Indice Storia Horror (ancora Senza Titolo)

©Abigail Larson.
©Abigail Larson.

Ecco un riassunto di quanto scritto finora:

Quattro amiche.

Zdenka. Grinta e passione, grande fumatrice e divoratrice ossessiva compulsiva di dolci quindi costantemente in sovrappeso, ma un bel sovrappeso, un sovrappeso curvy e senza fiato dopo due passi, soprattutto amica leale. Dopo un letale attacco cardiaco resta viva, o almeno lei continua a sentirsi tale. Lasciandosi indietro i regni della materia, trascendendo tempo e spazio si ritrova in una dimensione dove è senza alcun dubbio lei, con il suo intelletto, la memoria e la coscienza, mentre nell’altra, in quella di prima, si sta celebrando il suo funerale.
Ora può capire, imparare, rimediare, aiutare e persino a volte entrare nei sogni, quelli chiamati sogni lucidi, delle amiche.

Celestina. Forma mentis da penalista, dove ogni parola ha il suo significato, ma piena di dubbi di fede, fede nella Giustizia, perché senza giustizia ai corrotti tutto è permesso. Per questo insiste a difendere chi ha bisogno del suo aiuto, spesso i tipici soggetti deboli che altri, senza farsi troppi scrupoli, lascerebbero far diventare capri espiatori. E’ un mondo indifferente, spietato, nel quale lei, pratica, strategica, severa e come richiede la professione un poco stronza, cerca di rimediare. Inquieta, debole ma non lo dà a vedere. Da piccola combatteva contro la strega delle paralisi ipnagogiche, pensava di essersene liberata del tutto crescendo ma quelle incomprensibili sensazioni da incubo anche da sveglia le stanno tornando.

Nor, Anna Nora ma preferisce Nor perché è la traduzione di neppure, nemmeno, neanche, né e lo trova più appropriato. Ha sempre avuto sogni lucidi, senza paralisi notturne o allucinazioni ipnagogiche, ma posti nei quali si ritrova pienamente cosciente della loro natura onirica, e a volte sono sogni simbolici, altri premonitori, più spesso sono lunghi soggiorni che sembrano durare settimane, mesi, anni, anche se al risveglio sono trascorse un paio d’ore al massimo. La sua stravaganza è data dal fatto che, ad ogni risveglio si sente come appena tornata da un lungo viaggio.
Non sono sogni sereni ma nemmeno incubi, è piuttosto un’altra esistenza. Ci sono i disincarnati, persone fatte di pensiero, chi buono chi malvagio come ovunque, e per mostrarsi possono assumere un apparenza e manipolare le menti.

Jolanda, per tutti Jole. Punta tutto sull’aspetto fisico sicura che il mondo giudichi solo da quello, o almeno che così giudichino così lei, convinta di non avere altre qualità per poter essere apprezzata. Frustrata, triste anzi disperata, per emergere in qualche modo si sta affidando alle risposte che le dà il pendolino. E’ disposta a provare di tutto pur di avere di più nella vita. Del pendolino ne sente l’energia di un potere invisibile che entra nel braccio, nella mano e i polpastrelli che iniziano a pulsare, violentemente, dolorosamente, come posseduti da una forza oscura e non più solo suoi; poi il pendolino oscilla e risponde.

© Alfidea Zitafi A.Z.

Il panorama è quello di Trieste, città di mare e bora.
E’ da dopo il passaggio di una strana meteora verde assenzio, dalla coda come quella delle stelle comete che a molti aumentano i sogni lucidi, quelli con le paralisi e le illusioni ipnagogiche e, non solo nottetempo. Immagini della mente che, come quelle della realtà aumentata, è difficile distinguere dalle reali e sembra non ci sia più ragione per ritenere le une più vere delle altre.
È come se una realtà sempre esistita ma finora nascosta iniziasse svelarsi.

Nor intravede in più occasioni, una persona dalle vesti blu. L’ultima volta seduta su una scalinata, pronta a scattare. Per la sua particolarità è scambiato per uno straccione, un immigrato, uno straniero indesiderato e viene riempito di offese dagli astanti xenofobi e alterati dall’alcol.

Sono visioni o allucinazioni intense e sintoniche e non tutti riescono a vederlo nella stessa maniera, perché si adattano alla componente emozionale, all’animo e ai pregiudizi di chi le vede.
Chi si metterebbe ad umiliare un regale straniero avvolto da stoffe di un blu intenso ricamate con vibranti universi, galassie di stelle danzanti vorticose, vibranti?

