Il Velo di Maya (Cap 9.1 Storia Fantasy Horror)

© Cartolina Kollman
© Paolo Carbonaio
Trieste

Prima di ricevere commenti fuori luogo, ricordo che questa è una puntata di una storia fantasy – horror. Mi auguro sembri verosimile per riuscire a coinvolgere di più, ma è totalmente inventata. 😉

I can calculate the motions of heavenly bodies, but not the madness of people.
Posso calcolare il moto dei corpi celesti ma non la follia della gente.
Isaac Newton

sinossi e puntate precedenti 

Negli anni della post verità ognuno può dire qualsiasi cosa, intelligente oppure idiota, perché si riescono a trovare prove, generalmente false, per ogni tesi.

Molti idolatrano i loro bislacchi pregiudizi e sono pronti a fare la guerra a chiunque tenti di riportare un po’ di ordine nelle loro idee; vogliono l’immediatezza, la verità del momento, quella del “qui ed ora” senza pensare troppo perché solo i ragionamenti semplici servono a qualcosa.

La ricerca della verità è troppo complicata, fa perdere tempo, ormai è diventata una questione di secondaria importanza, in ogni ambito: politica, salute, diritto, educazione.
L’importante è riuscire a vincere, cioè emergere sugli altri. Dicono “il fine giustifica i mezzi”. I mezzi se li possono permettere i più ricchi e potenti, quelli senza scrupoli, pronti a schiacciare i più deboli e usarli come mezzi; l’utilitarismo sfrenato dei furbi.

Negli anni della post verità la verità è un libro sigillato che nessuno è in grado di aprire; è sigillato perché si lascia leggere purché lo si voglia capire.

© Paolo Carbonaio
Trieste

I greci ritenevano che conoscere la verità fosse una qualità indispensabile per poter avere potere, soprattutto su se stessi. Il “conosci te stesso” scritto sul frontone del Tempio di Apollo era un’esortazione a conoscere ed accettare la propria storia, era il pharmacon necessario per fare chiarezza all’interno di se stessi, nella psiche di ognuno,  per prendere coscienza della propria identità, della propria dignità.

Rappresentava lo stato dell’essere svelato e non più nascosto; togliere il velo con sincera intenzione di vedere la realtà.
Nella vita, per i greci, si era indegni solo per non aver voluto vedere la verità.
La verità, affilata come una lama a doppio taglio che causa sofferenza; è un doloroso interrogatorio con noi stessi ma porta alla catarsi, alla guarigione.

Conosci te stesso e il mondo, un mondo del tutto “fuor di squadra” ma chi riesce ad intravederlo senza troppi veli può cercare di dare un ordine giusto alla sempre incombente ingiustizia.

Negli anni nella post verità, invece, non si sa bene dove si è diretti e si cammina un po’ a tentoni, provando e sperando nella “serendipità”.
“Non pensarci!” e la vita scorre più serena.

Quasi tutto stava andando bene nel mondo.
Ovviamente c’erano anche mostruose disuguaglianze sociali, di ricchezza e quindi di diritti.
I miliardari moltiplicavano le loro ricchezze utilizzando lavoratori sempre più poveri ed umiliati. Donne costrette in situazioni di vera schiavitù lavorativa vista la disparità tra donne e uomini nella retribuzione e nessuno che, in situazioni migliori, si lamentava delle ingiustizie verso chi stava peggio; anche perché non ci si poteva fare niente, e così si preferiva restare neutrali, di una neutralità spietata: mors tua vita mea.

Qua e là fiorivano guerre intelligenti, quelle nelle quali non si mandavano più a combattere esseri umani ma droni militari, macchine da guerra super corazzate, in grado di volare compatte come sciami di calabroni, saltare e scalare come possenti cavallette, avvelenare con gas nervini o sterminare con armi sempre comandate a distanza. Nello spazio, i satelliti spia controllavano per colpire in modo dettagliato. Guerre lampo che si risolvevano in alcuni mesi. Vinceva il più forte, cioè il più ricco con i suoi alleati, e in fondo le guerre erano sempre esistite.

Numerosi i recenti progressi nel mondo.
I vaccini contro i virus oncogeni erano un grande traguardo per l’umanità. Il loro costo restava elevato e non per tutte le tasche, ma in alternativa c’erano altre cure per i tumori come la tecnica dell’inibizione delle proteine e del metabolismo mitocondriale.

