al Disclaimer, quello solito, che appare sempre:
Questa storia vuole essere un horror e ogni riferimento a persone vive o morte è puramente casuale”.

In realtà, trattandosi di un horror, forse sarebbe meglio suggerire che è tratto da una storia vera ma in genere si preferisce la prima formula per tutelarsi legalmente perché non si sa mai, pur di far soldi la gente è pronta a puntare il dito contro chiunque e alla prima occasione e accusare di diffamazione.
Viviamo in un mondo selvaggio e desolato, più orrido di un romanzo distopico e la nostra società segue il modello concorrenziale di Porter ma in modo decisamente spietato, pronta a fare sgambetti, a tirare colpi bassi, a giocare sporco. Bisogna vincere sull’altro costi quello che costi e anzi, se per farlo bisogna schiacciare qualcuno è meglio, perché dà più (miserrima, egoistica, narcisistica…) soddisfazione.
Per questo la società ha bisogno di soggetti deboli (capri espiatori, punching-ball) con i quali è facile prendersela; per questo i soggetti deboli, almeno quelli più accorti e meno manipolabili, è meglio si tutelino.

Sì (perché no?), anche scrivendo una cavolata megagalattica nel disclaimer come: “ogni riferimento a persone vive o morte è puramente casuale”.

Come se a qualcuno potesse nascere il legittimo sospetto che quello che si legge in una storia horror con mostri e demoni sia tutto vero ma… sì… ma sì… in tempo di terrapiattisti e credenti assolutamente convinti dell’esistenza razza rettiliana nascosta fra noi, può succedere.
Le bufale per esempio! Ti sgoli a segnalarle, a spiegare perché si trattava di roba fasulla e a cosa bisogna fare attenzione e poi, il giorno seguente eccoli là, sempre gli stessi, orgogliosi di aver condiviso una nuova bufala, ovviamente senza avere il minimo dubbio sulla veridicità della fesseria appena condivisa.
Comunque, in effetti, le storie finte che si scrivono sono sempre in qualche modo nate da qualcosa di vero, anche perché trattasi di esperimenti di trasformazione alchemica da piombo in oro. Tutte le arti sono alchimia ma, la scrittura di chi crea storie, probabilmente è l’esempio più puro.

La storia che si scrive è in una zona franca, extra doganale come quelle che si trovano fra i confini di due nazioni, con i Duty Free Shop dove i prezzi dei prodotti sono diversi, perché non gravati da tasse varie.
È ovvio che nelle storie ci siano spunti presi dalla vita reale ma queste connessioni sono originali, leggere perché senza dazio (senza IVA), fantastiche ma complesse e quindi misteriose.
Naturalmente parlo per me perché ognuno elabora pensieri a modo suo e per gli altri, beh… a scanso di equivoci, diciamo: “ogni riferimento ad autori vivi o morti è puramente casuale”. 😉

Felice settimana di mezza estate e grazie del passaggio,
Bloody Ivy