I Giorni dei Corvi

Inizia un nuovo periodo, nuove giornate con incarichi, cose, fatiche e soddisfazioni nuove.
A settembre è sempre così, e va bene mi serve un po’ di rodaggio. Per questo sto rallentando le apparizioni nel blog.
Spero di riprendere come si deve a breve.
Questa nuova epoca l’ho chiamata “i giorni dei corvi“, quelli sul mio tetto si intende, ai quali mi devo essere davvero affezionata visto che trovo note dolci nel craw – craw!!”.

I corvi che hanno scelto come base di decollo ed atterraggio il mio tetto son davvero garbati.

Tutta altra cosa in confronto ai gabbiani super mattinieri dell’edificio di fronte, simpatici sì ma che cominciano a sghignazzare fragorosamente divertendosi fra di loro prima dell’alba (sì, i gabbiani altrove garriscono ma qui si fanno delle grosse rumorose risate, d’altronde dispettosi come sono…).
Invece i corvi, questi corvi, in questi giorni sono fin troppo silenziosi. Troppo caldo?

C’è questa brutta nomea di uccelli del malaugurio affibbiata a loro dai tempi degli antichi Romani anzi, già nelle storie degli Etruschi si trova scritto che Tage fu il maestro dell’aruspicina, l’arte di leggere il futuro nel volo degli uccelli e nel loro canto e per lui i corvi non promettevano bene.

Insomma, è da allora che i corvi sarebbero presagi negativi.
Questa cosa del voler sapere il futuro è proprio una sorta di fissazione nelle persone e credo che abbia a che fare con la smania di chi non sa stare bene nella situazione nella quale si trova, sia che si tratti di luogo che di tempo.

Così si cercano spoiler del futuro e certo non ci si ferma fino a quando qualcuno non racconterà quel che piace.

Sono innumerevoli i sistemi per avere qualche notizia del futuro. Dal volo dei corvi, alla lettura delle viscere di animali sacrificati, alla bibliomanzia dove si apre la Bibbia a caso e si legge la prima frase dove si posano gli occhi, ma vale anche per la stoicheomanzia quando i libri sono opere di Omero, Virgilio, alla sfera di cristallo, alla lettura dei fondi del caffè alla turca, tarocchi, Paolo Fox o sogni anche se questi ultimi ti arrivano senza andarli a cercare ma comunque… restano incompleti e quindi illusori. Come con i trailer dei film dove ti si mostra qualche secondo di quel che accadrà e sembra un capolavoro ma poi, quando capita di guardare tutto quel film si capisce che l’opera d’arte era il montaggio fatto allo scopo di farti perdere tempo e soldi nel guardare una solenne ciofeca.

A sapere il futuro distaccato da tutto quello che è successo prima, non serve e si fraintende sempre.

Persino le previsioni meteo, se troppo distaccate (bastano una decina di giorni) lasciano il tempo che trovano (sì è un gioco di parole del cavolo ma sto scrivendo di fretta).

Poi di questi tempi!
Sì, sto pensando ai virologi, infettivologi, epidemiologi e altri specialisti perché ognuno dice la sua e tutti ascoltano come si faceva con gli aruspici del passato.

Comunque ognuno interpreta, ritaglia e riattacca, cherry picking si chiama in gergo, insomma si colgono solo le notizie a proprio favore, come ad andare dal sarto a farsi sistemare un abito in modo che cada in modo impeccabile, così si fa con la realtà.

Oggi iniziano i giorni dei corvi e vediamo quanti saranno. Fra impegni e mascherina che in un certo qual modo ti zittisce, l’unica vita sociale che potrò avere fuori casa sarà sul balcone a controllare e conoscere meglio gli amici pennuti neri. Sarò l’eremita scorbutico con i suoi amici corvi, in un miscuglio fra il profeta Elia e Malefica nella Bella Addormentata.
In questo momento sto sentendo un gran ridere proprio qui sotto in strada, un gruppo numeroso di amici e senza mascherina. Questi sono personaggi di malaugurio più dei corvi! (Senti quanto ridono!)
Konrad Zacharias Lorenz aveva i suoi anatroccoli, andavano anche a nuotare assieme, perché Bloody Ivy non potrebbe dividere qualche gheriglio di noce con i corvi del “piano di sopra”?

Scritto di getto, perdonate gli errori.

Buone ultime giornate di caldo estivo.
Bloody Ivy