Michelangelo e i Messaggi Nascosti

Pietro Freccia Statua di Michelangelo

Michelangelo (1475-1564), conosciuto in tutto il mondo per il suo singolare genio artistico,

all’età di 17 anni iniziò a dissezionare i cadaveri portati via dal cimitero della chiesa, così testimonia il Vasari suo contemporaneo. La sua conoscenza dell’anatomia umana era considerevole anche se tendeva a nascondere e distruggere quasi tutti i suoi schizzi e le sue note anatomiche (non erano ben visti quelli che dissezionavano i cadaveri).
Come uomo del suo tempo non era estraneo al neoplatonismo di Marsilio Ficino (1433-1499) né alle idee cabalistiche che circolavano nella corte medicea nel XV secolo.
Tra il 1508 e il 1512 dipinse il soffitto della Cappella Sistina a Roma.

E 500 anni dopo, alle interpretazioni degli studiosi di storia dell’arte si sono affiancate quelle di medici e neurologi. Il primo, nel 1990 è stato Frank Meshberger che trovò nascoste in quel disegno le sue illustrazioni degli studi di anatomia, un’illustrazione anatomica del cervello umano in sezione trasversale nella Creazione di Adamo.
[Meschberger FL. An interpretation of Michelangelo’s Creation of Adam based on neuroanatomy, JAMA 1990]

La presenza di una sorta di padiglione bruno dietro a Dio e gli angeli ad un primo sguardo può sembrare un accessorio superfluo e ci si potrebbe aspettare che al suo posto dovesse esserci il cielo, a meno che una struttura così particolare non abbia un suo significato.

Secondo Meshberger, Michelangelo nascose sapientemente l’immagine di un emisfero cerebrale dietro l’immagine di Dio e degli angeli. L’ipofisi, che ha una struttura bilobata, è rappresentata dalla gamba di un angelo che pende davanti al drappo verde. La corrispondenza tra l’ipofisi e la gamba dell’angelo è suggerita, oltre che dalla sua posizione, dalla forma bifida del piede che, al contrario di tutti gli altri piedi visibili nell’affresco, non ha le cinque dita.

Il drappo verde, dal punto di vista formale del tutto superfluo, ha invece una curiosa doppia curvatura e se si osserva bene l’affresco e lo si confronta con un angiografia cerebrale, si può chiaramente riconoscere il sifone carotideo; più in alto, due ulteriori sottili segmenti del drappo parzialmente coperto della figura di Dio, corrispondono per sede all’arteria cerebrale media.

Poiché Adamo nell’affresco è già stato creato Meshberg ipotizza che Michelangelo abbia circondato Dio con un drappo che rappresenta il cervello umano per suggerire che Dio stava donando ad Adamo (atto simbolizzato dalla giunzione delle dita) non solo la vita ma quello che lo fa uomo, l’intelligenza, come strumento dell’elevazione dell’uomo e dell’unione tra uomo e universo, tra uomo e Dio.

Moltissimi studiosi e critici hanno sottolineato che la maggior parte delle opere di Michelangelo includono vari simboli nascosti associati a credenze neoplatoniche, cabalistiche, proprietà matematiche e rappresentazioni anatomiche.
Doliner e Blech spingono ulteriormente l’analisi del cervello rappresentato nell’affresco arricchendolo di elementi di origine qabbalistica: Michelangelo ha infatti rappresentato l’emisfero destro che, nella tradizione mistica ebraica è la sede della Sefiròth Hokmâ (Sapienza), parte dell’albero della vita .

Quindi secondo gli autori, “ l’artista ha creato un’eco pittorica dell’antica preghiera ebraica che proclama che Dio creò Adamo con Chochmà, la parte destra del cervello divino”.
[I segreti della Sistina. Il messaggio proibito di Michelangelo – Benjamin Blench, Roy Doliner]

Forse quelli che si sono spinti più in là degli altri (in realtà nessuno può confermare né smentire e quello che voleva nascondere nei disegni e perché lo sa Michelangelo) sono stati i due neuroscienziati Suk e Tamargo che nel pannello Separazione di Luce e Tenebre, la tavola che raffigura Dio che separa la luce delle tenebre, riferiscono che Michelangelo, nel collo e nella tunica di Dio abbia disegnato immagini di un cervello e di un midollo spinale. Questa loro conclusione è stava pubblicata su Neurosurgery.

