Mi è Andata Bene! (Cap 9.3 Storia Fantasy Horror)

Mosaic of Saint Michael on the facade of the Serbian Orthodox Church in Trieste

And, when you want something, all the universe conspires in helping you to achieve it.
Paul Coelho, The Alchemist

 

breve sinossi e puntate precedenti

« Ma voi ne avete fatto uso? »
Celestina si riferiva ai farmaci che stavano incasinando la mente a chi ne faceva uso oltre il tempo limite prescritto, a chi esagerava con le dosi o prendeva il pacchetto completo, sonnifero, ansiolitico e antidepressivo insieme. Più se ne faceva uso e più aumentavano le probabilità che causassero danni irreversibili. Non erano stati ritirati dal commercio ma creavano dipendenza e portavano alla demenza anche se le probabilità erano incerte.

Anche il fumo era la prima causa di tumore al mondo, ma era bastato stampare sui pacchetti delle sigarette frasi significative come “chi tocca muore” e aggiungere immagini strazianti di malati e si era risolto; la gente non aveva smesso di fumare anzi, continuare a farlo era un modo di sentirli trasgressivi. E poi c’era sempre uno zio, un nonno, un bisnonno, la foto di un trisavolo già molto vecchio ma sorridente e con la sigaretta o il sigaro fra le dita che faceva scattare il pensiero “E se il cancro di oggi avesse altre cause? Inquinamento, vaccini, scie chimiche, pesticidi…”.

grovigli neurofibrillari
https://www.brainfactor.it/?p=1161

Oltretutto era troppo presto per collegare con assoluta certezza l’uso di quei farmaci ai grovigli neurofibrillari che si moltiplicavano nei neuroni e contaminavano le altre cellule cerebrali avanzando come in un’epidemia. E man mano che i grovigli aumentavano le regioni cerebrali perdevano la capacità di comunicare con le altre fino a lambire le funzioni cognitive. Si stavano facendo molti studi, tanti quanti gli interessi in gioco, e per ora quel che trapelava era davvero poco. La vera malattia era quell’angoscia insopportabile di chi, avendo fatto uso dei farmaci in modo non appropriato ora si percepiva a ridosso della malattia.

« No! Non li ho mai presi, non prendo medicine perché sono sempre quelle che ti fanno ammalare».
Jole era preparata ed esperta sull’argomento o almeno così si reputava lei. Cercava le prove delle sue credenze su internet, non le interessava comprendere quel che credeva, ma trovare articoli che convalidassero le sue convinzioni; ovviamente trovava tutto il materiale necessario, post, articoli e libri su qualsiasi teoria e ogni complotto anche quello più implausibile ma che però non si poteva escludere con assoluta certezza. Era la post-verità, e non ci si poteva fare niente, niente!

Portava la catenina con il pendolino avvolta al polso come braccialetto, per averlo sempre a portata di mano e sentirsi più tranquilla sapendo che in ogni momento poteva controllare le risposte che il pendolino le dava. Ormai nella sua mente c’era un’ossessione. Doveva fare molta attenzione a fargli le domande giuste, senza trascurare dettagli che andavano sempre chiariti e mai sottovalutati. Così chiedeva e richiedeva perché poteva aver dimenticato qualcosa.
Con il pendolino aveva il modo di conoscere cose nascoste che si sarebbero palesate nel futuro, di evitare qualcosa di terribile perché sapendolo prima avrebbe potuto prevenirlo. E se non ci fosse riuscita la colpa sarebbe stata colpa sua.

Tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione, Trieste

Qualche istante di silenzio e poi, prima che Jole potesse iniziare a pensare che la si stesse giudicando: « E tu Nor?».
Era scontato che non fosse il tipo da simili farmaci ma con qualcosa bisognava continuare.
«No, perché mai?».
«Hai il tuo ex che ti vuole morta e nessuno ti dà retta, la sua nuova tipa, manipolata come un burattino ti denuncia per prosciugarti e anche come salute non stai messa bene».
Come amica avvocato, Celestina non solo conosceva la storia, ma ne capiva l’ingranaggio; vedeva anche che con la sua gamba andava sempre peggio.
Infatti Nor aveva appena fatto un cenno alle sue amiche per farle fermare e si era seduta, anzi adagiata comoda sul muretto a fianco del marciapiede per prendere fiato. La gamba sana stava ciondolando e quella che lei chiamava gamba da zombie la lasciava ferma a riposare.
«Vabbè, con tutto lo schifo che c’è per il mondo a me sta andando bene. Mashallah!»
Lo disse con una naturalezza inimitabile e innata che il discorso con lei finì lì.

« Neanche io li ho mai presi. Dopo il passaggio del meteorite verde, le tempeste magnetiche nell’atmosfera, mi sono capitate giornate con allucinazioni ipnagogiche e ossessioni ma a tutti è successo qualcosa, in fondo.
Non posso permettermi un calo della lucidità che può fare la differenza fra 2 o 5 anni di condanna al mio assistito. Pensate che responsabilità? Mi è andata bene, davvero molto bene, e vi dirò che mi pare di accorgermi, parlandoci assieme, anche in Tribunale, di chi ne ha fatto troppo uso o li sta prendendo ancora in modo inadeguato
».

«Mi è andata bene!». Non riusciva a liberarsi dall’idea e, continuare a ripeterselo mentre ritornava allo studio non le bastava.

Così quando passò per il piccolo parco davanti alla Santissima Trinità, il tempio serbo ortodosso, si sedette su una panchina in modo di avere davanti a lei il frontone della chiesa, e il mosaico con San Michele.

Mosaic of Saint Michael on the facade of the Serbian Orthodox Church in Trieste

Non che fosse praticante, e nemmeno ortodossa, non entrava in quella chiesa da anni, nonostante la bellezza del suo interno, ma le interessava quella figura con una spada in una mano e la bilancia d’oro della giustizia nell’altra. Forse poteva confidarglielo a lui, che sembrava avere i suoi stessi interessi, combattere per giustizia «Mi è andata bene!», e lo fissò.
I raggi del sole rimbalzavano lucenti sulle tessere dorate del mosaico, in modo molto regale.
Fra tutti quei bagliori dorati le sembrò per un istante che i suoi occhi fossero lucidi e la stessero guardando per davvero.

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grazie 1000 della lettura Bloody Ivy 

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