Il Sole Ramazza il Virus?

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Sono andata a mangiare un gelato (2 palline, menta e carsolina ma ritornerò per provare il pistacchio 🙂 ), seduta ad un tavolino all’esterno, per prudenza e data la bellissima giornata.

Con la luce, il calore e raggi solari le cose miglioreranno ma, non è detto che non torni a settembre, e quindi inutile raccontarci strane storie su complotti ed esagerazioni, perché se siamo lucidi lo sappiamo che non dobbiamo metterci in tasca la prudenza dimenticando tutto, ed è meglio restare pronti ad una eventuale seconda ondata.

Sono idee mie quindi se sbaglio la colpa va data solo a me.
Dagli articoli letti, in genere su Jama (sono abbonata alla newsletter da anni per seguire altri argomenti), ho capito che nei pazienti più gravi si riscontra una deficienza di vitamina D ed ho semplicemente tirato le somme, da dilettante lettore, non da medico.

La spiegazione più logica che mi hanno suggerito i dati letti.
Lo specifico nel caso dovessero leggermi eventuali complottisti arancione.

Il virus esiste, da noi si sta indebolendo invece altrove è vigoroso e divoratore; quanto e fino a quando non lo sappiamo.
Molto dipenderà da quanto riusciremo ad essere responsabili verso gli altri perché, ragazzi… siamo sulla stessa barca che forse è solo un canotto!

Non stiamo ad ascoltare personaggi egocentrici, narcisisti frustrati che hanno bisogno di applausi e che si sentono autorizzati a pontificare nelle piazze, assicurazioni sul virus e rabbia su chi a loro dire ha costruito il complotto.
Non meritano applausi ma un lancio di pomodori più che maturi e fischi.

Tutto il mondo è contaminato.
Da un male così grande che ha scosso la nostra vita nel suo nocciolo più profondo.

Adesso in ogni caso, lo si creda oppure no, per il futuro noi stiamo scegliendo.

Voler ritornare a tutti i costi alla vita di prima sarebbe fare come dei ragazzini che si mettono a correre e giocare per strada dimenticando che proprio lungo quella via ruspe e trivelle hanno scavato un’enorme e profonda buca, praticamente un abisso ed è pericolosamente là, perché i lavori sono ancora in corso.

È come se dalla casetta isolata dove abitavamo in campagna ci avessero trasferito in una metropoli e messi proprio al bordo di una super strada piena di corsie dove le autovetture sfrecciano giorno e notte.

È terribilmente pericoloso?
A non voler cambiare le abitudini e attraversare queste super strade come si faceva prima, senza molta attenzione visto il traffico quasi inesistente in campagna sì, è pericolosissimo.

Ora bisogna fare come si fa in situazioni simili, e la strada pericolosa va attraversata tramite il sottopassaggio o magari si allunga un po’ il cammino fino al semaforo pedonale che sa dirci quando passare.

Dimenticare, persino negare il virus quando una moltitudine di prove concrete ci hanno reso testimonianza di queste realtà invisibili, è mettere a tacere le proprie capacità percettive e cognitive una dopo l’altra.

Quando ero piccola soffrivo di mal d’auto. Che brutto il mal d’auto! Avvertivo i grandi che mi rispondevano “Non pensarci! Se non ci pensi vedrai che la nausea passa!”.
Non ci pensavo ma alla fine vomitavo sempre, anche l’anima.

Anche adesso c’è chi vuole lasciarsi tutto quanto alle spalle e al virus non pensarci più.

Però… Non pensare neanche agli effetti che il “non pensarci più” potrebbe causare è rischioso come voler attraversare la strada distrattamente come si faceva in campagna anche se ci si è ritrovati in una trafficata città.

Viviamo bene, senza dimenticare l’invisibile attorno a noi consapevoli che la seconda ondata e un nuovo lockdown potrebbero arrivare. Cerchiamo di farci trovare pronti di fisico (sole e mare per rinforzarci magari) e psiche.

PS: Sta per iniziarmi un periodo bellissimo ma impegnativo quindi è probabile i prossimi post estivi siano più “stringati”.

E…. scusate il post con pensieri così banali.
don’t you worry…
I’m doing fine ‘Cause I love my freedom,
and I love my life

con affetto, Bloody Ivy