Il Sussurratore (Cap. 5.2 Storia Horror)

Lasciamo pure che la Verità e la Falsità lottino corpo a corpo!
Quando mai s’è sentito che la Verità abbia avuto la peggio in una aperta e libera tenzone?
(John Milton)

Qui le puntate precedenti

Appena ci si metteva ad ascoltare i suoi pensieri prestandogli attenzione subito ti annebbiava la comprensione, insinuava la confusione dei giudizi, e alla fine ti convinceva. Davvero era come stordirsi con l’assenzio.

Nor, dopo tanti incontri e battaglie più perse che vinte con gli incubi disincarnati, aveva capito che erano affrontabili; per interrompere il flusso dei loro sussurri ipnotici bastavano brevi parole perché in realtà erano importanti lo stato dell’intelletto, che doveva restare lucido, e la forza emotiva e psichica che ci si metteva nel pronunciarle.

Nella dimensione diurna cioè da sveglia si era messa a cercare siti, blog, gruppi dedicati ai sogni lucidi. Sapeva che erano in tanti ad aver avuto a che fare con i disincarnati malvagi nei loro sogni lucidi, anche se ognuno li chiamava a modo suo e aveva la sua tecnica per tenerli a bada, i propri rituali, le formule, spesso solenni e persino in latino, in forma esorcistica.

C’erano anche i tracotanti sicuri fosse uno scherzo sottometterli per poi usare i loro poteri, come fossero dei “genio della lampada di Aladino” con i quali bastava stringere un patto, fare qualche supplica, pregandoli un pochino di esaudire il desiderio, ed era fatta.

Nor si trovava bene con « Vabbé »; rapido, inequivocabile, indimenticabile.

Si concentrava inserendoci dentro sentimenti e pensieri del tipo « non mi importa un fico secco dei tuoi attacchi da psicologo, lo so che sei più astuto e intelligente di me e per esserlo basta davvero poco; lo so che menti e quando dici la verità è solo per preparare l’agguato e colpirmi meglio, e se riuscirai a convincermi non dimenticherò che è tutto fasullo e basta aspettare che la sbronza ipnotica si esaurisca ».

Un “vabbé” da solo non bastava mai perché tornava all’attacco più volte, insistentemente, con altri tentativi più tenaci e dissuasivi, cambiando punti di vista, facendo sentire in colpa per aver frainteso le sue buonissime intenzioni.

« Il passaggio di quella stella verde era il segno. Ora il mio potere si ingrandisce e gli uomini che avvelenati non sanno più combattere, diventeranno complici, succubi, schiavi, stracci ».

« Vabbè… » e c’ era qualcosa di profondamente empio nei vapori verdi che si respiravano alla sua presenza.

« Mi ascolteranno e li incanterò; si metteranno a seguirmi ballando, lasciandosi condurre ovunque e come ne “Il pifferaio di Hamelin”, non scamperà nessuno se non qualche zoppo. Impazziranno e le passioni dell’ira e dell’astio li trasformeranno in assassini ».
« Vabbè… », il pensiero disincarnato si esprimeva pieno di verve, convinto come se stesse tenendo un comizio.

« Con la sete di potere vi avvelenerò e corromperò il sangue ».
Non comunicava mai al plurale, era come se fosse l’unico disincarnato. Provava una forte rivalità verso tutti gli altri che avrebbero dovuto sottomettersi lasciando solo il migliore, a primeggiare. Praticamente le stesse manie di protagonismo di Stalker 1 che le mandava foto per ricordarle e che era lui il più figo e in gamba di tutti. Forse le stesse paure e illusioni.
Distratta da questo pensiero non si concentrò abbastanza sulla risposta che le uscì di botto:

« Galleggiamo tutti quaggiù e anche voi galleggerete, galleggeranno tutti! ».
Una presa in giro ad un disincarnato malvagio ma del tutto spontanea e completamente sincera.

Fu troppo e ringhiando la gettò con ferocia fuori dal sogno, come giù da una rupe.

Si risvegliò, ma soltanto in un altro sogno. Era tutto troppo nero nella stanza, nessuna luce filtrava come se non ci fossero state finestre: irreale come tutto in quella terribile notte.

Si aprì un portale, come uno strappo su una tela nera. Ci passò attraverso Sdenka, e sembrava fosse il passaggio più ovvio per venirle a fare visita. “Evidentemente è anche lei in un sogno lucido e mi ha raggiunta”, pensò Nor.
Le corse incontro e Sdenka sembrò ancora più entusiasta di lei: era una festa di saluti ed abbracci.

« Sono con te perché le altre non avrebbero capito e ho pure fatto un casino per esserci. Stai attenta, stai rischiando anche tu ».

« Cosa rischio? ».
Sdenka la guardò con l’espressione che diceva “non serve che te lo dica, lo scoprirai” e continuò con frasi sibilline.

« Ho conosciuto il tuo socio blu: è lì e ti osserva. Adesso non ricordi perché ci sono eoni temporali nel mezzo, certo che… solo tu potevi combinare una cosa simile, mi hai fatto sorridere anche ora.
Arriva la guerra e una parte combatterà, una parte verrà in aiuto a chi combatterà, ma una parte lotterà contro chi combatte senza arrendersi e gli si scatenerà contro.»

Non la stava ascoltando, era solo troppo contenta di averla incontrata nel sogno e quindi rispose sparando a caso.

« Socio blu puffo? »
« No, blu tekhelet ».

✭ ✯ ✰

Si svegliò, veramente, proprio stavolta quando avrebbe preferito restare a scherzare con la sua amica. Cercò di non farci più caso, perché nessuno sa quanto c’è di vero e quanto di invenzioni del cervello nei sogni.
Ormai era giorno fatto quando rispose alla chiamata di Celestina; a lei sempre e immediatamente rispondeva, poteva essere una chiamata di lavoro, il suo numero viaggiava sulla corsia privilegiata.

« Ciao, devo darti una brutta notizia. Stamattina volevo prendermi un caffè ma ho trovato il bar di Sdenka chiuso per lutto; l’ho chiamata per assicurarmi che stesse bene e mi ha risposto sua zia in lacrime »

to be continued – qui puntate precedenti

grazie per l’attenzione Bloody Ivy

1 Commento

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)