Guardare nell’Abisso – Cap 8.1 (Storia Horror)

© Furio Zuliani Trieste
© Paolo Carbonaio
www.carbonaio.it

Und wenn du lange in einen Abgrund blickst, blickt del Abgrund auch in dich hinein.
Friedrich Nietzsche
(E se guardi a lungo in un abisso, anche l’abisso ti guarda dentro).

sinossi e puntate precedenti

Jole qualche giorno prima aveva raccontato a Celestina di come si vedeva specchiandosi e, Celestina e Nor, incontratesi per caso in città avevano deciso di fare un pezzo di strada assieme per parlarne.

Tono serio ma pacato, espressione professionale molto poker face, quella dell’avvocato che non dà alcun segno di imbarazzo nel riferire quanti anni di carcere rischia il cliente.

« A mio parere, si tratta di dismorfofobia. Non è rara come potrebbe sembrare dal nome, anzi. E’ un disturbo ossessivo che fa avere una visione distorta del proprio aspetto. Ci si vede troppo brutti o troppo vecchi, si effettuano continui controlli allo specchio per verificare. Nessun altro vede i difetti che loro trovano devastanti e quindi intuiscono l’irragionevolezza delle loro convinzioni. E’ un disturbo intensamente doloroso, nella psiche di animi tormentati e le serve un aiuto da uno psicologo o da uno psicoterapeuta per uscirne. »

Non ci credeva neanche lei, doveva esserci qualcosa di più, e ascoltava confusamente quel che stava dicendo; era un cercare di convincere per inerzia, come faceva quotidianamente davanti ai giudici, con argomenti che sarebbero stati presi in considerazione, perché razionali, scientificamente certi, soprattutto provabili.

© Ale Smillovich

Spiegava presa in una sorta di torpore emotivo senza spontaneità mentre i suoi veri pensieri e le emozioni erano rinchiusi al sicuro in un invisibile scrigno dentro se stessa. Ma se anche gli altri vivevano così allora il mondo intero era fasullo, arbitrario, un artificio ingannevole nel quale anche lei era prigioniera. Perché arrabbiarsi, perché tentare un’azione, se è tutto falso, corrotto e la giustizia, almeno in questo mondo, non può esistere?

Nor avanzava al suo fianco fissando con sguardo cupo gli stivali militari.

« Jole è una tossica delirante! » non sprecava parole, era sgarbata in modo immediato e preciso, ma non sparlava dietro alle spalle, questo a Jole glielo aveva già detto in faccia.

« Parla la zoppa ».
E Nor incassò perché era vero, riusciva a mimetizzare la sua andatura solo concentrandosi ad ogni passo ed era una fatica mentale oltre che fisica. Appena si distraeva ritornava visibilmente claudicante; ma non le interessava e sorrise come se le avessero detto “ti trovo bene oggi”.

« È vero, il problema è nella mente, la sua è un’ossessione delirante.

È prepotente e rabbiosa per evitare di provare la profonda tristezza dei depressi. Terribilmente delusa dalla vita è pronta a collusioni con il mondo occulto. Così non potendosi più fidare di nessuno, ha scelto come guida, come oracolo, le risposte del suo pendolino.

È la forma mentis che attira ossessioni, e non ne arriva mai una sola, è come la lampadina accesa che attira zanzare e mosconi. E poi ti seguono, ti tormentano, angosciano. Sognava altro dalla vita e non è riuscita ad ottenerlo, ora può usare il pendolino, un sì o un no, ma risposte che solo lei, privilegiata, riceverà. E ne vuole sempre di più risposte e su ogni cosa, come i drogati.

Era già ossessionata dalla bellezza, basta dare un’occhiata alle sue immagini online ritoccate, gli sforzi con il trucco, le ore di palestra, i chirurghi. Se quando la saluti non le fai dei complimenti si sente offesa ma anche il suo narcisismo è una corazza per difendersi dal male che sente dentro. Ora ha avuto un corto circuito psichico. Allo specchio si vede orrenda come non fosse lei, e non è depersonalizzazione, è il suo inferno dantesco. La magia, il pensiero magico è una forma mentis in grado di bruciare i cervelli, è la fessura attraverso la quale le ossessioni possono facilmente penetrare e alterare la convinzioni e la mentalità delle persone.

© Alfidea Zitafi A.Z.

L’influsso dei pensieri ossessivi sull’immaginazione è terrificante, portano angoscia, disperazione e poi ti schiacciano.
Stanno aumentando sempre di più le persone con ossessioni, non capiscono ciò che accade e non riescono a comunicarlo; anche perché fra omertà, sgomento e mistificazione nessuno dice più a nessuno la verità. »

Se Celestina parlava in modo rassicurante e formale, Nor spiegava a colori psichedelici, estatici. Era come se dovesse redigere uno dei suoi criminal profiling e fosse concentrata a scrutare nell’abisso delle forze oscure assimilate nella coscienza delle persone, e anche ora lo stava facendo perché stava ancora fissando passo dopo passo i suoi stivali ma l’espressione era di chi è attenta a ben altro.

« Sei sempre un po’ straripante » sorrise e non aggiunse altro per non allungare il discorso, doveva tornare allo studio, ai suoi fascicoli con casi di violenze inspiegabili, terrificanti stupri, omicidi feroci e c’era anche il contrabbando di cuccioli. I discorsi di Nor non la inquietavano, non come la mentalità che doveva fronteggiare ogni giorno, quella del “se si è di fronte ad un problema troppo impegnativo è meglio lasciar correre, e si fa finta che non ci sia alcun problema”.

« Con la Mora nei tuoi sogni notturni come va? »

© Furio Zuliani
Trieste

« Torna ma riesco a sbloccare le paralisi ipnagogiche come mi hai suggerito, nel modo che usi tu per camminare e non si sblocca solo il fisico ma si dissolve anche la paura che ti assale all’improvviso quando la vedi, la stregaccia, e la mente ritorna lucida. »

« Mondo psichico e mondo fisico si confondono sempre l’uno con l’altro, come mare e cielo, guarda là! » e si voltarono ambedue verso il mare.

sinossi e puntate precedenti

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Auguri di Buona Pasqua e, io ho “pasqueggiato” con un buonissimo Prosecco doc prima di scrivere il post.
E se traspare la non perfetta lucidità dell’autore, è perché voleva mettersi nei panni di Samuel Taylor Coleridge, James Joyce, Stafford, Jack London, Edgar Allan Poe, Truman Capote… che però non avranno bevuto un Prosecco buono come il mio 😉 🙂 cin cin!   Bloody Ivy

3 Commenti

  1. Ritorno dopo un bel po’, scusa le tempistiche. Non so che cosa ne dicano gli altri, ma a me la storia continua a interessare. Ormai ci sono solo delle virgole fuori posto, quindi a breve non ci sarà più bisogno nemmeno di “correggere le bozze”. 😉

    • grazie!
      non credere che non possa peggiorare e… di brutto! basta un po’ di stanchezza e scrivo come se fossi sbronza o in un principio di demenza (cosa che temo ma poi mia figlia mi rincuora con “non preoccuparti, non se ne accorgerà nessuno perché tu sei sempre così già adesso” 🙁 )
      le tempistiche!? un incubo! lo so, lo so…

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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