Giallo e Simboli Divergenti

“Mi vesto giallo
Come il catarro
Oh no adesso ti lamenti per il testo”
Fabri Fibra – Bugiardo

Farsi un’idea sui colori, e poi usarla per colorare la storia che sto scrivendo è più complicato di quel che immaginavo, ma decisamente più intrigante quindi… andiamo avanti!

Attorno ad ogni colore c’è tantissimo da dire, giallo compreso, ma anche stavolta mi si è evaporato il tempo che avevo disponibile (come?????). Vuol dire che anche inizio a introdurre “la sensazione” che dà il giallo e poi completerò un’altra volta, con altri post da aggiungere.
Da questo post sul giallo escludo il giallo oro (che merita più tempo e spazio) e quindi no icone ortodosse, no maschere funerarie egizie, no Gustave Klimt, no statue crisoelefantine, no alchimia, no re Mida e neanche quel misterioso ed enorme anaconda nero lucido e giallo oro che di tanto in tanto mi appare in sogno (e non in una foresta ma in un centro commerciale pieno di persone però è una storia troppo lunga).

La prima cosa che mi viene in mente da associare al giallo è un prato verde chiaro, cioè verde primaverile sul quale sono sbocciati i denti di leone (tarassaco) e la seconda è un sottobosco pieno di primule. Da mocciosa andavo a camminare (oggi si dice fare trekking) sul Carso con mio zio, sempre con un bastone stile patriarca, coltellino e, ma questo solo lui, siero antivipera pronto da iniettare in caso di morsi. Ci andavo regolarmente in ogni stagione, estate, autunno, inverno e in primavera, al primo incontro con le primule mi faceva dissotterrare un mazzetto senza tagliare le radici con il coltellino per portarla in regalo a zia che la metteva in un vaso e ne faceva una piantina per la finestra della cucina.
Giallo dente di leone e giallo primula, cioè giallo primavera.


Il giallo è il colore più prossimo alla luce del sole e pulsa, irradia la sua energia e quasi esplode come i denti di leone in mezzo ad uno sfondo verde chiaro o le stelle, bagliori illuminanti nel cielo blu notturno. Indubbiamente vivace e vistoso.

Se il blu come colore attira a sé, il giallo spinge fuori, fugge dal blu, furente e selvaggio, irradia la sua luce intorno; così un cielo stellato, blu e giallo, ha due movimenti: attira e irradia, sistole e diastole, aspira e soffia; il blu rassicura il giallo mette in allerta.

La sensazione che incute il giallo dipende molto dal colore dello sfondo. Lo sapeva bene van Gogh, perché prestava la massima attenzione al giallo, studiandolo in tutte le sue sfumature, da quelle più dolci mescolate al rosso a quelle più acide tendenti al verde e di giallo ha riempito le sue opere.

Se è vicino al rosso, il rosso distribuisce il suo calore al giallo e lo scalda, lo inclina all’arancione; la sensazione diventa più estiva, luce dorata di un tramonto. Mentre se è accanto o circondato da gradazioni di verde, la percezione si raffredda, e il giallo diventa più acerbo (il tarassaco in un prato verde primaverile (cioè di un verde ancora immaturo).

In Cina il giallo è considerato il colore più bello e importante. Simbolo di purezza, buon gusto, autorità e regalità, era il colore esclusivo delle vesti dell’erede in linea diretta della divinità: l’imperatore.
Giallo (黃 Huáng) è il colore della fastosa Cina imperiale ed è considerato il colore simbolico dei cinque imperatori leggendari dell’antica Cina.
Ma… basta sbagliare la gradazione di giallo e dal colore degli imperatori diventa il colore della volgarità e i film gialli non sono dei polizieschi ma film pornografici, e lo stesso vale per i libri gialli che in realtà sono hard e le immagini gialle, tutto materiale legato alla sfera della pornografia.

Non solo in Cina il giallo ha una simbologia divergente.

Il giallo è il colore del numinoso, contemporaneamente colore sia della luce divina che delle potenze infernali.

Goethe diceva: “È sufficiente un impercettibile movimento per tramutare la bella impressione del fuoco e dell’oro nella sensazione del sudiciume, invertendo il colore della dignità e del difetto nel colore dell’infamia, della ripulsa e del disagio.”

Così il giallo indica il sacro, il potere illuminante della coscienza e psicologicamente il giallo corrisponde al conscio che sgorga dal Sé, ma ha qualcosa di fosco, inquieto e segreto, uno strano senso di malevola magia che mette in apprensione.
Il giallo è anche il colore “del malaticcio”, allude a forme patologiche e gialla era la bandiera da inalberare sulle navi infette per segnalare la peste, il colera o altre malattie contagiose a bordo.

Quindi è il colore della quarantena, fa distinzione di luoghi e persone in senso negativo. I cartelli che segnalano pericolo (radiazioni, rischio biologico, radiazioni ottiche,luci laser…) sono di colore giallo come le tute protettive dai contagi di virus come l’ebola.

Ippocrate associava il giallo al comportamento collerico (la teoria dei quattro umori) con esplosioni emotive, irriflessive e aggressive per un eccesso di bile gialla.

Anche nel linguaggio dei fiori la rosa gialla è messaggio di gelosia, invidia, tradimento.
Il giallo tende all’ambivalenza si significati in maniera particolare, e dal colore della dignità e della regalità diventa colore dell’emarginazione e del pericolo.

Il giallo dello zolfo poi, lo collega alla dimensione diabolica e a quella alchemica perché lo zolfo è indispensabile per fissare il mercurio.

Il giallo è sia l’esultanza della primavera con i primi fiori che sbocciano incontenibili ma anche il colore delle foglie non più verdi e ormai ingiallite in autunno.
Le foglie che ingialliscono sono “il folle spreco delle ultime forze estive nella vivacità del fogliame autunnale”, diceva Kandinsky.

È un colore numinoso il giallo, un colore sublime, che lascia sulla soglia fra bellezza e terrore, perché la luce che irradia dal giallo può essere sana e salubre come malata e pestifera, sacra come infernale, può illuminare ma anche abbagliare e accecare.
Mistero tremendo e affascinante, un’indescrivibile sensazione di un orrore dilettevole, perché il giallo è il colore della luce e della primavera ma è misterioso e può nascondere e segnalare qualcosa di totalmente altro, diverso di quanto ci si aspettava.

Non sempre vediamo e interpretiamo il disegno dalla parte giusta. Le cose che capitano qui non sembrano avere significato, ma lo hanno altrove.
Il giallo è il colore più vivace, movimento puro, energia che si vuole espandere in tutte le direzioni, nello sbocciare di un dente leone nel prato o nel Big Bang all’inizio dell’universo…

E… grazie!,
Bloody Ivy