Frasi Amuse Bouche come Cioccolatini

 It was a Dark and Stormy Night. (Snoopy)

Da quando io riesca a ricordare, mi è sempre piaciuto incominciare a scrivere (un elaborato, una tesina, un articolo, un post per il blog) con una citazione letta in un libro, sentita in un film, o magari ascoltata alla radio.
Insomma: titolo, frase non mia, testo.

Le frasi possono essere quelle di romanzieri, saggisti, scienziati, cantanti, criminologi, criminali, filosofi, attori, poeti, pazzi, parole prese da una canzone, da un film, da una filastrocca… Frasi di chiunque trovate ovunque.

Frase che non fa le veci di un occhiello giornalistico, non è neanche un sommario, abstract, perché non spiega il contenuto, non introduce all’articolo. Non può dire molto, fa intravedere poco o nulla, come una sorta di flash subliminale che se arriva lo percepisce soltanto l’inconscio e casomai solo alla fine della lettura di tutto il resto – perché comunque un collegamento con tutto il resto c’è – lo si riesce ad interpretare.

Non la chiamerei “frase antipasto” perché è molto meno, ma nemmeno “frase stuzzichino” cioè completamente distaccata dal resto. Somiglia di più ad un amuse bouche, una tartina poco più grande di una briciola, una crema al cucchiaio servita in un cucchiaino, cioè un semplice saluto di benvenuto al lettore, una frase “di cortesia” prima di presentargli il vero e proprio testo.

Si offre al lettore il testo accompagnandolo con un cioccolatino, uno di quelli incartati con un cartiglio così mentre in un boccone si gusta il cioccolato, getta un’occhiata alla frase scritta nel cartiglio e si appresta alla lettura del resto.
In realtà ancora non hanno inventato il teletrasporto, nemmeno quello per dei piccoli cioccolatini ed è disdicevole. Così per ora mi accontento di proporre una frase da cioccolatino senza cioccolatino.

Non sono frasi messe a caso perché sebbene la relazione con il testo non sia chiarissima c’è e l’autore (sì, sto parlando anche di me ma sono in tanti autore a farlo) l’ha scelta apposta. E’ la ciliegina sulla torta che arricchisce il pezzo scritto dandogli un tocco in più.

Un proemio sui generis, un elemento piccolino e simpatico, l’amuse bouche cioè il regalino (che è gratuito anche nei ristoranti più gustosi) per augurare una buona lettura.

Detto in soldoni, delle frasi amuse bouche se ne potrebbe fare a meno ma a me piace usarle prima del post vero e proprio, come il rimmel e il lucidalabbra prima di uscire che nulla cambia però…
Voi le usate?

Qui qualche “amuse bouche” presa dai miei vecchi post.

 

Tutto ciò che vi è di terribile e di pauroso in quello che dici ha origine nel tuo intimo: il mondo esterno vi ha ben poca parte. (E.T.A. Hoffmann)

Le credenze degli uomini risultano spesso indeterminate come quelle dei gatti. (Alasdair Macintyre)

The two most important days in your life are the day you were born and the day you find out why. (Mark Twain)

La forza dell’eremita si misura non da quanto lontano è andato a stare, ma dalla poca distanza che gli basta per staccarsi dalla città, senza mai perderla di vista. (Italo Calvino)

Perché ci lasciano crescere in un mondo insidiato da demoni senza illuminarci sugli occulti pericoli che ci circondano e su come difenderci? (Egon von Petersdorff

Per ammazzare i Kulak, annientarli tutti come classe, bisognava annunciare: “i kulak non sono umani”.
(Vasilij Grossman)

Something is always happening.
But when it happens, people don’t always see it, or understand it, or accept it.
John Hobbes (Denzel Washington), dal film Fallen

Le masse non hanno mai conosciuto la sete della verità. Hanno bisogno di illusioni e a queste non possono rinunciare. L’irreale ha costantemente in esse la precedenza sul reale, soggiaciono all’influsso di ciò che non è vero quasi altrettanto che a quello di ciò che è vero. Hanno l’evidente tendenza a non fare distinzione tra i due. (Sigmund Freud)

 

grazie per l’attenzione, Bloody Ivy

 

 

 

 

10 Commenti

  1. Ho letto molto tempo fa su un libro di citazioni (del genere “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano “) che utilizzare una citazione nel modo giusto equivale a alzarsi al livello di chi l’ha detta per primo, e penso che arrivare al livello di Twain, Freud o Calvino non sia una cosa da poco!

    • Ecco, mi ero sempre chiesta cosa ci fosse scritto in quel libro dal titolo così… originale. Interessante. In realtà se dovessi trovare qualcosa di simpatico in un libro per ragazzi o ascoltare una frase accattivante in un film della Marvel non mi farei problemi ad usarli come citazioni. Voglio dire… fra me e Calvino c’è una distanza interstellare, se lo cito è solo per onorarlo ricordandolo con una frase riportata con riverenza ed umiltà. Sta fra gli “irraggiungibili” e non ho mai pensato di alzarmi di livello semplicemente citandolo.
      Però mi sa che risponderò da troll con questa citazione “anche le formiche nel loro piccolo si incazzano” in qualche commento di un arrabbiato sui social, di questi tempi infrequentabili per le formiche furiose che commentano. 🙂 🙂 🙂 sì, mi diverto con poco 😉

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)

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