L’Arte di Accorciare

Il post che ho cestinato prima di questo era un riassuntino di pensieri scambiati con zoom.

2020, dal “ci vediamo al bar per un caffé?” siamo passati al “ci vediamo, tempo di un caffè, su zoom?”.

L’amica (da prima della Creazione di Zoom) è anche una blogger, di rigorosamente 365 parole a post. Sia che siano apoftegmi personali, storie inventate o pezzi di un futuro romanzo scritto per aforismi, sempre e solo 365 parole sono.

Un ottimo esercizio, una bella sfida, lo Zen e l’arte delle 365 parole al giorno. Poi, la comprensibilità di un pensiero, la sua profondità, dipende da come lo esponi e non da quante parole usi anzi, più è breve e conciso e meglio persuade.
L’arte di accorciare è qualcosa che mi propongo di imparare. Le lungaggini sono maleducazione di chi crede gli altri abbiano tanto tempo da perdere nel leggerti, quindi mi ci proverò.

Comunque, l’altra settimana mi raccontava e spiegava il significato di qualche parola di matrice islamica. Perché è il mio periodo “mashallah”, che è un’esclamazione, un modo di dire, una preghiera, un saluto, l’ho imparato da un cuoco “di terre lontane” che seguivo su Utube e ora risuona nella mia testa come fosse in una sorta di loop, loop mentale, che può uscirmi di bocca spontaneamente, senza che me ne accorga.

“Buongiorno, sono il corriere, C’è un pacco IBS per Lei”
“Mashallah!”

Non che “capperi!” non susciti ugualmente qualche labile sorpresa in chi ascolta, eh…

365” mi diceva che “Mashallah!” è fatto di tre parti, tre parole che si riferiscono al passato e quindi traducibili con “È stato come Dio ha voluto”; e che per rendere l’idea del volere di Dio, lei lo traduce anche con “Che gran figata!

Volevo scrivere qualche pensiero riguardo a questo ma poi c’è stato il grande BUUMMMMM a Beirut; la mega esplosione, un incrocio fra lo scoppio di una centrale nucleare e lo schianto di un asteroide infuocato.

Quella sera e il giorno dopo ho preferito collegarmi a web cam delle agenzie in diretta sul posto. Sì, le notizie da dare al pubblico troppe volte si decidono a tavolino, per coprire corruzione e affari poco chiari, forse Hezbollah, e così invece sono riuscita a sentire parlare le persone sul posto. Non ho capito praticamente niente ma, anche solo dal tono delle voci ci si poteva fare un’idea di come stavano affrontando quei drammatici momenti. E, più volte da quella baraonda è emerso “Mashallah”.

Una vera chiamata fatta da persone che hanno visto tutto messo alla prova, non come la mia scialba esclamazione davanti ai libri appena arrivati. Un affidarsi all’Increato che non è un pensatore lineare né unidimensionale e non segue né tempo, spazio e altri parametri di questa dimensione.

Insomma, devo solennemente decidermi di far più attenzione a quel che dico, come lo dico, con che stato d’animo lo dico e a chi.

Vabbé… Passo e chiudo questo post un po’ diverso dai soliti e più corto, anche se ho di gran lunga superato la soglia delle 365.

Buon agosto, passate bene e divertitevi ma ricordiamoci che non sappiamo che tipo di autunno ci aspetta e nel caso di seconda ondata, dovremo tornare a praticare quella virtù della ragion pratica chiamata prudenza e che ai negazionisti del covdi proprio non va giù .

“L’ho scarabocchiato col sangue – la tua vita dipende dal restare nascosto”
Le avventure di Gordon Pym, Edgar Allan Poe

Grazie di esser passati, Bloody Ivy