Ghiande in Testa

The sky is falling!
Chicken Little

Una nuova settimana ma è difficile che io scriva, pensi e mi concentri sul resoconto della settimana appena passata.
Il prossimo week end mia figlia è stata invitata ad una festa (FESTA in tempi di corona virus) di laurea e i pensieri vanno tutti lì. Festeggiamenti che erano già stati rinviati perché la dottoressa si era laureata già durante le prime avvisaglie del virus e, presumo per intelligente prudenza aveva preferito aspettare.

Sono le immagini che associo al concetto di festa che mi schizzano fuori dalla testa alla rinfusa agitandomi. Quelle della rilassatezza d’animo che si ha nelle feste, degli abbracci per le congratulazioni, della vicinanza non proprio di sicurezza con le altre persone in simili occasioni.
In Italia chiedono 1 metro ma basta sconfinare in Slovenia e la distanza raddoppia e servono 2 metri quindi… quella corretta qual è? Soprattutto, ha senso la distanza metrica in una bellissima giornata di sole e venticello moderato come oggi? E quando arriverà la bora a oltre 100km/h?

Mi disorienta la rasserenata arrendevolezza simile a quella di Tonio: “a chi tocca la tocca”. Tonio, l’amico di Renzo a proposito della peste; quello nei Promessi Sposi, non Tonio Cartonio della Melevisione che comunque ricordo più simpatico e saggio di quello manzoniano.

Tutti pronti ad accettare serenamente il contagio o tutti increduli che possa ritornare?

Tutti con la coscienza a posto, o tutti (inconsapevoli?) seguaci di Epicuro quando diceva “Quando noi viviamo, la morte non c’è. Quando c’è lei, non ci siamo noi” e, aggiungo io, quindi che mi frega?

L’atmosfera è tranquilla, come se niente fosse accaduto o comunque il peggio sia ormai passato.

E poi ci sono io e sembra stia interpretando Chicken Little che, cadutagli una ghianda in testa crede che a cadere sia stato un pezzetto di cielo e quindi la fine sia vicina, così va avvertire tutti “The sky is falling!”. Però non penso si tratti solo di una ghianda stavolta.

Nei luoghi all’aperto non indossano più le mascherine e nemmeno a passargli vicino li convinci. Nei luoghi chiusi e frequentati da altre persone usano la mascherina ma come scalda mento.
Se ti vedono e ti riconoscono ti sorridono e ti sputacchiano un “Ciao, come va?” in faccia.
Probabilmente li guardo incredula perché davvero non li capisco. Non siamo usciti dal cinema dopo aver visto un film terrorizzante e, ci si può ridere e scherzare su perché non c’era niente di vero in quella storia.

Abbiamo superato quasi indenni la prima ondata e invece di aver imparato a stimare il pericolo sembriamo l’equipaggio della Nave dei Folli, la Stultifera Navis di Bosch, dove tutti gli imbarcati ridono, scherzano si arrabbiano o giocano mentre la corrente li porta via (e stavolta ci porta verso la cascata).

La psicologia umana è stupefacente, stiamo vivendo in un periodo pessimo e pericoloso e lo viviamo come se fosse la normalità; per quanto possano essere estremi certi accadimenti (una pandemia, grazie al Cielo, capita di rado in un secolo) per molti è difficile riconoscerli.

L’aria è piena di esseri invisibili per noi, proprio come l’aria stessa non è percepibile con il senso della vista; magari qualche pulviscolo atmosferico, qualche polvere inquinante ma gli atomi dell’ossigeno, gli altri gas e i virus no.
Adesso con il caldo me li immagino stremati, fiacchi, senza forze ma quest’autunno potrebbe diventare il più arduo e difficile momento che dovremo affrontare.

E le parole del Profeta Ungaretti (sì, lo so, è un poeta ma le sue parole sono più vere e forti di quel “cialtrone” di Nostradamus) potrebbero avverarsi.
Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” (Soldati). 

Niente, non riesco proprio a cambiare argomento, cavoli! È il festino di laurea che mi preoccupa; non succederà nulla, ne sono certa, anche se brinderanno e si faranno gli auguri senza mascherine, ma appunto per questo, si abitueranno all’idea che ormai tutto è tranquillo e invece…

ps: messaggio dell’ultimo minuto di mia figlia, appena finito di scrivere questo post: “Scusa mamma, mi son sbagliata, la festa di laurea non si tiene questo week end ma il prossimo”.

E vabbé…

passate una bella settimana!!! Bloody Ivy