L’Idra dalle Tante Teste ma un Solo Cuore Corrotto

Scrivo questo post, soltanto considerazioni personali, abbastanza sconsolata.
Immagino siano tutti stufi di quest’argomento, e anche io non ne posso più (saltate tranquillamente la lettura).
Questa gente – scandalizzata per le gesta di Weinstein e di tante donne già in menopausa che raccontano con l’hastag quellavoltache dello shock subito a 20 anni quando si sono sentite toccare il sedere – mi soffoca.

L’idea è buona ma, chi di violenze e abusi ne ha subiti per davvero, non scriverà mai un post che verrebbe subito circondato da graziose confessioni di leggiadre principessine sul pisello. Non è aiuto e solidarietà alle vittime, è protagonismo fuori luogo.
Della versione originale americana hastag metoo ne sono qualcosa solo grazie al NYT che immagino filtri le testimonianze migliori per i suoi lettori e quindi non mi permetto di fare considerazioni di merito.

Weinstein non è l’uomo nero (magari fosse così): è solo una delle tantissime teste di… un mostruoso e corrotto sistema!

La testa dell’idra che lui rappresenta è una testa che, per dimostrare il proprio potere, gonfiarsi l’ego per sentirsi grande ed infallibile, ha bisogno di donne che accettino di essere disprezzate, umiliate anche sessualmente, trasformate in prostitute, con loro ammissione implicita che è lui il dominante e loro le dominate.

Ma l’idra ha tante teste e c’è ampia gamma di abusi di potere, violenze fisiche, psichiche, molestie e manipolazioni perverse che questi personaggi (a cui il potere ha dato alla testa) possono adoperare.
Gli ambienti e i contesti sono vari, dalle aule di giustizia, ai concorsi, ai posti di lavoro, a… beh ognuno può aggiungere secondo la propria esperienza.

Queste teste dell’idra, ovviamente non è detto che siano solo maschili, sono personaggi considerati come vincenti dalla società; in che modo lo sono diventati è irrilevante.
Ce ne sono anche nel piccolo, persone dalla doppia facciata, testoline d’idra, spesso simpaticoni con gli amici e sadici con chi è in una posizione gerarchica inferiore sul lavoro o in famiglia.

Lo scopo è sempre quello di piegare le vittime, e alla violenza fisica (facile da provare) spesso preferiscono quella psichica, invisibile, fino a  trasformarle in complici, perché la vera vittoria è “non sono solo io quello corrotto, anche tu hai accettato i compromessi, come tutti” (…perché galleggiamo tutti qui e anche tu galleggerai 😉 ).

Non si può combattere contro l’idra tagliando teste, perché ricrescono.

E le teste dell’idra più potenti non sono denunciabili.
I media cercheranno di far passare le vittime come arriviste, paranoiche, rigirando la frittata e mettendole dalla parte del torto; non importa chi ha ragione, per il sistema importa compiacere quel personaggio potente.

Non ci si può aspettare comprensione e la vittima resta sola perché in tutte le situazioni perverse esiste una vigliaccheria di fondo che induce gli altri a far finta di non sapere, a non vedere, e una compiacenza dell’ambiente circostante per chi teme di rimetterci del suo ed ecco il: “però, se sei in questa condizione è anche perché te la sei cercata”.
Quando il comportamento della vittima è stato integerrimo allora puntano sul “il mondo va avanti così e ora vorresti cambiarlo proprio tu?”, “lo sai che ti rovineranno in questa impresa, e ti conviene?”.

Le persone che si credevano vicine si lasciano manipolare e diffidano, altre non essendosi mai trovate in simili situazioni non capiscono e scelgono la fuga. Quelli che restano preferiscono osservare neutrali, come se non ci fosse differenza fra vittima e carnefice.

Chi resiste non punta a farsi riconoscere davanti ai media, sa di essere vulnerabile come un moscerino di fronte ad un ragno gigante, ma riuscire a starci da impavido è una vittoria personale.

Perché alla fin fine la battaglia è quella: solitaria ed interiore. E’ nella testa e nella coscienza che è quel sentimento (uno stato d’animo dell’essere?) che accompagna il ragionare.

Un sentimento che accompagna la vita di ogni persona. Dipende dalla cultura, dall’ambiente, dalle esperienze che man mano si fanno, ed è l’arma migliore contro l’idra, cioè il sistema corrotto.

Perché le teste dell’idra possono esistere solo finché (manipolando) trovano qualcuno da dominare, distruggere, da far piegare, da comprare e alla fine rendere complice.

Per questo scandalizzarsi tanto leggendo di un potente porco maniaco seriale, o pensare di essere d’aiuto  raccontando con # dello sconosciuto che ha provato a baciarvi ai giardinetti e togliendo visibilità ai post di vere vittime è perdere tempo a chiacchierare del dito di chi cerca inutilmente di indicare la luna… e l’idra intanto ride.

