La Mora – Prologo (2 parte)

la prima parte di La Mora –  Prologo qui

seconda parte LA MORA (prologo):

Il vero viaggio non è cercare terre nuove ma avere occhi nuovi.”

Marcel Proust
Sopraggiunta l’alba, da sveglia, la vittima della Mora, stanca sia fisicamente che mentalmente per l’angoscia  notturna sperimentata, non riesce a distaccarsi dalla sensazione che ci sia ancora qualcosa di oscuro in circolazione, nell’aria, invisibile, e pronto a manifestarsi in altri orrendi modi.
E in una simile confusione mentale può scorgere il demone ovunque: negli sguardi dei passanti dai volti troppo irrigiditi, nelle figure che si formano sui vetri appannati delle vetrine, negli intrecci di stoffa delle poltroncine del bar, nel gioco di luci e ombre che compare sull’asfalto del marciapiede; i contorni del notturno trasudano dalle pareti del sottopassaggio in forma di macchie d’umidità, anche gli edifici antichi di secoli, fissano perfidi da entrambi i lati della strada, come fossero vivi e tramassero, e il mugghiare del mare è pieno di odio mentre il lacerante grido di un gabbiano risuona raccapricciante.
Tutti quegli sbalzi di corrente, quei black out che seguono ovunque si vada, erano già così frequenti prima?
Paolo Carbonaio foto
Trieste – Casa Valdoni – via Commerciale, 25

E’ pareidolia, comune in simili stati di suggestione.

Ma che siano fenomeni naturali conosciuti piuttosto che diabolici, il risultato resta amaro: le illusioni ipnagogiche notturne diventano ossessioni diurne, e le pericolose conseguenze per la psiche sono incalcolabili.
La vittima, come in stato di trance, è incapace di distinguere la irrealtà dalla realtà, dubita di essere sotto un’influenza ipnotica, suppone sia tutto frutto della propria immaginazione morbosa, teme di perdere irrimediabilmente la sua lucidità.
Non si arrischia a confidarsi con nessuno, non saprebbe da dove iniziare, le sue idee sono confuse da troppa, importuna fantasia: “dormivo ma contemporaneamente ero nel dormiveglia e vedevo la Mora, che ora però riesce a tormentarmi anche di giorno!“. Chi non assocerebbe la presenza di allucinazioni e idee deliranti a malattie mentali?

Così, il soggetto preso di mira dalla Mora, cerca di capire da solo, razionalmente, ciò che teme essere demoniaco, e indaga con spiegazioni meno inverosimili per stornare il rischio di credere nell’incredibile; tiene così occupato il cervello con rimuginazioni continue e angosciose, giorno e notte senza riuscire a riposare né a dormire.

Vive oppresso, in un tunnel di confusione e disperazione, in un sovvertimento totale della realtà dove ogni giorno è un assurdo carnevale nel quale ogni cosa, valore, giudizio, prende il posto del suo contrario, in un mondo dove sogno e realtà sono alla rovescia.
Paolo Carbonaio Photo
Trieste – Molo Audace

E’ malattia? E’ infestazione demoniaca? E’ qualcosa di certo o resta opinabile?

Una spiegazione che non offenda la ragione potrebbe essere sbagliata?
Probabilmente non c’è una netta separazione tra psiche e spirito, e il giudizio e la convinzione di una cosa che non ha riscontri chiari né un univoco punto di riferimento esterno e super partes, resta incerto.
Sono fenomeni aberranti in grado di frantumare la psiche di una persona fino al deperimento intellettivo.
Si vive in trance, come ipnotizzati ma svegli, tormentati giorno e notte, esasperati, mentre le proprie sicurezze sul reale vacillano.
I più preparati fronteggiano con sicurezza questi tetri demoni o disturbi psichici che siano, senza visite da psicologi o esorcisti. Per loro, la situazione di forte stress emotivo, il senso dell’impotenza e i pensieri ossessivi si devono superare e basta; il male, che venga da persone umane o di razza infernale o da patologie mediche, fa parte della vita, hanno sempre fatto così, bisogna cercare di superarlo, e se ne liberano.
I più deboli crollano, oppressi da una strangolante disperazione, a volte tentano il suicidio per porre fine a tutte le angherie e sofferenze causate dalla presenza maligna o forse dalla loro stessa pazzia, perché pensano, non ci sia altra soluzione.
I più preparati hanno imparato gradualmente a governare le loro paure, diventando volitivi, affrontando con coraggio i tanti eventi distruttivi che la vita mette di fronte: la terra trema e fa crollare l’intero paese, il licenziamento, studi e carriera interrotti, il tumore ricomparso quando si sperava di aver raggiunto la completa guarigione, un divorzio dopo 25 anni di (ci si illudeva, leale) vita insieme, figli incappati nella droga o in altre dipendenze o con malattie importanti, inganni e truffe da cui legalmente non ci si può difendere, genitori con Alzheimer da gestire, disabilità proprie o dei propri cari, convivenza con uomini violenti e pericolosi, disastri economici… e tutta una serie di fatti spaventosi che hanno provato ma anche formato quella persona.
Paolo Carbonaio Photo
Trieste – Tempio Serbo ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione

Un demone malvagio ai piedi del letto, lascia sbalordita ma non atterrisce la vecchietta di 90 anni che da diavoli, anche se di razza umana nella vita ne ha provate di tutti i colori. Per lei: diverso il contesto uguale la sostanza.

Ma i deboli sono incredibilmente più numerosi. Non che sia colpa loro, se negli anni Novanta non si trovavano in Bosnia Erzegovina ad assistere ai massacri come invece la vecchietta novantenne era, solo per fare un esempio.

Fortunatamente sono vissuti tranquilli, sicuri e spavaldi e ora sono vivi; però poi basta il terrore paralizzante della Mora notturna a farli sprofondare nell’abisso del non significato della propria esistenza.
grazie della lettura Bloody Ivy