Fiori Arancione Datura

Ad agosto cerco di eclissarmi il più possibile anche con il blog e così e i post estivi saranno “pensieri al volo”. Mi piace da matti occuparmi del blog ma fa caldo («Troppo caldo!» direbbe Greta), ci sono le vacanze (per modo di dire) e… ecco, questi sono già motivi sufficienti per rallentare.
Solo post flash e questo sull’invisibile che abbiamo intorno e non vediamo neanche se ce lo mettono sotto il naso, non ci facciamo caso.
Racconto l’accaduto.

Stavo leggendo delle cose sulle proprietà psicotrope del fiore datura, ce ne sono di diversi tipi ma tutti dalle proprietà particolari.
Datura è una pianta famosissima anzi famigerata, soprattutto in Colombia e in Messico ma si è naturalizzata anche nel bacino del mediterraneo e in Italia lo si trova in Sicilia, Calabria, Sardegna e nelle zone particolarmente raggiunte dal sole.
In qualche modo il fiore della datura lo conoscono tutti o ne hanno sentito parlare, magari con i suoi nomi più popolari ma, direi, davvero appropriati: yerba del diablo, torna loco, pianta degli sciamani, indormia, fiore delle streghe, noce spinosa, tromba degli angeli, l’erba che rende pazzi.
La preparazione, il consumo e l’uso della datura cambia da cultura a cultura e dagli effetti che si vogliono ottenere anche se in genere si usano i semi ridotti in poltiglia e ingeriti.
E’ stata da sempre usata dagli sciamani e nei riti religiosi e magici per gli effetti allucinogeni. Veniva data alle mogli e agli schiavi perché non fossero in grado di ribellarsi mentre li si seppelliva vivi assieme al capo e marito morto perché è in grado di dare paralisi della muscolatura.
Ultimamente la si usa nella produzione delle droghe chiamate easy date perché ha potenti effetti inibitori, dà estasi psichica e amnesia, inoltre è insapore e può essere aggiunta a cibi, bevande e si trova persino sotto forma di spray.

Insomma una pianta con dei bei fiorellini che, in mano alle persone che sanno essere cattive di proposito, è in grado di dare grandi guai.

Finora nei libri (di criminologia e non in manuali su come preparare droghe casalinghe, precisiamo perché non si sa mai) avevo visto immagini di fiori datura bianchi, forse più comuni degli altri, ma stavolta erano arancione.
La cosa sarebbe dovuta finire là, con un mio « Oh! Datura arancione! » e poi la vita continuato come al solito e invece, senza saperlo e senza volerlo, inconsciamente, ai datura color arancione ho continuato pensarci.
Come me ne sono accorta?
Sono passata dal profilo del fotografo di natura che seguo e ti vedo due foto scattate da lui di fiori datura arancione dell’isola di Bali. «Toh! Guarda la coincidenza?!» e pensavo davvero lo fosse.
Poi mi accorgo della tovaglia di plastica da mettere sul mobiletto dove sistemo le bottiglie di olio in cucina comperata il giorno prima da mia figlia. Piena di fiori e coccinelle (sono i compromessi del vivere assieme ad una figlia dai gusti molto tradizionali, e penso sia il suo modo di essere ribelle) ma soprattutto fiori a trombetta color arancione, proprio come i datura.

Esco in città, certo più lenta del solito “perché più caldo fa e più lenti si va” (notate: ho fatto anche la rima!!!) e comincio a trovare fiori arancione simili ai datura ad ogni angolo verde e non solo.
Fiori arancione di quella forma erano distribuiti sulle stampe dei vestiti estivi dei passanti, sulle loro borse shopper, su cartelloni pubblicitari e come autoadesivi sulle auto.

Così ho trascorso la giornata immersa fra i fiori di datura arancione che mi comparivano ad ogni angolo e in ogni salsa. Non saranno stati proprio datura ma solo semplici fiori arancione che però sono bastati per farmi continuare a restare concentrata sui datura veri, yerba del diablo.

Ed è normale, non si vedono le cose che abbiamo attorno finché per un motivo o per un altro non dobbiamo farci più attenzione.

È cecità intenzionale, la adottano tutti per sopravvivenza, me compresa, perché non è che posso permettermi di rendermi conto di ogni fiore arancione che incontro quando esco di casa. Purtroppo.

È come spiega Daniel Simons usando il video del gorilla invisibile dove, facendo attenzione ai passaggi di palla dei ragazzi con le magliette bianche nemmeno ci si accorge dell’evento inaspettato, l’ingresso del gorilla proprio in mezzo a loro.
Se non si sa cosa cercare non lo si cerca e per cecità intenzionale diventa indifferente e neanche lo si vede.

Insomma, si vede qualcosa sì, ma sempre con le famose fette di salame davanti agli occhi. Ed è una mezza fregatura… sigh

buona caldissima settimana
Bloody Ivy