Separazione della luce dalle tenebre – Michelangelo

Suk e Tamargo propongono che il collo di Dio sfigurato dal gozzo non sia un errore, ma piuttosto un messaggio nascosto e mostrano che se si sovrappone un dettaglio del collo bitorzoluto di Dio ne la Separazione di Luce e Tenebre su una fotografia del cervello umano vista dal basso, le linee del collo di Dio tracciano precisamente le caratteristiche del cervello umano.

[“Neuroanatomia nascosta nella Separazione di luce di Michelangelo dalle tenebre nella Cappella Sistina”, Ian Suk e Rafael J. Tamargo in Neurochirurgia, vol.66, No. 5]
[R. Douglas Fields – the Sistine Chapel: A Juxtaposition of God and the Human Brain – scientific american]

[Enrico Facco, Esperienze di premorte, cap VII io, inconscio e anima]

Michelangelo aveva un rapporto difficile con la Chiesa cattolica, ne detestava l’opulenza e la corruzione. Era una persona devota ma i suoi studi si espandevano in tutti i campi anche quelli “proibiti”, come l’anatomia studiata dissezionando cadaveri, quelli qabalistici, e si interessò anche delle credenze sugli spiriti, per la quale fu condannato da Papa Paolo IV che gli sospese la pensione e appiccicò le foglie di fico sui nudi dell’affresco.
Secondo i desideri dell’artista, il corpo di Michelangelo non è sepolto sul terreno del Vaticano, ma è sepolto in una tomba a Firenze.

La Cappella Sistina di Michelangelo è un capolavoro che combina il mondo dell’arte, della religione, della scienza e della fede in un’opera d’arte. Aveva compreso che il confine tra scienza e religione o meglio fisica e metafisica si sposta nel tempo in funzione degli strumenti di indagine e che ritenere inesistente ciò che non è misurabile o valutabile in un dato momento storico è un pregiudizio. Geniaccio!!!

In rete sulla Cappella Sistina e i messaggi nascosti di Michelangelo si trovano materiali a quintalate, ovviamente è meglio limitarsi agli articoli delle riviste scientifiche, tralasciando quei pinco pallino qualunque, che scrivono sui blog come la sottoscritta 🙂 🙂 🙂
In realtà il mio intento è dare solo uno scossone iniziale alla curiosità invitando ad approfondire gli interessati all’argomento e per questo nelle parentesi quadre nel post ho inserito fonti che ritengo serie e utili per le ricerche.

Qualche anno fa avevo cercato di saperne di più su questo misterioso Michelangelo (le persone speciali attirano!), senza pregiudizi e avanzando sempre con dubbio metodico, come in tempi di bufale e disinformazione è prudente fare. All’epoca queste erano idee nuove delle quali non avevo mai sentito parlare e alcune anche ora mi sembrano possibili: Michelangelo apriva i cadaveri e li studiava. Sapeva bene cosa rappresentava la Cappella Sistina e quanti avrebbero alzato lo sguardo per guardare e ammirare i suoi disegni, quindi che volesse lasciare messaggi in codice in modo che fossero visibili a tutti ma intesi solo da pochissimi (altri suoi simili, folli, geniali scienziati magari anche artisti) non mi sembra una cosa strana. Si sarebbe lasciato scappare un’enorme occasione se non l’avesse fatto!
Alcune interpretazioni sembrano un pochino esagerate ma sarei ancora più esagerata io a voler dire la mia a degli studiosi che se ne sono interessati per anni.

Per il resto… grazie della lettura, buona settimana.
E senza messaggi nascosti fra le righe (per ora). Bloody Ivy