La Sindrome dell’Odio

La sindrome dell’Odio è un post dove riporto soltanto i miei pensieri di queste ultime ore e, da misantropo convinto, non sono positivi, insomma faccio fatica ad avere fiducia nell’umanità per come è messa ora… 


La sindrome è un concorso di sintomi che derivano da diverse malattie e ne dimostrano l’esistenza nello stesso individuo, un complesso di mali che, nella fattispecie, sindrome dell’odio, diventano un unico male che infetta ed avvelena tutto ciò che l’individuo pensa, si propone di fare o fa.

Uno dei principali sintomi di questa sindrome è la credenza irrazionale alle bufale, fake news che “prese per buone” rafforzano i luoghi comuni che modellano i nostri giudizi che a loro volta modellano le nostre azioni.

Siamo nell’era “Post–Truth”, post-verità che indica la supremazia dell’emotività sui fatti, la facilità (anzi il desiderio) ad accettare come giusta la bufala che rinvigorisce la propria credenza pregiudiziale (l’effetto Forer), il proprio egoismo, il proprio tornaconto, le proprie convinzioni, spesso fesserie perché senza un minimo di costrutto logico; dico giusta (giustizia pelosa) e non vera perché della verità non gliene frega niente più a nessuno.

E se l’odio fosse un male? Un male ideologico e patologico che non trasforma ignari innocenti bensì fa scegliere ad ognuno e a cui si accondiscende poco a poco, fino ad accettare una giustificazione per pensieri (di odio) capaci di trasformarsi in credenze ossessive e conseguentemente in atti efferati, violenze ripetute e compulsive?

Se ci fosse una parte di male potenziale dentro di noi pronta ad innescarsi al contatto con altri individui, ideologicamente infetti, appena ci lasciamo persuadere?

La fake news specie se ideologica, attira individui che hanno già quelle convinzioni, e così si rinsalda fra di loro la coesione, fa fare comunella ad un gruppo di persone (non molto perspicaci perché disinteressate nel verificare la notizia, e di per sé l’attività speculativa ha per oggetto il vero, sennò sono favole), disegnandone un’identità.

Così ci sentiamo meno empatici verso le persone al di fuori del nostro gruppo (che è quello dei buoni, dei virtuosi) e pronte a disumanizzarle (quelle bestie, quegli infedeli, lo meritano).

Tendiamo ad adottare le credenze e i valori del gruppo con cui ci identifichiamo, e ovviamente il nostro gruppo influenza anche il modo con cui poi ci comportiamo verso gli estranei.

Cerchiamo il capro espiatorio, il nemico perché comprendere davvero (fenomeni sociali, culture, ideologie, singole persone) implica sacrificio di coscienza, pensiero estremamente onesto, mentre lo sfogo violento dà un’immediata soddisfazione.

La potenza della sindrome dell’odio è di natura psicologica, è un male che produce una frattura cognitiva fra il pensiero razionale e decisionale e ci fa prendere le decisioni sbagliate.
In un simile ambiente di menti deboli, la manipolazione della realtà è persino un’ovvietà.
C’è un addomesticamento ideologico.

Le convinzioni di ognuno, avvalorate da quanto sentito nel gruppo e non con una comprensione razionale, diventano normative, legiferano.

I luoghi comuni (spesso pregiudizi) sono omologanti e si crede, visto che “così la pensano in tanti”, che siano basati sul buon senso. Perché sottoporre un pensiero ad esame critico se così la pensano in tanti? Lo avrà già fatto qualcun altro, probabilmente. Ma questa presunta vox populi offre sicurezze molto ambigue e manipolabili.

Il senso comune per essere comune deve semplificare e per semplificare deve mostrare le cose esclusivamente da un lato, il suo; cioè mostrare qualcosa ma occultarne qualche altra.
E questo è da manipolatori!

Bisognerebbe essere più responsabili dei propri pensieri, soprattutto quelli che portano all’odio indiscriminato. Che capacità di libero arbitrio e libertà di coscienza puoi avere se, non impari almeno a fare attenzione cercando di non farti manipolare?

Ma proporre responsabilità a persone refrattarie ad ogni tipo di complicazione, che sui social condividono convinte solo dopo aver letto il titolo dell’articolo perché a loro basta quello, come si fa?
Siamo fritti!?

٩(͡๏̯͡๏)۶

grazie della lettura Bloody Ivy