L’Arte del Riposo

Ecco, in questo week end non ho fatto nulla. Nulla!
Con mia grande soddisfazione. Mi sto riposando.
Ha rinfrescato, anche grandinato un po’ e a me viene sempre la voglia di raccogliere i chicchi di grandine mentre cade in caraffe per poi adoperarla, per caffè shakerato, granite o magari una vodka lemonade.
Usare il ghiaccio piovuto dal cielo; come cogliere i frutti direttamente dall’albero, i grappoli d’uva dalla viti, i pomodori dalle piantine nell’orto. Hanno un gusto diverso da quello che si compera al supermercato.
Siete mai stati in posti dove il sistema idraulico non esiste e per bere e cucinare bisogna usare esclusivamente l’acqua del pozzo di casa? Io ci passavo le vacanze, era su un’isola e per arrivarci bisognava prendere il traghetto.
Per fare la doccia e togliersi il sale del mare dalla pelle per la verità c’era un’altra cisterna nera, grande e sistemata all’esterno sul retro della casa. Nera perché così il sole scaldava l’acqua più in fretta.
L’acqua del pozzo è acqua piovana che, merito delle rocce, rimane sempre fresca. Quella aveva un gusto dolce, diverso di quella della spina che a Trieste comunque fortunatamente è buona, sia di quella leggerissima, delle fontane che si possono trovare in montagna, direttamente collegate ai ghiacciai.

Comunque oggi non ho fatto un cavolo (in realtà, più che cavoli ho cucinato zucchine ma eccezionalmente e solo grazie alla seppur breve parentesi di calo termico. Per quanto mi riguarda, fino alla prossima tempesta estiva mi sbizzarrisco solo nel preparare insalate FREDDE) e anche con i pensieri ci sono andata leggera.
“Cos’è il tempo?”, “Quante dimensioni esistono?”, “La singolarità dei sogni?” e pensieri così che rilasciano onde cerebrali ma senza traccia di stress. In questo modo l’umore resta buono e l’animo sereno. Il carattere pessimo invece è endemico e così com’è funziona bene e mi piace.
Invece i pensieri più antipatici e pesanti come “Quanti soldi devo ancora dare per pagare la serratura nuova?”, “Che bollette mi arriveranno il prossimo mese?”, “Cosa potrebbe dirmi il medico al controllo?” li lascio per i giorni feriali. Anche perché un po’ di stress ci vuole, attiva la voglia di reagire, combattere e trovare la giusta soluzione.
Paracelso diceva “Nulla è di per sé veleno, tutto è di per sé veleno, è la dose che fa il veleno” e questo vale anche per lo stress.
Paracelso l’alchimista ma mi pare un nome carino anche per il proprio animale domestico.

Non avrebbero fatto una distinzione fra giorni feriali e festivi se non fosse chiaro che un tot di riposo è necessario per non ammalarsi e non sto parlando solo di quello fisico, ma anche psichico, mentale e spirituale; il pacchetto completo insomma. Perché i sistemi biologici, quelli psichici e tutti gli altri sono interconnessi (siamo un network) e si condizionano reciprocamente.
Troppo stress sopprime il sistema immunitario e poi magari ci si ammala di cose che saremmo riusciti ad evitare o che avremmo preso in forma più leggera se solo fossimo riusciti ogni tanto a fare un vero break.
Così questo mio è stato un fresco weekend Hakuna Matata, sin preocupaciones.

Perché è la coscienza (a posto) e la dimensione psichica senza tempeste in corso (emozioni e sentimenti) che cambia il cervello e ti permette di rilassarti.

La foto l’ho scattata dalla mia finestra (non sono brava ma devo pur iniziare) e l’audio spero si riesca ad ascoltare perché ho dovuto cambiarlo di formato che WP non accettava.
È il buongiorno che sento alla mattina sempre sempre dalla finestra, a volte sono i gabbiani, altre i corvi, più spesso si alternano.

Da far morire d’invidia Hitchcock.

Buona settimana blogger, grazie per essere passati.
Bloody Ivy