Linux – Linus Torvalds

Linus Torvalds
Linus Torvalds

La cosa che stupisce un sacco di gente è che il modello open source funziona per davvero (…)

Gli hacker dell’open source non sono i corrispettivi hi-tech di Madre Teresa di Calcutta. I loro nomi vengono associati ai contributi che  forniscono, nelle credit list o negli history file allegati a ciascun progetto.

 Gli sviluppatori più prolifici attraggono l’attenzione delle aziende che analizzano il codice sperando di trovare – e in seguito assumere – i migliori programmatori. Gli hacker sono motivati in larga parte anche dalla stima che possono guadagnare agli occhi dei loro colleghi grazie ai propri contributi. E’ un fattore motivazionale importante.

Tutti vogliono fare bella figura con i propri colleghi, migliorare la propria reputazione, elevare il proprio status sociale. Lo sviluppo open source dà ai programmatori questa possibilità.” 

Linus Torvalds

Linus Torvalds (il cognome va pronunciato con la ‘u’), il 25 agosto 1991 “posta” (già gergo di allora, dei newsgroup per “invia”) al newsgroup comp.os.minix il messaggio che stava sviluppando un sistema operativo gratuito basato su Unix in modo che potesse girare sui più normali ed economici computer. Il suo programma Linux (Linus più Unix) oggigiorno è considerato il più serio concorrente di Window, il sistema operativo di Microsoft. A Linux hanno contribuito un po’ tutti i programmatori sparsi per il mondo, fino a farlo diventare il prodotto meglio riuscito dell’open source e ancora cresce secondo la legge dell’accelerazione continua. Chiunque può partecipare al suo sviluppo nonché usarlo liberamente. Questa è la filosofia di Linux. Grazie all’open source non ci sono limitazioni d’uso e all’utente è sempre possibile accedere al codice sorgente del software e quindi a suo gradimento modificarlo. Un gruppo composto da Torvalds e altri sviluppatori di volta in volta decidono cosa incorporare per migliorare la versione di Linux. Non si tratta di decisioni sesquipedali d’un gruppo di luminari del campo, infatti, se la scelta non dovesse risultare gradita agli hackers, potrebbero comunque procedere a sviluppare il progetto nella propria direzione. Certo vi sono dei criteri burocratici e alcune clausole come il dover essere preservata l’integrità del codice sorgente dell’autore del programma.

Torvalds Linus
Torvalds Linus; Diamond David – Rivoluzionario per caso. Come ho creato Linux (solo per divertirmi)

La gratuità di Linux, tra le altre cose, è servita a mantenere la Microsoft più onesta, impedendole di impennare ancora di più i prezzi. L’open source è strettamente imparentato alle norme degli scienziati del MIT e degli accademici in generale. Si è scelto questo modello, oltre alle ragioni etiche, perché è quello che nel tempo si è dimostrato più efficace a creare un sapere scientifico. Pochi ma doverosi gli obblighi del sistema: il citare le fonti per evitare il plagio e rendere pubblica a beneficio di tutta la comunità, la soluzione. Nuove aggiunte, versioni di sviluppo, dopo essere state testate vengono accettate nel corpus di conoscenze della comunità scientifica. Grazie a ciò, se è il caso si può verificare un “mutamento di paradigma”, e le teorie scientifiche prendere altre strade. L’open source è basato sull’idea di permettere a chiunque di entrare in gioco. Di contro c’è il modello autoritario e chiuso. Qui i capi scelgono per il lavoro un ristretto gruppo di persone. Una volta ottenuti dei risultati qualsiasi uso del lavoro diventa “non autorizzato”. “In effetti un modo per comprendere il fenomeno open source consiste nel pensare a come la scienza veniva percepita dalla religione parecchi secoli fa. La scienza era vista in origine come qualcosa di sovversivo e pericoloso per l’establishment: fondamentalmente la stessa cosa che a volte le software house pensano dell’open source. E proprio come la scienza non era nata da un tentativo di minare l’establishment religioso, l’open source non è stato concepito per far esplodere quello informatico. E’ nato per produrre la migliore tecnologia e per vedere dove va a finire. La scienza in sé non permette di fare soldi. Sono stati gli effetti secondari della scienza a creare tutta quella ricchezza. Lo stesso vale per l’open source. Le aziende che decidono di adottare un sistema open source possono prendere da loro le decisioni di ciò che vogliono fare sui software. E così che con l’open source si riesce a guadagnare.

ivy