Nero – Il Colore Assoluto

In principio era il Nero…

Questo colore, non è facile da interpretare per me, ma vorrei tentare per poi essere in grado di colorare cioè in questo caso annerire la storia che sto scrivendo. In questo post però mi limito a introdurre alcune idee sul colore (intendi: “Ma non finisce qui!”). Avrei dovuto scriverlo già domenica, perché io preparo un post alla settimana e la domenica pomeriggio/ sera è il mio “momento blog”, però sarà l’aria di vacanza già nell’aria (Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio) ma intorno a me avevo esseri viventi estremamente elettrizzati, umani, gatte e anche le piante davano questa idea; persino i corvi all’alba comunicavano fra di loro con un kraw kraaw kröw kraw anomalo come se gli argomenti fossero diversi dal solito.
In questo periodo oltre alla domenica è il martedì l’altro giorno libero, “martedì nero” lo chiamo, anche se si meriterebbe l’appellativo di “martedì marrone”, nel senso di “shit Tuesday” perché lo devo dedicare alla spesa settimanale, a girare per uffici (una tortura!), a visite mediche e alle pulizie di casa.

Continuo a chiamarlo “martedì nero” solo perché fa più scena: nero come il Lato Oscuro della forza del martedì da fronteggiare con coraggio (sto scopiazzando frasi sentite in “Guerre Stellari”, ovviamente).

Il Nero simboleggia molto, tanto, tutto.
Il primo pensiero collegato a questo colore in questi giorni mi va al black hole, il buco nero che inghiotte galassie curvando spazio e tempo. L’universo è pieno di buchi neri e probabilmente ogni galassia ne ha almeno uno al centro che risucchia e inghiotte; per esempio la nostra galassia, La Via Lattea, è una spirale e si muove come un gorgo, di quelli che si formano quando il lavandino è pieno di acqua e si toglie il tappo.
Il buco nero è una stella che implode, crea attorno a sé un buco nero ed è la prima che verrà inghiottita; non rimane nulla di lei e il buco nero creato dalla sua implosione è fatto interamente di spazio e tempo ricurvi. Né tempo né spazio escono da lì e, dove si comincia a vedere un cerchio dei luce è perché lì la velocità del risucchio del gorgo è diminuita.
Un wormhole è il gorgo che si allunga, è un corridoio con spazio curvo e anche se presenti in molti film e serie di fantascienza (in Agents of S.H.I.E.L.D il portale wormhole era un monolite nero, e c’è tutta una lunga tradizione sulle pietre nere arrivate dallo spazio e il loro uso), nella realtà i wormhole vengono seriamente studiati.

E un buco nero e wormhole sono un’ottima metafora, vero?

Alcuni colori hanno delle caratteristiche davvero particolari.
Il viola per esempio; la sua banda va da 380 a 400 nanometri è al confine delle radiazioni visivamente percepibili che non sono uguali per tutti e così ci può essere un viola ancora visibile a qualcuno e già invisibile ad altri. Il viola ha delle bande “fantasma” che non tutti riescono a vedere e la trovo una caratteristica affascinante, bloody charming, sembra ricordarci che il nostro universo è vasto, sorprendente e ancora immensamente sconosciuto.
E anche il nero è un colore davvero speciale.
È un colore e nel medesimo tempo tutti i colori.
Un corpo appare nero quando assorbe tutti i colori della luce, tutte le energie.
È un colore puro alla massima potenza che contiene la potenzialità, il limite e le caratteristiche di ogni singolo colore.
È il colore dell’universo primordiale, onnicomprensivo, totipotente.
Lovecraft probabilmente lo avrebbe chiamato The Elder Thing o The Elder Colour: l’Antico.
Dal nero primordiale escono tutti raggi, le radiazioni, tutte le bande luminose dei i colori.

È l’alfa e l’omega di tutto, proprio come il buco nero ma un buco nero all’incontrario o, ipoteticamente (ma non è un post scientifico, sto cercando i pensieri e le emozioni date dal Nero)e è l’uscita del wormhole.
Se, come sosteneva Lüscher non percepiamo solo una certa gamma di vibrazioni elettromagnetiche, ma anche ne viviamo, per lo più inconsciamente, allora l’effetto emotivo il nero dovrebbe dare l’idea dell’Assoluto, del Tutto, dell’Inappellabile.

Il nero è il colore di energie che appartengono al profondo, all’originario e in psicologia è simbolo dell’inconscio, lo stato psichico che precede il conscio.
Nera è la notte oscura dei mistici che è l’iniziazione del risveglio della coscienza o l’espandersi della consapevolezza perché anche la “seconda nascita” al pari della nascita biologica, è avvolta nel buio più nero e, nella vita, di momenti di rinascita, di conversione ce n’è più di uno. Per “conversione dal buio alla luce”, intendo il concetto usato da Platone nel mito della Caverna perché, ovviamente Platone non poteva parlare di passaggio dall’inconscio al conscio, di wormhole che fanno sbucare in una dimensione più consapevole dell’essere, però nel suo mito ha reso dannatamente bene l’idea.

E il tutto non è tanto dissimile dal viaggio di Dante nell’inferno nero e perso (color perso, cioè nero più viola). Il buco nero è l’entrata nell’inferno poi il viaggio nei gironi, come un gorgo praticamente un viaggio attraverso un wormhole dove spazio e tempo non sono più gli stessi; poi c’è la risalita e l’uscita. Sì, idee-cavolate mie, da non ripetere al professore se interroga sulla Divina Commedia, por favor.

Per Henry Matisse il nero “è una forza”; il nero intensifica i colori che gli sono accanto, gli passa qualcosa del suo carattere assoluto; anche Kandinsky pensava che qualsiasi colore si rafforzasse, brillasse di più accanto al nero e indubbiamente è così.

Nero è uno dei colori alchemici usati per trasformare la materia (“rallegrati per questo nero” scrivevano gli alchimisti). Magari sui colori dell’alchimia, nero, bianco e rosso un giorno ne farò un post.

Nero è il colore del mistero, dell’ignoto, dell’occulto. La magia nera è quella più occulta, e nei rituali satanici si preferiscono vittime sacrificali nere: gatti, galli, capretti… Ma anche il satanismo è un fenomeno tropo complesso per essere raccontato in poche righe.

Comunque il Nero è l’inesplicabile, è un colore assoluto e misterioso; simbolizza dimensioni che stanno oltre al limite conoscitivo della mente.
Goethe diceva “nulla è visibile in questo mondo se non alla condizione di una luce mescolata di tenebre di un’oscurità rischiarata”; troppa luce abbaglia gli occhi non abituati e allora diventa la tenebra della luce.

I miei pensieri sul colore nero non si sono conclusi, ma il mio tempo sì, quindi… buona settimana pasquale e grazie per aver letto i miei sragionamenti in questo post.
Bloody Ivy