I Colori di una Storia

Anche i colori per me hanno un altro significato. Hanno una voce, i colori, un suono, come tutte le cose. Un rumore che li distingue e che posso riconoscere. E capire. L’azzurro, per esempio, con quella zeta in mezzo è il colore dello zucchero, delle zebre e delle zanzare. I vasi, i viali e e le volpi sono viola e giallo è il colore acuto di uno strillo. E il nero, io non riesco a immaginarlo ma so che è il colore del nulla, del niente, del vuoto. Però non è solo una questione di assonanza. Ci sono colori che per me significano qualcosa per l’idea che contengono. Il verde, per esempio, con quella erre raschiante, che gratta in mezzo e prude e scortica la pelle, è il colore di una cosa che brucia, come il sole. Tutti i colori che iniziano con la b, invece, sono belli. Come il bianco o il biondo. O il blu, che è bellissimo. Ecco, ad esempio, per me una bella ragazza, per essere davvero bella, dovrebbe avere la pelle bianca e i capelli biondi.
Ma se fosse davvero veramente bella, allora avrebbe i capelli blu.
Almost Blue – Carlo Luccarelli

Lo spirituale nell’arte
Vasilij Kandinskij
Curatore: E. Pontiggia
Editore: SE

Nella categoria Bloody Ivy Note ci sistemo pensieri miei, le mie note, non recensioni di libri o film che possano andare bene per tutti, anche perché non sono un politico interessato a piacere alla maggioranza e non sono una narcisista che si abbevera dai “brava!”, “bella!”, “complimenti!”. Ho sicuramente altre sindromi e disturbi ma l’indole politica e quella narcisistica (almeno quelle!), non è “roba” per me.
E questo è il primo post sui colori.
Ricordo la teoria dei colori di Goethe, conosco qualcosa di Lüscher e ho sentito soltanto lodi ed elogi a proposito del testo di Vasilij Kandiskij, Lo spirituale nell’arte.
Il libro di Kandiskij, saranno ormai un paio di anni che lo aggiungo regolarmente al carrello virtuale di ibs ma, quando sto per inoltrare l’ordine ecco che arriva un libro che devo assolutamente leggere e, causa budget limitato, lo rimetto nella lista dei preferiti, che ha un cuoricino come simbolo e, lo saluto ripromettendogli che verrà il giorno anche per lui.
In ogni caso esistono le biblioteche e quindi, lo so, non ho scusanti.

Justin Gaffrey 2019
Abstract Floral Bouquet
Acrylic on wood panel

Anche se chiaramente non ho ancora finito la mia storia horror, che prosegue imperterrita (e ho delle idee “raggelanti” a riguardo), sono intenzionata a risistemarla.
Devo rileggerla perché comincio a dimenticare i post già scritti (è passato molto tempo dai primi ma non ho ancora escluso come causa l’Alzheimer) e così approfitterò per tagliare senza pietà alcune parti, affinarne altre e rimpinguare il tutto con colori; alla fine cercherò di rendere la trama più compatta, coincisa, essenziale (che non è sinonimo di breve).
Sarà un modo per seguire meglio le vicende dei personaggi e di penetrare nella loro mente perché, per quanto mi riguarda, non sto scrivendo una storia, ma sto giocando a creare un universo, come fanno i bambini con i mattoncini dei lego più tutta la loro fantasia.
È costruire un mondo, il più possibile ammobiliato fino ai minimi particolari, colori dei fiori compresi. Colori da usare come metonimie, sineddoche, metafore.
La metonimia è la sostituzione del termine con un altro legato ad esso da rapporti logici (causa/effetto o effetto/causa) da relazioni di contiguità (luogo/abitanti, marca/prodotto, contenente/contenuto).
La sineddoche indica un oggetto attraverso una sua parte, lo designa mettendone a fuoco un particolare capace di identificarlo.
La metafora è un’associazione con un raggio di azione più libero e creativo; le metafore separano due mondi, quello terra – terra, materiale, del rozzo “ciò, parla come te magni!” (“parla come mangi!”) dalle visioni colorate, allusioni che aprono finestre mostrando panorami strani e inaspettati accostamenti fra le cose, le idee, le argomentazioni. Mondi accessibili a chi è dotato di ricchezza di mezzi espressivi e di molta fantasia; le metafore iniettano colori nuovi nella mente, nelle idee.
A me attirano le metafore, si è capito, vero?

Poi c’è la sinestesia, cioè la contaminazione dei sensi nella percezione.


Io sono cieco, lui sta male, ha una voce verde.

Almost Blue, Carlo Luccarelli.

C’è il simbolismo dei colori, un vero e proprio linguaggio come quello delle icone russe dove sono i colori a spiegare il significato delle icone che non sono semplicemente quadri a soggetto religioso che spingono a commentare con unneanche tanto belle, vuoi metterle vicino alle opere di Michelangelo?”.

Ci sono i simboli dei colori prettamente culturali; perché bianco sta per innocenza, purezza, candore, abito da sposa ma solo per noi, in altre parti del mondo, come in Cina, il bianco è il simbolo della morte, del lutto e del dolore.

Ci sono colori che possiedono significati psicologici ma, se è assodato che i colori esercitano un effetto sia fisico sia psichico su chi li percepisce, le valutazioni sembrano per lo più soggettive.
Una cosa è certa: la realtà è colorata, e io voglio tentare di colorare anche la mia storia.
Ricordate come ci si sentiva da piccoli quando ti regalavano una grande scatola di colori nuovi? Ecco!!!

Haruki
Murakami


Ogni persona ha un suo proprio colore, una tonalità la cui luce trapela appena appena lungo i contorni del corpo. Una specie di alone. Come nelle figure viste in controluce.
Haruki Murakami

grazie della lettura

Buona Settimana, Bloody Ivy