Anche da Zdenka nel suo nuovo stato, questo individuo si fa conoscere, raccontandole chi è e come si chiama e il perché del nome: Socio Blu. E Zdenka ride.

Nelle persone appaiono quadri morbosi, disturbi mentali come se le allucinazioni ipnagogiche dei sogni lucidi non fossero solo visive, uditive, tattili ma anche mentali con idee e ragionamenti.

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Non so ancora dare nome alla storia horror nella quale mi sto imbarcando perché non so che piega prenderà, è una sorta di esperimento da Blog.

Non so come intitolare i capitoli, e i nomi sono provvisori,  

Non so neanche se riuscirò a spaventare qualcuno, perché una storia horror che non spaventa è qualcosa di insipido e andrebbe evitata.

Non avendo ben chiare un sacco di cose ogni suggerimento è ben accolto.

Thanks,

Bloody Ivy

PROLOGO e NOTE sulla storia

La mora – prima parte
Le consuetudini gli avevano riempito la testa di una deferenza superstiziosa per tutto ciò che esiste tangibilmente e fisicamente e lo avevano reso segretamente vergognoso di avere delle visioni.  (La chiave d’argento – Lovecraft)

La mora – seconda parte
Il vero viaggio non è cercare terre nuove ma avere occhi nuovi. (Marcel Proust)

Il misterioso blu tekhelet
Ogni scrittore nella sua creazione dovrebbe essere come Dio nell’universo: onnipresente ma invisibile.
(Gustave Flaubert)

CAPITOLO PRIMO

1.1  Sogni
I sogni non vogliono farvi dormire, vogliono svegliarvi. (René Magritte)

1.2 Stalker
Dietro la tua immagine, sotto le tue parole, sopra i tuoi pensieri, il silenzio di un altro mondo aspetta. (John O’Donohue

CAPITOLO SECONDO

2.1 Iolanda, tristissima Jole
Tutto ciò che vi è di terribile e di pauroso in quello che dici ha origine nel tuo intimo: il mondo esterno vi ha ben poca parte. (E.T.A. HoffmannL’uomo della sabbia e altri racconti)

2.2 Una maledizione, forse…
Le credenze degli uomini risultano spesso indeterminate come quelle dei gatti. (Alasdair Macintyre)

CAPITOLO TERZO

3.1 Color Verde Cadavere
The two most important days in your life are the day you were born and the day you find out why. (Mark Twain)

CAPITOLO QUARTO

4.1 Sdenka e i sogni lucidi
One, Two: Freddy’s coming for you;
Three, Four: Better lock your door;
Five, Six: Grab your crucifix;
Seven, Eight: Gonna stay up late;
Nine, Ten: Never sleep again! (La filastrocca in Nightmare)

4.2 Celestina e la battaglia mentale con la Mora
« Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani ».
Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”.

4.3 Sogni Lucidi in Altre dimensioni

« Lo spirito dell’uomo è troppo grande perché lo si possa confinare in uno spazio ed in un tempo così ristretto come quello che un corpo fisico vive tra la nascita e la morte » (Gustavo Rol)

CAPITOLO QUINTO

5.1 Assenzio, il pericolo verde
“Tell me last thing”, said Harry. “Is this real? Or has this been happening inside my head?”.
“Of course it is happening inside your head, Harry, but why on earth should that mean that it is not real?”
(J.K. Rowling – Harry Potter and the Deatly Hallows)

5.2 Il Sussuratore

Lasciamo pure che la Verità e la Falsità lottino corpo a corpo!
Quando mai s’è sentito che la Verità abbia avuto la peggio in una aperta e libera tenzone? (John Milton)