Molte terapie erano a bersaglio molecolare con farmaci in nano particelle in grado di regolare il rilascio in prossimità del bersaglio e nei tempi programmati. Per i retrovirus come l’hiv ormai bastava un richiamo da somministrare ogni 2 o 3 anni, e anche per gli individui non contagiati vi erano i richiami di prevenzione, una sorta di vaccini. Divertirsi facendo sesso con chiunque non era più rischioso.

Per tenere sotto controllo il diabete c’erano i super enzimi e la nuova terapia enzimatica.

Tanti risultati, innumerevoli successi. Non alla portata di tutti, per il momento

© Furio Zuliani
Trieste

Dal il passaggio di Assenzio, il bolide con la lunga scia verde come il liquore maledetto e lo sciame di meteoriti, erano passati almeno sei mesi. Aveva lasciato un altro lungo strascico, quello di una epidemia di disturbi psichici, emotivi, d’ansia, dalle allucinazioni ipnagogiche ai pensieri confusi, a volte ossessivi. 

Molti si erano impanicati per quel segno verde brillante iscritto nel cielo, ma poi tutte quelle orribili esperienze erano state spiegate con gli inevitabili disagi causati dalle onde elettromagnetiche e altri eventi rari ma perfettamente naturali.

Dopo questi momenti di stress, il benessere fisico e psichico era tornato. Serenità, sogni tranquilli, animi sereni, tutto questo grazie ai nuovissimi farmaci antidepressivi, ai rilassanti (ansiolitici) e agli ipnotici contro l’insonnia che accorciavano la fase REM, quella dei sogni, che spesso erano incubi lucidi, ed era come vivere un’esperienza di realtà aumentata tremendamente horror. Farmaci potenti ma con principi attivi già conosciuti e sperimentati per quelle patologie e che per questo erano stati messi immediatamente in commercio.

Forse gli stessi risultati si sarebbero potuti ottenere con un lento lavoro su se stessi, magari facendosi aiutare da uno psicoterapeuta però sarebbe stato più dispendioso, lungo e il risultato incerto fino alla fine. Era molto più utile, economico, certo ed immediato prendere un antidepressivo, un ansiolitico, un sonnifero.

Inoltre la depressione, cosa risaputa da tempo, dipendeva dai geni, da molti geni ereditati e quindi era inutile e sciocco curarsi con ragionamenti strizza cervelli se si era nati con questi geni per la depressione.

La depressione abbassava anche il sistema immunitario, poteva provocare una risposta infiammatoria da parte dell’organismo. La depressione sofferta per anni senza alcuna cura faceva aumentare la probabilità di demenza in età senile, cioè la demenza era causata dalla depressione di mezza età e dalle sue eventuali ricadute successive non adeguatamente curate.
Preferire i nuovi potenti farmaci ad un lento e blando trattamento psicologico era quindi logico.

Si diceva che col tempo potevano indurre all’assuefazione con necessità di dosi sempre maggiori e per questo motivo i medici consigliavano di limitarne l’uso a qualche settimana.

Già erano stati notati degli effetti collaterali sul sistema cognitivo con troppe gocce calmanti, e gli ipnotici per indurre il sonno, durante il giorno potevano causare leggeri problemi di memoria.

© Cartolina Kollman

Qualche ricercatore suggeriva che la depressione, i disturbi d’ansia e quelli del sonno erano sicuramente i primi sintomi di demenza ma solo se apparivano per la prima volta in età avanzata. Forse i danni di certi farmaci presi per depressione, stati d’ansia o problemi di sonno potevano restare latenti per anni, accadeva anche per altre malattie, in fondo anche per hiv il periodo di latenza era lungo.
E se avesse aumentato il declino cognitivo? Ma non spiegavano i risultati dei loro studi anzi, erano loro stessi a sostenere che servivano ancora ulteriori approfondimenti e nel frattempo preferivano auto-censurarsi.
Ma nell’epoca della post verità si diceva di tutto e queste non erano cose che alle persone piaceva ascoltare.

E sembrava che i nuovi farmaci avessero dischiuso le porte del Paradiso, da quanto facevano stare bene, sembrava…

sinossi e puntate precedenti 

grazie della lettura Bloody Ivy

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