Evagrius Ponticus – sulla gola

evagriobrano tratto da:
EVAGRIO PONTICO
SENTENZE
GLI OTTO SPIRITI DELLA MALVAGITA’

(…) principio della pratica (il termine greco è pratiké e con esso Evagrius intende il processo di liberazione dalle passioni) è la temperanza. Chi è vinto dal ventre, è soggiogato dalle passioni; sconfitto dai cibi accresce i piaceri. (…) Chi è padrone della mascella, uccide gli stranieri e facilmente spezza le catene.

(…) Cibi sontuosi dilettano il gozzo e nutrono il verme insonne della smoderatezza. Uno stomaco vuoto dispone a vegliare in preghiera, uno pieno invece porta molto sonno. I sensi vigili richiedono un regime alimentare strettissimo, uno stile di vita molle immerge la mente nell’abisso. (…) La mente di chi digiuna è un astro che brilla nel cielo, quella del crapulone è celata dalla notte oscura: una nuvola nasconde i raggi del sole e la somministrazione abbondante di cibi ottenebra la mente.

(…) Non è possibile sentire profumi nella melma né nel goloso fragranza di contemplazione. (…) Se cedi alla brama dei cibi, niente sarà sufficiente a soddisfarne il piacere: un fuoco è infatti il desiderio di cibi, che sempre prende e sempre arde.

(…) Annienta in te tutto ciò che spira malvagità e mortifica con forza le tue membra di carne. Allo stesso modo in cui un guerriero ucciso non ti trasmetterà paura, così un corpo mortificato non recherà disturbo alla tua anima.

(…) Un fuoco spento si riaccende se prende dei fuscelli, la voluttà sopita si infiamma con cibo a sazietà. Non aver compassione di un corpo che si lamenta per la debolezza e non ingrassarlo con cibi ricercati.

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