I Sogni Come Portali 10.2 (Parte 1) – Storia Fantasy Horror

autore Furio Zuliani pagina fb Fotografia da smartphone e non solo Trieste - Molo Audace
Rebel Wilson
(non c’entra niente con il post ma immaginando Zdenka la vedevo così)

Non sarà un demone a scegliere voi, ma sarete voi a scegliervi il demone. (…) La virtù non ha padrone; secondo che la onori o la spregi, ciascuno ne avrà più o meno. La responsabilità è di chi sceglie, il dio non è responsabile.
Platone – Repubblica

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Non fu Zdenka a presentarsi in sogno ma Nor ad evocarla, inconsapevolmente, inavvertitamente, urlando il suo nome perché a volte è così che ci si sveglia e lei stava tentando di farlo.
« Zdenka!!! »
Si trovò alla velocità di un flash a fianco dell’amica e stavano passeggiavano sul molo. Molo anomalo, lungo come un’interminabile strada in mezzo al mare e stranamente deserto.
Ambedue zoppicavano. Nei sogni lucidi se si concentrava con un certo stato d’animo riusciva anche a volare ma se invece non prestava molta attenzione a come si spostava, finiva per camminare come nella vita reale cioè, zoppicando ma solo quando non si ricordava di controllarsi passo dopo passo.
« Ciao amica, come stai? » le chiese Nor per nulla meravigliata, sia perché era abituata a sognare trapassati sia perché nei sogni anche le cose più bizzarre appaiono perfettamente normali..
« Sono ancora grassa! » sbuffò come solo a lei riusciva, sfoderando quel tratto buffonesco e simpatico del suo carattere.

Appena Zdenka morì d’infarto vide il suo corpo a terra, come un abito smesso.

La collaborazione tra il suo fisico e la sua psiche con quel cadavere era terminata ma la sua personalità era rimasta decisamente intatta.

E riusciva anche a guardarsi le sue nuove mani, che non erano propriamente nuove, erano le sue di prima solo che ora ne coglieva il loro essere fatte principalmente di energia. Riusciva a vedersi tutta dominando con il pensiero l’aria davanti a lei che diventava uno specchio rilucente. Per guardarsi non usava gli occhi, vedeva con la comprensione, se così si poteva descrivere quel fenomeno.

Tutto era più vivido, luminoso anche nei suoi pensieri, pur restando indiscutibilmente i suoi, vivaci e pungenti.

autore Furio Zuliani
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Trieste – Molo Audace

« Ma Dio Santo… » ed era una lode, un ringraziamento di essere lì, ufficialmente defunta in quella realtà rimasta alle spalle, ma viva e motivata a capire perché lì, non si viveva respirando ossigeno ma comprensione  « anche qui così obesa? ».
E mentre lo pensava cominciava già a comprenderlo. La realtà era immensa e lei era solo all’inizio.
Ora zoppicava assieme a Nor, era un gesto simbolico, una metafora, cercava di spiegarle con quell’immagine, come si fa con l’aiuto di disegni ai bambini che ancora non sanno leggere.

Vedeva dimensioni extra, energie extra, persone extra, sconosciute e familiari a un tempo.

E nei sogni quando ai vivi si attivavano le onde cerebrali adatte poteva ritornare a farsi vedere.

Il sogno era una zona di confine fra due dimensioni dove nessuna delle due poteva avere il sopravvento sull’altra e in quella zona di frontiera si poteva partecipare a due realtà.

Come il crepuscolo, sulla soglia fra la notte e il giorno. I sogni lucidi poi erano l’estremità del mondo sensibile, il limite del mondo intelligibile.

Una zona tra la vita e le morte dove i limiti estremi si incontrano; limite fra due attività opposte che riescono ad unire e nello stesso tempo separare in sé ciò che è opposto per natura.

Una zona franca nel quale si può partecipare contemporaneamente alla qualità delle regioni che separa. Il confine di due realtà, una intelligibile, incorporea, incorruttibile, l’altra corporale, materiale, sensitiva e nel mezzo il portale dimensionale: le onde cerebrali durante il sonno.

Zdenka si vedeva ancora obesa, il suo corpo astrale non era per niente soggetto alla sua anima o la sua energia o come la si voglia chiamare.
« Beh! Ti vedo bene, ancora meglio dell’altra volta, più serena, luminosa »
« Ecco! Più luminosa e così si vede meglio che sono grassa » e  “grassa” lo pronunciò in un modo davvero… “grrrrrrrasso” come solo lei sarebbe riuscita a fare. Era la sua dote migliore, prendersi in giro da sola per la cosa per la quale gli altri l’avevano tormentata e disprezzata in vita.

Grassa e serena, perché cominciava a capire che la sua coscienza, un intreccio di psiche e anima si doveva ancora “scrostare”.
Una persona può sentirsi infelice, depressa o solo triste, svogliata ma non sa quanto dolore e sofferenza si porta dentro fino a che non se ne distacca; non è consapevole di quanto è malato il suo inconscio finché non è stato sanato.

Ferite, attaccamenti materiali alla vita lasciata, pregiudizi e modi di pensare goffi,  tutte cose da lasciar cadere come i sacchi di sabbia dalla mongolfiera per permetterle di volare; come bozzoli, involucri vuoti abbandonati dalla larva che si trasforma in farfalla.

« È come essere in una Beauty Farm, ossia in una camera di tortura della coscienza dove ti depilano anzi scorticano con la ceretta facendoti urlare, e finché non sei presentabile, a posto continuano con i trattamenti e anche con la sottigliezza del nuovo corpo tu mi vedi così… grassa e zoppicante! E il tempo qui passa mano a mano che si comprende »
« Io cammino così da sveglia e anche qui, perché? »

foto Marino Sterle
Molo Audace

« Lo stesso motivo mio »
Nor non approfondì, ci avrebbe ripensato con calma, da sveglia.

I luoghi di confine però sono sempre pericolosi.

(fine prima parte puntata 10.2)

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grazie della lettura Bloody Ivy

ps: lo so, lo so che il tema portali dimensionali è inflazionato ma non è detto che per la seconda parte non mi inventi qualcosa di nuovo 🙂

10 Commenti

  1. Il mondo dei sogni, il concetto stesso di sogno mi ha sempre intrigatoe reso curioso, questo post, forse più degli altri, l’ho gradito assai assai. Non che gli altri mi siano piaciuti meno, ma questo è molto caro.

    • grazie! eh… l’orfismo, quello dei greci, risale al VI secolo a.C. e da allora, ma probabilmente anche da molto prima, in molti ne erano attirati come studio ed interesse.

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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