Final Masquerade

angel linkin park

Avrei dovuto avere il week end completamente libero ma, ho una figlia che allontana le passioni esagerate (esuberante felicità, pianti di tristezza, stati depressivi causati da delusioni, ansia per impegni futuri, incavolature varie…) parlando. Diventerà un grande oratore che neanche Cicerone, non ci sono dubbi.

Una sorta di soliloquio che si prolunga per ore e ore e ore. Se capita il sabato sera e si interrompe perché ormai fuori è buio pesto, comunque riprende la domenica mattina e poi a pranzo, nel pomeriggio, eccetera. È il suo modo di fare il punto della situazione e riordinare le idee, il suo sfogo nonché la cura: con la sua oratoria si salva dallo stress e da chissà quanti disturbi psicosomatici.

Certo, le serve anche un ascoltatore attento e silenzioso che alla fine giudichi tutto il discorso con una sentenza di poche frasi risolutive stile oracolo cinese I Ching o le risposte della Pizia di Delfi, o profezie alla Nostradamus, o il Ragno Nero, ed è proprio quello che faccio io. Va bene così e funziona alla grande; lei parla (con me ma in realtà con se stessa), comprende il problema, si fa l’esame di coscienza e butta fuori il veleno e i sassolini dalle scarpe mentre io eseguo il mio destino da genitore, cercando di renderla più forte e saggia con la mia dote innata da Ragno Nero.

Però il tempo per scrivere il post che mi proponevo di fare non c’è stato e quindi ne approfitto per (ma è, in tutta sincerità, da intendere con “e quindi me la sbrigo con”) condividere, a mio avviso, uno dei più belli video dei Linkin Park.

Le immagini sono davvero particolari, comprese le frasi scritte come graffiti sui muri e che si riescono a leggere nonostante passino veloci, con un ritmo incessante, come frasi subliminali alle quali non c’è tempo di pensare ma che penetrano nella psiche e nell’anima e saltellano anzi ti ballano dentro, al ritmo della canzone. Sono parole che si leggono quando si guarda il video e non parole che si sentono ascoltando la canzone. Una sorta di messaggi nascosti, che arrivano con un altro canale e per questo forse ancora più importanti.

The Final Masquerade è una ballata rock piena di simboli, figure oniriche, miti, sicuramente metafore ma di quelle che ognuno deve interpretare a modo suo, a seconda del suo vissuto, dello stato d’animo del momento. Il video è una sorta di non-luogo e non-tempo, un istante indeterminato adattabile ai pensieri di ognuno; d’altronde all’autore, a Chester, non si possono più chiedere spiegazioni.

Anche il testo della canzone ha qualcosa di segreto ed è decisamente criptico. Come le mie misteriose risposte in stile oracolare a conclusione dei lunghi (interminabili) discorsi della prole.

The end is near (la fine è vicina) – Beware of shapeshifters (attenzione ai mutaforma) – Trust no one (non fidarti di nessuno) – Run away (scappa) – Down (con tanto di freccia rivolta verso il basso) .

Final Masquerade, fine della mascherata e quindi dell’ipocrisia.

Con le ombre che fluttuano via e le cicatrici che iniziano a sbiadire (With shadows floating over, the scars begin to fade).
Beh, mi piace pensare che prima o poi arriverà la fine del ballo in maschera di questa società ipocrita. Sicuramente non ho compreso le frasi con lo stesso sentimento degli autori ma per me, leggere i testi di certe canzoni è come leggere i foglietti trovati nei biscotti cinesi della fortuna; non importa quel che voleva dire lo scrittore con quelle frasi bensì quel qualcosa, quel quid che posso capire solo io e quindi è efficacissimo per me.

Mi piace immaginare che le ombre si alzino nell’aria e fluttuino via fino a dissolversi, e che le cicatrici inizino a sbiadire (With shadows floating over, the scars begin to fade).
Sbiadire dice la graduale ma inesorabile diminuzione fino a svanire. E se le cicatrici svaniscono smettono anche di far male.

Svanire è lo scomparire di qualcosa che ormai è diventato vano, cioè inutile, come il dolore quando si è imparata la lezione di vita o come il niente di niente di una mascherata.

angel final masquerade

Ma questa è solo l’interpretazione personale di una semplice frase di una canzone che assieme al video trovo di una capacità evocativa grandiosa.

Grazie di essere passati per di qua,
buona settimana e mi raccomando: attenti ai mutaforma!
Bloody Ivy