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 rileggendo il post mi accorgo di aver scritto qualcosa fra lo sconsolato e una chiamata alle armi, sorry, anche questa è Bloody Ivy 🙂

 

 

16 Commenti

  1. Mi trovi d’accordo. Io non mi scandalizzo e non giudico ne’ Asia Argento ne’tutte le altre. Ognuno e’libero di fare le proprie scelte, anche quelle di accettare compromessi. Sta di fatto che conosco delle persone, anche molto giovani, che hanno rinunciato a grandi favori e carriere “veloci” dicendo no. Fortunatamente siamo in un paese libero e dire di no e’ possibile. La dignita’ non ha prezzo. Ella Donati

    • grazie!
      infatti… puoi essere più debole e plagiabile di altri magari incline alla sindrome di Stoccolma dove ti sottometti al carnefice perché pensi che così sarà più dolce e buono, puoi essere cresciuta circondata da amiche che trovano ovvio e normale ottenere qualcosa che interessa in quel modo, puoi essere stata in un determinato momento della tua vita con una coscienza molto diversa da ora.
      Però… ora che hai trovato la forza di ribellarti e raccontare, cerca di stare vicina a chi davvero ha dovuto vivere in inferni di violenze di ogni tipo, a chi è stata stuprata magari per strada, a chi ha detto no fregandosene di fama e soldi perché la coscienza le urlava così (per altro tipo di ambiente, educazione, sensibilità, di cose già vissute e per quel che si vuole). Non mi pare cerchi una vera “sorellanza” affettiva con le vittime, ma piuttosto il podio ben visibile di “reginetta vittima di stupro” dell’anno.
      Sei famosa, ti guardano e ascoltano, potresti fare tanto e… diamine…. appena qualcuno ti insulta (beh non è che ci si può aspettare rose e fiori dal mondo) mandi tutti al diavolo?

      • Ecco…nella fretta forse non mi sono espressa bene ma tu hai risposto esattamente come avrei voluto rispondere. Giustamente non tutte hanno avuto la fortuna di avere genitori o amiche o un certo tipo di educazione che ti facessero sentire piu’forte nel contrastare certi atteggiamenti schifosi di cui c’e’ pieno il mondo e non solo nrl cinema. Ora Asia Argento e’cresciuta e, probabilmente, anxi sicuramente visto che l’ha fatto, sara’stata consapevole delle conseguenze delle sue dichiarazioni. E ha fatto bene. Forse mi sembrano un po’inutili, ipocrite e a caccia di scoop, tutte quelle che parlano adesso con le rivelazioni del secoli! Questa storia, secondo me, rivela ancora una volta, come l’educazione ai valori fondamentali dell’amore e del rispetto siano di vitale importanza. Bell’articolo.

  2. Beh, scriverlo era giusto. Il problema è di quelli complessi e devo congratularmi per il paragone perfetto con l’idra; ma al di là del piano estetico, conta il fulcro, un groviglio psicologico in cui basta un nulla per gettare la vittima nello stesso calderone col carnefice, che alla fine non paga mai abbastanza. Anche arrestassero il signor W., sarebbe un capro espiatorio col cui sacrificio far sopravvivere tutte le altre teste. In più osservavo su un altro blog, dove il problema affrontato era quello delle donne che hanno attaccato la Argento e le altre, che effettivamente non c’è mai quella solidarietà che servirebbe ad affrontare il problema sul serio, soprattutto fra donne. È sconsolante, in effetti.

    • è solo un post e scritto di malavoglia per “togliermi il sassolino dalla scarpa” e poi proseguire. Preferisco altri argomenti.
      Nel mondo dei mass media, in pieno relativismo, negli anni della post verità, si diventa vittima o carnefice da un momento all’altro, a seconda della convenienza di chi sta decidendo (magari solo scrivendo su di te) su di te, dall’osanna al crucifige è um momento. Per capire meglio, bisognerebbe studiare bene il caso, il profilo psicologico dei personaggi e magari non essere digiuni di leggi americane (non ha senso interpretare secondo il diritto italiano, dove fra l’altro, la molestia sessuale non esiste ma solo molestia in generale). Insomma, le mie sono chiacchiere e le riconosco come tali.

  3. Non ho molto seguito la vicenda di Weinstein, ma mi voglio complimentare conte per l’articolo. Hai ragione, ci sono tante forme di violenza, l’idra, quella che fa davvero paura, è sempre in agguato, chi lotta quotidianamente e troppo spesso soccombe per mancanza di onesti alleati, è da considerarsi un vero eroe.

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)