Intervista per Liebster Award

liebster-award2Fra i blog i Liebster Award fioccano.
Essere nominati ha le sue convenienze. Intanto fa bene all’amor proprio (“Siamo in tantissimi e invece hanno pensato proprio a me!“) e poi, quando dovresti preparare il nuovo post ma sei troppo stanca e svampita e con la fantasia sotto i tacchi (tacco 12 e pure a stiletto che… punge meglio), con un Liebster Award che attende, ti ritrovi con la falsa riga per un nuovo post già realizzata; sì perché una cosa è rispondere a delle domande pensate e preparate da qualcun altro e altro inventartene uno di sana pianta.
Grazie Bianca di mi ascolto… perché ti ascolto !!! Stavolta (finalmente) rispondo al tuo Award.

Le regole sono: ringraziare chi ti ha nominato, rispondere alle 11 domande che ti ha preparato, creare nuove 11 domande, nominare 11 blogger.

Ecco le domande di Bianca:

  1. Cosa leggevi maggiormente da adolescente?
    Nel periodo teen?

    Estate - dei fratelli Alexey e Sergey Tkachev - olio su tela 1992
    Estate – dei fratelli Alexey e Sergey Tkachev – olio su tela 1992

    Nietzsche. Era il filosofo più letto al liceo. Almeno Così parlò Zarathustra  dovevi conoscerlo ed apprezzarlo, dovevi!
    “Un libro per tutti e per nessuno” diceva il sottotitolo e nessuno voleva essere come tutti però ognuno si sentiva un po’ il singolo eletto. No, io non lo trovavo così eccezionale, ma lo leggevo, per cercare di comprendere cosa passasse per la testa dei miei compagni così entusiasti piuttosto che per Nietzsche.
    Libri e articoli sull’Africa. Dal National Geographic fino alle guide per turisti con le lezioni base per imparare lo swahili. Mi sarebbe piaciuto partire per quelle zone, non in vacanza ma per restarci qualche mese, magari un anno e avevo già i miei contatti con delle missioni. Non tanto per scopi filantropici quanto proprio come fuga. Non mi piaceva la società, troppo vuota, troppo egoista, troppo ipocrita. Pensavo che peggio di così non sarebbe potuta diventare. Oh, quanta ingenuità!
    I grandi classici. Sceglierli come letture era uno stratagemma per andare sul sicuro. Non si chiamano così a caso ma sono davvero bellissimi romanzi . 

  2. Hai mai riletto un libro che Amavi e l’hai trovato insulso, rimanendo con il dubbio: ma cosa ci avevo visto di così straordinario?
    No, fortunatamente no. Persino i libretti di Geronimo Stilton continuano a piacermi perché ci trovo sempre qualcosina che mi era sfuggito.
    Dirò di più, di alcuni libri riletti, mi piace che ora non mi piacciano perché, ricordando in cosa e perché li apprezzavo riesco a capire come e quanto sono cambiata (forse maturata, o forse svampita).
  3. Leggendo nel parco - Vladimir Volegov - 1957
    Leggendo nel parco – Vladimir Volegov – 1957

    Sarebbe meglio imparare ad “usare” la TV o i giornali d’informazione?
    A me la TV non piace e per i film uso altro;  punta solo all’ Infotainment cioè a far spettacolo mentre informa, ma approsimativamente, semplificando per lo spettatore e quasi mai in modo imparziale.
    Preferisco controllare la rassegna stampa, spesso con i dispacci di agenzia e le prime pagine dei quotidiani on line che leggo per farmi un’idea delle news, assicurarmi che non sia scoppiata la guerra o tremato di nuovo la terra e poi, perché il tempo è davvero poco, scegliermi una o due al massimo da approfondire, e quelle anche sui giornali stranieri e quelli specializzati.
    Perché, diciamolo, il tempo a disposizione è limitato e l’approfondimento merita per davvero poche cose. Inoltre,  se vuoi conoscere bene qualcosa devi lasciare da parte altro. Meglio sapere di non sapere piuttosto che non sapere di non sapere, tipico del tuttologo acculturato da social network.

