Consigli in Buona e Mala Fede

“Sono John Connor. Se mi state ascoltando, siete la resistenza.”
Terminator Salvation

Sono contenta. Ho consegnato in tempo tutte le scartoffie e lettere firmate e, non ci contavo.
Ora devo rimettermi in carreggiata perché ho badilate di cose e compiti rimasti indietro ma… resto contenta.

Ho avuto degli ostacoli, o più propriamente, degli antipatici sgambetti da chi “per prudenza” avrebbe voluto fermarmi (cioè danneggiarmi), in quanto non adatta come persona (cioè troppo poco ciecamente ubbidente alle regole e alla gerarchia a suo dire, in mala fede).
Però, grazie al Cielo, sono riuscita a schivare questi colpi bassi andando a chiedere ad un superiore più superiore (quindi ho seguito le regole, rispettato la gerarchia e in più mi sono ingegnata per superare l’ostacolo) ovviamente da ora ho una persona che mi detesta in più. Ma che sarà mai?

Ho ricevuto una marea di consigli, lunghi ed esagerati perché non richiesti; consigli dati in buona fede dove l’obiettivo era identico a quello del personaggio dello sgambetto in cattiva fede: fermarmi.

Non racconto se non a grandi linee perché non servono i particolari ma, in sintesi, mi danno la possibilità di fare qualcosa che mi piace tantissimo anche se mi prosciugherà ogni piccola briciola di momenti liberi rimasti.
Ciò mi rende serena e (questa è la pietra dello scandalo) non verrò pagata.

Chi viene pagato per seguire i propri hobby e fare le cose che ama, nelle sere, nei giorni liberi o in ferie? Direi nessuno.

Eppure non si sprecano consigli dati in buona fede, da chi decisamente non ha problemi economici, visto lo stile di vita costoso.

Te lo dicono per dovere di correttezza (di pensare prima ai soldi) e perché io, da sprovveduta sennò non ci arrivo (e certo, son arrivata ieri da Marte). Dove, “dovere di correttezza” è vivere come gli altri si aspettano tu viva, con gli stessi valori e desideri, perché siamo in una società, e se fai qualcosa senza farti pagare (non importa se per te è importante) ti discosti troppo dagli altri (e probabilmente hai qualcosa che non va).

Sempre in buona fede dicono “Sì, puoi fare come vuoi, non è mica vietato, ma non pensare che ti appoggi o che ti aiuti quando le cose ti andranno male perché te la sarai voluta tu”. Naturalmente lo dicono perché ti vogliono bene e se segui i consigli sarai più vicina a loro, finalmente nella loro cerchia dove ti aspettano con ansia (è lo stesso meccanismo delle sette allargato alla società).

Forse oggi siamo più liberi come orientamento sessuale ma è poca cosa, chiedere a chi è (inconsapevolmente?) rinchiuso in una gabbia, se preferisce l’asciugamano rosa o quello azzurro o magari arcobaleno.
L’obiettivo vero, il fine “buono” è un modello di comportamento e di idee a cui tutti dovrebbero attenersi. Uno strano principio di solidarietà per una società che a vedere la piccola fiammiferaia seduta per terra, non si ferma e la lascia morire di freddo (probabilmente non avrà seguito i consigli dati in buona fede, pensano).

In conclusione, farò qualcosa (per alcuni mesi soltanto) che mi prosciugherà ogni minuto libero, non verrò pagata, ma sarò serena come se stessi in vacanza.
Al contrario di chi in buona fede, per dovere di correttezza, solidarietà sociale mi consiglia di rinunciare e poi per sentirsi bene (come mi sento io) è pronto a spendere cifre da capogiro.

Perché lo racconto? Perché non credo di essere la sola che tentano di scoraggiare con consigli dati sia in buona che cattiva fede.

Consigli ignoranti (perché se non conosci la psiche, il carattere, il passato di quella persona puoi dare solo consigli ignoranti) che reputano legittimi e invece non stanno né in Cielo né il Terra.

Io posso solo dire che non li ascolterò. Forse faccio parte della Resistenza. Chissà…

Sono Bloody Ivy e se mi state leggendo, è probabile che facciate parte della Resistenza anche voi.