Etica Hacker – Emmanuel Goldstein

Emmanuel Goldstein
Emmanuel Goldstein

“I computer, i sistemi digitali e quelli di comunicazione stanno diventando ogni giorno più importanti. L’informazione è davvero il potere, e nella nostra società la controlla un numero ridotto di persone. Io penso che questo sia un grande rischio per la libertà di tutti, e quindi credo che gli hackers debbano sviluppare le loro abilità, in modo da poter controllare il sistema e difendere la gente dal totalitarismo potenziale.

Non dico che stiamo vivendo una dittatura, ma sotto certi aspetti siamo controllati e condizionati. Tutte le operazioni di controllo vengono fatte usando i computer, e quindi è necessario che gli hackers siano in grado di tenerle d’occhio, in modo da denunciare eventuali abusi. Naturalmente gli uomini di potere dicono che noi siamo criminali, perché vogliono essere liberi di fare ciò che preferiscono.

Fare l’hacker vuol dire porre un sacco di domande, e rifiutarti sempre di smettere di chiedere. Questa è la ragione per cui i computer sono lo strumento perfetto, a disposizione della gente con una mentalità inquisitiva. Ma gli hackers non hanno alcun obbligo di confinare la loro attività nel settore dei computer. Chiunque abbia una mente inquisitiva, uno spiccato senso dell’avventura, e una forte convinzione nel diritto alla libertà di parola e della conoscenza, molto probabilmente già possiede nel suo intimo anche un po’ dello spirito hacker. Il fatto che noi siamo disposti a giocare al gioco dei segreti, ci trasforma in una minaccia tremenda agli occhi di coloro che vogliono tenere le cose importanti fuori dalla portata del pubblico. Comunque ci sono delle entità pubbliche e private, che cercano di indebolire la criptazione e i sistemi di sicurezza, proprio perché vogliono avere un controllo da Grande Fratello.

La gente dovrebbe guardare a loro con preoccupazione, perché sono loro la vera minaccia. Gli hackers sono necessari. Il futuro della tecnologia e della società stessa, con i suoi problemi di libertà e di Privacy, dipende da come risolveremo le questioni che oggi noi poniamo. Quella che stiamo vivendo può essere l’alba di una grande era , ma può anche essere l’inizio di un vero inferno. Fino a quando lo spirito umano sarà vivo, gli hackers esisteranno sempre.” Emmanuel Goldstein

(Tratto da “Hackers – i ribelli digitali”, Paolo Mastrolilli, Edizioni Laterza – 2001)

Etica Hacker

Chi sono gli hackers? Laidi individui circondati da una torbida nebulosa di connotazioni negative? Una razzamaglia di persone che perniciosamente dubita delle norme e dei valori legalmente accettati? Visitatori non autorizzati di sistemi di computer, d’apparecchi collegati ad Internet? Sono un gruppo marginale nella società e come capita ad ogni gruppo minoritario – in una società dove il conformismo è lo standard richiesto e la morale corrente – vengono proscritti. Il fascino degli hackers, infatti, risiede negli interrogativi che sollevano attorno all’agire morale on-line e a proposito di temi come l’accesso ad Internet, la libertà dell’informazione, il diritto alla privacy, gli abusi da parte delle autorità, dogmatici custodi della legalità digitale. Non si intende né apologizzare l’etica hacker né biasimarla sul sentito dire, bensì esporre nel modo più chiaro tematiche che, ora che Internet è parte del nostro pane quotidiano, potrebbero risultare utili per formare un’opinione in proposito.

ivy