  4. La posizione più comoda in assoluto per leggere
    Seduta; sulla sedia, sul sedile del treno, sprofondata nella poltrona, per terra con le gambre incrociate come gli indiani, sul letto, sul balcone… Ma tranquilla e in silenzio.
  5. Se trovi ricette nei libri che leggi provi a riprodurle? (passa qualche ricetta che ti è piaciuta eventualmente😉 )
    Quindi qui posso anche consigliare un libro? Beh questo è uno numerosi saggi di Ariel Toaff, figlio del rabbino capo di Roma Elio Toaff (1915-2015), professore emerito di Storia del Medioevo e  del Rinascimento presso l’Università Bar-Ilan di Ramat Gan (Tel Aviv).
    Da Ariel Toaff – Mangiare alla giudia. Cucine ebraiche dal Rinascimento all’età moderna – Il Mulino, Biblioteca storica, 2011
    Scodelline (escudellitas)
    Zona e periodo della ricetta: Portogallo, Lisbona XVI sec, Livorno XVI – XIX secc.
    Ingredienti: 10 tuorli d’uovo — 300 g di zucchero — 200 g di mandorle dolci pelate e tritate — 2 cucchiai di acqua di fior d’arancio — un cucchiaio di cannella in polvere
    Sciogli lo zucchero in mezzo bicchiere d’acqua fino a quando non comincia a cambiare colore, evitando che si attacchi. Getta nello zucchero fuso i tuorli d’uovo sbattuti e mescola sempre per impedire che il liquido si prapprenda. Successivamente unisci a popo a poco le mandorle pelate e tritate e due cucchiai d’acqua di fior d’arancio. Cuoci a fuoco lento per qualche minuto, poi togli le scodelline dal fuoco continuando a rimescolare per evitare che si rapprendano. Aspetta che si raffreddino e mettile in tazzine, spolverando di cannella.
  6. Sei mai andat* in biblioteca? Com’è stata la tua esperienza?
    seduti
    Certo! Nel periodo Paleozoico, quando dovevi connettevi con i fracassa timpani modem da 56k e aspettare minuti che le pagine più pesanti si caricassero, gli homo sapiens per le loro ricerche e per studiare si recavano ancora nelle biblioteche.
    Bei ricordi, belle esperienze. Unica accortezza: portare sempre con me un paccetto di craeckers, sennò all’ora di pranzo, dopo una mattina di digiuno lo stomaco cominciava a borbottare, più boati come durante i temporali che borbottii a dir la verità e, in biblioteca non si può mica disturbare gli altri con suoni simili.
  7. Credi sia più importante seguire le proprie inclinazioni nella scelta del percorso di studi da seguire o la richiesta del mercato del lavoro?
    Mah… Questa sembra una richiesta di un suggerimento per il corso di studi. 😉
    Se uno indugia in questo dilemma ovviamente sceglierà pensando al mercato del lavoro.
    Sennò non hai dubbi. Si asseconda la propria indole per cercare di realizzare sempre di più se stessi, perché altrimenti si starebbe proprio male. Non importa se nel frattempo si finisce a fare la segretaria, il cameriere, la commessa, il venditore ambulante di rose, la cassiera, perché sembra un giusto prezzo da pagare anzi, irrilevante.
    Non si finisce mai di studiare, ci sarà sempre qualcosa da approfondire, nuovi argomenti, nuove specializzazioni ma solo se piace il cammino che si è intrapreso agli inizi degli studi, sennò saranno aggiornamenti obbligatori che si devono seguire ma sbuffando.
    Nessuno conosce il futuro che è incerto e pieno di imprevisti, sia belli che brutti. Però di certo si è più felici assecondando ciò per cui ci si sente portati che il mercato del lavoro.
  8. 40° all’ombra in costume da bagno alle Maldive, oppure -10° fuori e tu dentro casa sotto una copertona, infinita fornitura di tè e biscotti e una libreria piena di libri che non hai mai letto provenienti dalla tua wish list?
    Per andare alle Maldive devo rinunciare al regalo che ho chiesto a San Nicolò e cioè i libri della mia wish list? No, no… se non si possono avere ambedue due le cose scelgo i libri della mia lista dei desideri.
  9. Mangiare per vivere o vivere per mangiare?
    libriiii
    Beh ma in mezzo ci sono almeno 50 sfumature di gusto.
    Possiamo restare moderati (avevo anche scritto un post sul regime alimentare dei filosofi nell’antichità) ma apprezzare ed affinare l’uso dei sensi come gusto e olfatto. Alla fin fine sono i primi sensi a formarsi nell’embrione umano secondo un ordine di comparsa analogo a tutti i mammiferi. Il feto comincia a deglutire il liquido amniotico alla 12° settimana e le ecografie mostrano i bambini che si succhiano le dita delle mani e dei piedini. Il regime alimentare della madre condiziona anche gli odori che circolano nel liquido amniotico che, non essendo metabolizzati, conservano le loro caratteristiche originarie.
    Gli esperimenti sui ratti (siam più simili come reazioni di quanto immaginiamo) e i dati presi sui bambini dimostrano che i sapori dei cibi mangiati in gravidanza saranno quelli più apprezzati durante lo svezzamento. Per esempio, i feti umani le cui madri hanno consumato anice (una sostanza che dà alla liquirizia il suo sapore) mostrano una preferenza per questo odore e sapore dopo la nascita ma ci sono studi su varie spezie e aromi al riguardo.
    Insomma, se ancora prima di nascere, immersi nel liquido amniotico, siamo in grado di discriminare fra odori e sapori, vuol dire che ci siamo proprio portati. Quindi perché da adulti non sceglierci da mangiare e da bere in base a questi due sensi? Non sarebbe né mangiare per vivere né vivere per mangiare ma una sfumatura nel mezzo. 🙂
  10. Se potessi partire ora per una qualunque meta, fantastica o reale che sia, dove andresti e perché?
    nicola
    Ovunque voglia ma potendo comunque far ritorno? Ok, adesso la dico grossa: nell’oltretomba. Sono dannatamente curiosa e un pochino macabra. 😉
  11. Cosa chiedi a Babbo Natale quest’anno?
    A Babbo Natale preferisco San Nicolò, che poi è quello a cui, in aggiunta chiederei anche di portarmi i libri della mia wish list.
    Chiederei meno razzismo, egoismo, rabbia, menzogna, cattiveria, imbecillità nelle persone (me compresa). Comprendo però che non si possa far cambiare chi non lo vuole quindi… mi accontento che il Krampus se li prenda e se li porti via. Perché sennò il buon vecchio caro San Nicolò se lo porterebbe appresso ogni 6 dicembre, quando arriva?

