Indice Storia Horror (ancora Senza Titolo)

©Abigail Larson.
©Abigail Larson.

Ecco un riassunto di quanto scritto finora:

Quattro amiche.
Zdenka, passionale e fin troppo grintosa, per restare tranquilla fuma una sigaretta dietro l’altra e, dove non è possibile, si butta sui dolci per l’effetto serotonina all’umore, però così è perennemente il sovrappeso e con il fiato corto. Leale.

Celestina, piena di dubbi di fede… nella Giustizia, perché se la Giustizia non esiste allora ai corrotti tutto è permesso. Continua a difendere gli innocenti pur sapendo che l’esito del processo spesso dipende dagli intoccabili ai quali non si può andare contro; continua a prendersi cura dei colpevoli che le chiedono aiuto, spesso poveri ed ignoranti, i tipici soggetti deboli che altri avvocati lascerebbero diventare capri espiatori. Pratica, strategica, e come richiede la professione, un poco stronza.

Anna Nora, battezzata con i nomi delle nonne per ricordarle chiamandola. Lei avrebbe preferito un nome tutto suo che facesse pensare solo a lei. Per questo si fa chiamare Nor, l’abbreviazione di Nora ma a lei piace per il significato inglese: neppure, nemmeno, neanche, né. Ed è più che mai appropriato perché rende l’idea di quanto sia complicato catalogarla come persona.

Jolanda, per tutti Jole. Presta troppa attenzione all’apparire e qualche chilo di troppo, qualche brufolo e le occhiaie più gonfie del solito sono capaci di rovinarle la settimana. È intelligente, e lo percepisce che i motivi del suo sentirsi così frustrata sono altri e ben più profondi ma lei non li vuole portare alla luce, non è ancora in grado di affrontarli. Nor quando le sta vicina riesce a sentire tutta la sua disperazione che è talmente forte ed imperiosa da irraggiare da lei come radiazioni.

Trieste. Città di mare e vento, incrocio di storie, culture, etnie e, dopo il passaggio di una strana meteora dalla coda verde come quella delle stelle comete, anche di altre dimensioni.
È come se una realtà sempre presente ma finora nascosta iniziasse a mostrarsi.  È  un po’ come vivere nella realtà aumentata, dove appaiono ologrammi che non possono essere reali, ma lo sembrano.
È come se le allucinazioni ipnagogiche dei sogni lucidi non cessassero del tutto da svegli ma proseguissero durante il giorno.

La paura della follia e della perdita della ragione comincia a diventare uno stato d’animo comune a molte persone.

Zdenka inizia ad avere allucinazioni spaventose durante il giorno e di notte sono anche peggiori.
Nor prova a raccontarle di come ci si muove nei sogni lucidi che lei ha sempre avuto, di questo si tratta e quanto crede di vedere non la deve spaventare. Poi però, quella stessa notte, dopo chissà quali orribili visioni, il cuore spaventato di Zdenka cede.

Nor è dalla nascita che vive esperienze particolari che a lei sembrano del tutto naturali, ma dal passaggio di quella scia verde è come se fosse rimasta avvelenata anche lei. Il tempo nei sogni lucidi scorre in modo diverso e, quelli che sembrano giorni al risveglio si scopre essere stati solo una decina di minuti, ma adesso nei sogni ci resta per degli anni, anche se al risveglio sono passate un paio d’ore al massimo.
Non sono bei sogni, neanche incubi, è piuttosto come se la stessero educando, addestrandola. E i disincarnati malvagi, persone fatte di pensiero e quindi in grado di mostrarsi tramite allucinazioni e di manipolare le menti, parlano  dei confini fra sogni lucidi e stato di veglia che non esistono più, facendoli apparire contemporaneamente come se le due dimensioni fossero collassate in una.
E gli uomini sono così stupidi e deboli che non resisteranno, pensano.

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Non so ancora dare nome alla storia horror nella quale mi sto imbarcando perché non so che piega prenderà, è una sorta di esperimento da Blog.

Non so come intitolare i capitoli, e i nomi sono provvisori,  

Non so neanche se riuscirò a spaventare qualcuno, perché una storia horror che non spaventa è qualcosa di insipido e andrebbe evitata.

Non avendo ben chiare un sacco di cose ogni suggerimento è ben accolto.

Thanks,

Bloody Ivy

PROLOGO e NOTE sulla storia

La mora – prima parte 

Le consuetudini gli avevano riempito la testa di una deferenza superstiziosa per tutto ciò che esiste tangibilmente e fisicamente e lo avevano reso segretamente vergognoso di avere delle visioni.  (La chiave d’argento – Lovecraft)

La mora – seconda parte

Il vero viaggio non è cercare terre nuove ma avere occhi nuovi. (Marcel Proust)

Il misterioso blu tekhelet

Ogni scrittore nella sua creazione dovrebbe essere come Dio nell’universo: onnipresente ma invisibile.
(Gustave Flaubert)

CAPITOLO PRIMO

1.1  Sogni

I sogni non vogliono farvi dormire, vogliono svegliarvi. (René Magritte)

1.2 Stalker

Dietro la tua immagine, sotto le tue parole, sopra i tuoi pensieri, il silenzio di un altro mondo aspetta. (John O’Donohue

CAPITOLO SECONDO

2.1 Iolanda, tristissima Jole

Tutto ciò che vi è di terribile e di pauroso in quello che dici ha origine nel tuo intimo: il mondo esterno vi ha ben poca parte. (E.T.A. HoffmannL’uomo della sabbia e altri racconti)

2.2 Una maledizione, forse…

Le credenze degli uomini risultano spesso indeterminate come quelle dei gatti.
(Alasdair Macintyre)

CAPITOLO TERZO

3.1 Color Verde Cadavere

The two most important days in your life are the day you were born and the day you find out why.
(Mark Twain)

CAPITOLO QUARTO

4.1 Sdenka e i sogni lucidi

One, Two: Freddy’s coming for you;
Three, Four: Better lock your door;
Five, Six: Grab your crucifix;
Seven, Eight: Gonna stay up late;
Nine, Ten: Never sleep again!

(La filastrocca in Nightmare)

4.2 Celestina e la battaglia mentale con la Mora

« Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani ».

Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”.

4.3 Sogni Lucidi in Altre dimensioni

« Lo spirito dell’uomo è troppo grande perché lo si possa confinare in uno spazio ed in un tempo così ristretto come quello che un corpo fisico vive tra la nascita e la morte »

(Gustavo Rol)

CAPITOLO QUINTO

5.1 Assenzio, il pericolo verde

“Tell me last thing”, said Harry. “Is this real? Or has this been happening inside my head?”.
“Of course it is happening inside your head, Harry, but why on earth should that mean that it is not real?” 

(J.K. Rowling – Harry Potter and the Deatly Hallows)

 

 

3 Commenti

  1. A me piacciono i titoli fatti di una sola parola, si ricordano più facilmente. Una storia che faccia davvero paura, secondo me, deve essere possibile. Quando si chiude il libro si ha paura se ci si trova in situazioni simili a quelle descritte nell’horror.

    Quando ero un ragazzino adoravo l’horror… adesso faccio fatica a leggerli, li trovo un po’ tutti uguali ed abbastanza scontati. A me piacerebbe un horror che va a finire come non ti aspetti.

    Ciao, buon lavoro… e non smettere di scrivere!

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Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)