5.3 Il Funerale 
Forse tu non pensavi ch’io löico fossi! (Dante Alighieri – Divina Commedia – Canto XXVII)

CAPITOLO SESTO

6.1 Menti Obnubilate
Mettersi dalla parte del carnefice rappresenta una grande tentazione. Tutto quello che il carnefice chiede è che il testimone non faccia niente. Fa così appello al desiderio universale di non vedere il male, di non sentirne parlare, di non parlarne. La vittima (invece) chiede al testimone di condividere il peso della sua sofferenza; domanda azione, impegno, ricordo. Per sfuggire alla responsabilità dei suoi delitti, il carnefice fa qualsiasi cosa sia in suo potere per promuovere l’oblio.
Il segreto e il silenzio rappresentano la sua prima linea di difesa. Se questa fallisce, il carnefice attacca la credibilità della vittima. Se non può farla tacere del tutto, cercherà di fare in modo che nessuno ascolti. A questo scopo, mette in campo una schiera impressionante di argomenti, dalla negazione più spudorata alla più sofisticata ed elegante razionalizzazione.
Dopo ogni atrocità, possiamo aspettarci di udire le stesse scuse prevedibili: non è mai successo; la vittima mente; la vittima esagera; è colpa della vittima.
Se il testimone è isolato, gli argomenti del carnefice sono irresistibili; senza un contesto sociale che sostenga le vittime, il testimone finisce per soccombere alla tentazione di guardare da un’altra parte.”
(Patrizia Romito – Un Silenzio Assordante)

6.2 – E dove siamo, veramente noi, di qua o di là?  
“Ecco… c’è un altro posto… c’è un altro paese… dove andiamo quando dormiamo… e altre volte ancora… e poi quando moriamo. El-ahrairà viene e va dall’uno all’altro di questi due luoghi, come gli pare e piace. Ma non ho mai capito bene come faccia. Certi conigli dicono che, là, tutto è più facile, in confronto coi rischi e pericoli di qua, a essi noti. Tuttavia, secondo me, ciò dimostra soltanto che non ne sanno molto. Anche il luogo di là è molto insicuro, e selvaggio. E dove siamo, veramente, noi… di qua? O di là?” Richard Adams – La collina dei conigli

6.3 Il pendolino di Jole 
La forza dell’eremita si misura non da quanto lontano è andato a stare, ma dalla poca distanza che gli basta per staccarsi dalla città, senza mai perderla di vista.” Italo Calvino Il castello dei destini incrociati

CAPITOLO SETTIMO

7.1 In un mondo che  
Non sento niente no, adesso niente no, nessun dolore – non c’è tensione, non c’è emozione, nessun dolore.Lucio Battisti, Nessun dolore

7.2 Epidemia di sangue 
Il suicidio è preparato nel silenzio del cuore, proprio come una grande opera d’arte.” Albert Camus

7.3 Tante di quelle cose strane – prima parte
Ultimamente erano successe tante di quelle cose che Alice aveva cominciato a credere che di impossibile non ci fosse quasi più nulla.” Lewis Carroll 

7.3 Tante di quelle cose strane – seconda parte
Il Controllo onnipotente consiste nell’idea di poter influenzare e controllare il mondo. Elementi di Psicologia Criminale a cura di Roberto Turrisi

7.4 Lo specchio e il pendolino
Perché ci lasciano crescere in un mondo insidiato da demoni senza illuminarci sugli occulti pericoli che ci circondano e su come difenderci? Egon von Petersdorff – Demonologia

CAPITOLO OTTAVO
8.1 Guardare nell’abisso
Und wenn du lange in einen Abgrund blickst, blickt del Abgrund auch in dich hinein. Friedrich Nietzsche
(E se guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti guarda dentro)

8,2 Polvere di Stelle
O, beware, my lord, of jealousy;
It is the green-ey’d monster, which doth mock
The meat it feeds on.
William Shakespeare, Othello

8.3 Sii Forte, Socio!
Quando l’uomo dorme, è scritto nello Zohar, la sua anima esce da lui, vola e sale in alto fino al luogo di cui è degna.
Ciò perché la notte, nel sonno, si libera dai vincoli materiali attivando le proprie potenzialità, che le consentono d’avvicinare mondi lontani. Zohar, il libro dello Splendore, kabbalah

 

 

 

3 Commenti

  1. A me piacciono i titoli fatti di una sola parola, si ricordano più facilmente. Una storia che faccia davvero paura, secondo me, deve essere possibile. Quando si chiude il libro si ha paura se ci si trova in situazioni simili a quelle descritte nell’horror.

    Quando ero un ragazzino adoravo l’horror… adesso faccio fatica a leggerli, li trovo un po’ tutti uguali ed abbastanza scontati. A me piacerebbe un horror che va a finire come non ti aspetti.

    Ciao, buon lavoro… e non smettere di scrivere!

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