 

krampusNon propongo altre domande. Però per restare nello spirito del gioco suggerisco altri blog. Dategli un’occhiata se non li conoscete.

Low budget nightmares

il viaggio di Mortina

alessandra scifoni

L’irriverente

Topolod3exter

solo per amore

visioni dal basso

il perdi libri

cinepostando

poesie e altro

fotogrammi e pentagrammi

 

 

Grazie per la lettura, Bloody Ivy

15 Commenti

  1. Grazie della nomina. Va bene che hai disattivato il copia e incolla, ma una come fa a recuperare il logo del premio?

    (Io sono andata sul post della bloggeressa che ti ha nominata, però 😉 )

  2. sei stata gentile a nominare il mio blog nell’elenco finale! lo apprezzo molto e ti ringrazio…
    leggerti è sempre interessante, si scoprono punti di vista alternativi e non convenzionali, ma nel senso autentico del termine! vedi la proposta di un viaggio molto particolare – potendo tornare, però:-)
    sui grandi classici sono d’accordo, ne ho letti a profusione nell’adolescenza, romanzi in particolare, e ancora adesso resto spesso delusa da letture che non sono all’altezza essendomi così “viziata”
    utili anche le nomine finali per scoprire blog nuovi e interessanti, li sto esplorando …
    comunque la mia pigrizia nello scrivere ultimamente è divenuta tale che ti confesso una cosa: alcune tra le mie ultime poesie non sono proprio originali, copio miei vecchi testi e riscrivo i versi che non mi piacciono più!
    buona settimana:-)

    • 🙂 sì, in fondo è capitato anche a Dante..
      sui classici, lo stesso vale per me. E’ come aver assaggiato, assaporato, imparato a conoscere i migliori vini delle fattorie… beh poi quelli nel cartone li compri ma, per bagnare il soffritto 😉
      nel blog non c’è niente di male nel riproporre vecchi articoli, poesie o ricette… proprio per un ragionamento da marketing. I motori di ricerca considerano molto di più i blog più che attivi, e chi ha intrapreso la carriera da blogger prepara un post al giorno, piuttosto che quelli con post nuovi una volta ogni 3, 4 mesi. (io finora riesco una volta alla settimana e mi pare già un successo). Per cui va benissimo, sia per il tuo blog, sia per chi può leggere ciò che si era perso o la nuova versione del verso 🙂

      • beh, sai, io sono molto più istintiva per quanto riguarda i post, non lo prendo come un compito, quello di cadenzarli con una determinata frequenza, è solo che , di tanto in tanto, avverto quella stupida esigenza di andare a caccia di like – quasi fossero una prova della mia effettiva esistenza! poi, però, revisionando i miei testi, mi diverto a riplasmarli, a giocare con il linguaggio riscoprendo che, a nuove parole, corrispondono nuovi significati…talvolta mi sembra perfino di migliorare!
        un caro saluto al tuo S.Nicolo’ e al Krampus:-) nel mio albero di Natale da bambina e poi sempre quando l’ho fatto c’era nascosto dietro un diavoletto con la coda lunga: era l’aiutante di S.Nicolo’ o babbo natale!

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