Guardaroba Passe-partout Tag

Lo so, ognuno di noi ha chi in una forma e chi in un’altra, lavori o studi faticosi da portare avanti ed è inutile stare a lamentarsi perché siamo tutti sulla stessa barca, ma a me queste settimane (e ne ho davanti altre di simili) sembrano estenuanti, e se mi avessero mandato a combattere in guerra, mi sentirei meno stressata e stanca… Ovviamente è un’iperbole, ma specifico perché viviamo nell’era dei commentatori criticoni ossessivi compulsivi pronti a sfogarsi delle loro paturnie alla prima occasione (c’è qualcuno che riesce ancora a leggere i commenti sotto gli articoli delle pagine social dei quotidiani?).
Mi ritrovo con pochissimo tempo a disposizione per inventare nuovi post adatti al blog. Di buono c’è il fatto che, quando passerà questo periodo mi sembrerà di essere in vacanza (senza esserlo!) e già pregusto 😉 .

Così stavolta accetto volentieri la nomina di frutti di bosco  per il Guardaroba passe-partout Tag.

Guardaroba passe-partout Tag: i capi essenziali da avere nell’armadio.

Regole:
UNO Citare la creatrice del Guardaroba passe-partout Tag (messystreets) e da chi si è stati nominati (frutti di bosco).
DUERaccontare quali sono i vostri dieci capi che non devono mancare nel vostro armadio (si può illustrare tutto con delle foto o immagini reperite dal web). 
TREInvitare a partecipare 10 bloggers.

Io mi vesto cercando di mascherarmi rispettosamente a seconda degli ambienti frequentati, per comunicativa sociale o chiamiamolo galateo dell’abito, cercando di non mancare di rispetto a nessuno.
Così se vado ad ascoltare un’interessante conferenza sulla violenza di genere e sulle nuove direttive europee in proposito, immaginando chi potrò trovare come pubblico cercherò le cose più serie ed eleganti che nascondo nell’armadio, per non dare troppo nell’occhio e non irritare l’umore di seri professionisti abituati a dar peso anche alla forma oltre ai contenuti.
Se entro in una Chiesa di qualsiasi confessione religiosa, in una giornata afosa e dal caldo canicolare, indipendentemente dai motivi (per ammirare le opere artistiche o accendere una candela) non lo faccio in shorts e canotta; Dio guarda le intenzioni e va bene, ma è l’unico, le vecchiette beghine per es. potrebbero gridare allo scandalo fino all’infarto per troppa foga e quindi per loro rispetto (anche perché io lo so che da vecchia sarò ancora più folle di loro) è meglio evitare.
Se con qualche tranello un’amica riesce a farsi accompagnare al Gothic Party ecco che mi presento con vestiti e trucco decisamente molto glamour, eccentrici.
Insomma, si va al mare in bikini, a correre in tuta da ginnastica e a mangiare una pizza in jeans.

Però, ci sono giorni nei quali ci si può vestire assecondando il proprio stile, quello che fa parte dell’identità della persona la quale si sente veramente a suo agio quando finalmente può vestirsi così.

E io, sono post apocalittica.
Non per scherzo, non per partecipare a qualche evento come cosplay di qualche serie tv su zombi e fine del mondo. Semplicemente qui non c’è nessuna signora elegante e di classe, amante di scarpe, borsette, vestitini, non lo sono mai stata, non lo sarò mai.

Quindi ciò che deve esserci nell’armadio è quello adatto ad indossare dopo l’apocalisse, sia una guerra atomica, un terremoto, una pioggia di meteoriti o Buondì Motta, un’alluvione, un vulcano che esplode, una qualsiasi catastrofe naturale, un morbo che trasforma gli uomini in zombi… Cioè abiti molto comodi e funzionali.
Non che mi aspetti nulla (ok, mi sto chiedendo come tutti se il coreano manterrà le sue pazze minacce), ma se a volte devo vestirmi più formalmente lo faccio solo per rispetto altrui.

I 10 capi immancabili nell’armadio:

1 jeans

2 camicia,  larga, ampia, da lasciare sbottonata o comunque sempre fuori dai pantaloni

3 maglione (il mio preferito è blu e brilla! Sì, lana blu tekhelet lavorata con un filo argentato e sembra un cielo stellato)

4 scarpe comode post apocalittiche che per come la vedo io, sono principalmente di tre tipi: anfibi

5 scarpe da ginnastica

6 e in estate i sandali da schiava perché tengono fermi piede e caviglia e riesco a camminare, correre, saltare, fare ogni mossa da ninja quando necessario (altro iperbole, eh!?)

7 borsa dalla capienza esagerata; tracolla che passa davanti al petto, dalla spalla destra al fianco sinistro o zaino

8 vestito o gonna (resto Madam Ivy anche se bloody)

9 un giaccone

10 … non saprei, che altro manca?…

 

E… lo so che dovrei linkare 10 blogger ma stavolta non trovo il tempo. 5 di molto bravi e famosi ma forse ancora non li conoscete e nel caso ve li suggerisco.

Volturesti

Orlando Espinosa

Source of inspiration

Leaf and twig

Eine Art Tagebuch

grazie per la lettura, la vostra strana Bloody Ivy

 

4 Commenti

    • ecco non mi piacciono le armi da fuoco, sarà perché i più grandi e pericolosi spostati (mentali) che ho conosciuto avevano sempre il porto d’armi, tante armi e se ne vantavano sentendosi più fighi, duri, intelligenti e con il potere di impaurire il prossimo.
      Il caso di pericolo e in bisogno di difesa ogni cosa si trasforma in arma comprese le unghie lunghe e appena limate 😉

      • Sul discorso spostato + porto d’armi, ci sarebbe da farne un libro. E’ la domanda che mi pongo sempre: ma perché tizio era armato fino ai denti se si sapeva che era fuori di melone? Chi lo dà il porto d’armi? Topo Gigio?

  1. Ciao Ivy! Ti capisco bene sulla difficoltà di seguire un blog, altroché, quindi non scusarti di ciò: si aggiorna quando si può!

    Che dire, hai elencato le regole basilari dello scegliere l’abbigliamento: sentirsi a proprio agio, che include l’insieme di stare comoda, essere appropriata in alcune occasioni, e anche… indossare quello che ci dona di più! 😉

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)