Ogni Domenica

Ogni domenica puoi vincere o perdere. La questione è: sei capace di fare entrambe le cose da uomo?
(Al Pacino)

Oggi è domenica e io sono una tipa fuori dal tempo.

Magari sarà perché vivo all’ultimo piano di un edificio sistemato in cima ad una salita e quindi sono sotto l’effetto dalla dilatazione temporale gravitazionale e il tempo mi scorre più in fretta di quello di altri.

Ma non è questa la spiegazione che puoi dare quando la domenica mattina, credo fosse prima delle sette, mandi una comunicazione seria, per impegni che reputi altrettanto seri anche se non urgenti, all’amministratore e “collega” del gruppo.

La ciliegina sulla torta però è stata il messaggio di scuse che per mostrarmi civile anche se indubbiamente svalvolata mandato dopo.

Pezo el tacon che el buso, si dice da queste parti, ossia, il rimedio è peggiore del danno.

Perché scrivere “Scusami tanto, mi sono accorta solo adesso che oggi è domenica e soprattutto che è mattina presto” (non sono andata a rileggere il mess perché è inutile piangere sul latte versato ma era più o meno così) denota un’indole… “incasinata”, accidenti.
Se non altro ricordo bene che l’anno è il 2020.
Siamo nell’incredibile 2020, iniziato per me inaspettatamente già a novembre 2019 per le cose imprevedibili e rilassanti cominciate ad accadermi, nonostante la quarantena, i morti per il virus, la gente sempre più arrabbiata, irresponsabile, la fine dei tempi dietro l’angolo…
Ok, a dire che il 2020 è iniziato prima sto aggravando la mia situazione anzi reputazione da svalvolata.

Avevo preparato un lungo noioso post prima di questo ma ho deciso di cestinarlo perché ridurre il blog ad un argomento monotematico come sto facendo in questi mesi va a finire che il covid mi si imprigiona nella mente e mi mangia tutte le altre buone idee.
Poi, il futuro non sarà come lo pensiamo, non dipende da quanto attendiamo anzi, spesso sconvolge piani ed attese quindi inutile preoccuparsi tanto, essere costantemente arrabbiati, tristi e scontrosi.

Sherlock Holmes soleva dire “ Una volta che abbiamo escluso l’impossibile, ciò che rimane, non importa quanto improbabile, deve essere la verità” ma escludere l’impossibile, in un mondo dove è sempre più difficile smascherare il falso e in tanti sono pronti a credere alle cose più folli, non è per nulla scontato né facile.

Inoltre per riuscirci, caro Sherlock, prima bisognerebbe conoscere tutte le leggi che reggono la realtà, comprese quelle ancora sconosciute e chissà quante sono.

La realtà è fantasmagorica. Ti indicano una cosa e se la guardi più attentamente di quanto si aspettano ecco che ne vedi anche i collegamenti pazzeschi con le altre cose.

Vale per le cose, le idee e le persone; è come per gli stereogrammi dove oltre alla trama del disegno superficiale, focalizzando oltre, in una profondità che non sembra esistere, ingannando quel che suggerisce il cervello, ecco che comincia ad emergere un insospettato mondo in 3D.

Ora termino perché mi cominciano gli sproloqui da stanchezza (non ho fatto altro che bere tè freddo tutto il giorno ma evidentemente devo concentrare le dosi).
Ho un’estate impegnativa (che bello! Sul serio, che bello!) così adopererò il blog come una sorta di diario estivo di quelli che chiedono le maestre alle elementari, con le mie annotazioni domenicali della settimana, per capire meglio questo caleidoscopico universo e magari essere una piacevole lettura per qualcuno.

E intanto, meravigliosa estate a tutti voi che passate a trovarmi.
Bloody Ivy