Color Cinabro – Cap11.3 (Storia Fantasy Horror)

Il cinabro è un solfuro di mercurio, un minerale grigio brillante venato di cristallizzazione rosso sangue. Questo colore scarlatto si scurisce a contatto con i raggi del sole. Il cinabro funzionante aiuta a separare il mercurio dallo zolfo immagine dal blog: cinaborum.wordpress.com

Se questo post sembra scritto “comme ci comme ça” e scusate il francese 😉 è perché oltre ad avere del tempo libero per scrivere serve anche una testa libera, non da emicranie ma da pensieri “rognosi” e dalle tante chiacchiere di chi trova che di domenica sia educato e gentile toglierti la concentrazione così.  🙁
Ma son cose che capitano a tutti e per questo spero in un po’ di comprensione 🙂

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Viaggia su raggi di luna sotto forma di pulviscolo (…).
Bram Stoker – Dracula

Non c’è dubbio quindi che le pietre possiedano qualcosa delle virtù occulte dei corpi supercelesti e che partecipino della loro sostanza (…)”
Tommaso d’Aquino, L’alchimia, trattato della pietra filosofale.

puntate precedenti

La vera pietra filosofale è l’alchimista stesso. La sua somiglianza con la pietra filosofale è necessaria e ciò implica una continua e sempre più profonda conoscenza di se stesso e quindi abilità riflessive. Ciò implica anche che il consorzio umano lo considererà come diverso dalla maggior parte delle persone e quindi pericoloso.

E’ l’alchimista, con la sua forza spirituale, a trasformare poi anche gli altri (metalli o persone) in oro.
E come la pietra filosofale faceva acquistare l’onniscenza, ossia la conoscenza del passato e del futuro così l’alchimista dovrebbe avere la capacità di far comprendere che tempo e spazio sono strutture che possono mutare attraverso le onde degli stati d’animo: pentimento, rancore, odio, amore e altre energie. Perché l’oro è un valore simbolico, la metafora della luce, che rischiara l’intelletto; e come tutte le metafore custodisce i propri segreti raccontandoli piuttosto che tacendoli.

Così si esprimono le profezie e così i filosofi: preferiscono svelare velando, accennando tramite enigmi che quasi tutti sono convinti di comprenderne almeno in parte. E se qualcuno, è davvero in grado di risolvere l’enigma è perché può sopportarlo, anche se capisce che non è una conoscenza che può essere tramandata. Perché c’è un motivo per celare il futuro, ed è che non è possibile comprendere chiaramente in anticipo le profezie, sempre inconoscibili. È come se qualcuno ti cercasse di spiegare qualcosa ma tu, per grettezza di mente, l’interpretassi male.

Il cinabro è un solfuro di mercurio, un minerale grigio brillante venato di cristallizzazione rosso sangue. Questo colore scarlatto si scurisce a contatto con i raggi del sole. Il cinabro funzionante aiuta a separare il mercurio dallo zolfo
immagine dal blog: cinaborum.wordpress.com

Lui stava concentrato, l’espressione di chi cerca di arrivare alla soluzione finale di un difficile quesito, quindi riordina le idee, i pensieri e riannoda i ragionamenti prima di pronunciare la risposta.

Intanto l‘eclissi di sangue stava scomparendo e la luna già appariva con un tranquillo color cannella.

«Chiaro!» sospirò socchiudendo gli occhi ma gli rimase sul volto un’espressione tremendamente cupa.

Il cielo va ammirato come un’opera d’arte e poi letto come si fa con un libro dove le galassie sono paragrafi, i sistemi solari le frasi e i corpi celesti sono lettere. L’eclissi lunare aveva fatto somigliare la luna ad un cristallo di cinabro e, il fatto andava interpretato per similitudine; il cinabro, la pietra filosofale che avrebbe diviso le materie vili dall’oro. Come?

C’era del vero su quel che si diceva su di lui, ma naturalmente solo in parte, la solita tattica per avvelenare il tutto. Ma chi è abituato a lasciarsi cullare dai pregiudizi e sceglie scorciatoie del pensiero non può intendere e può solo fraintendere.

Non aveva mai sconfinato nell’eresia, magari gli si poteva dare dell’eterodosso ma quello era quasi insito nella sua natura; eretico no, non avrebbe voluto, non si sarebbe permesso, però i suoi studi ai super canonici, ai tradizionalisti apparivano così azzardati che spesso venivano scambiati per deliri di un pazzo, di una mente errante senza briglie, e lui stesso capiva quanto fosse difficile tracciare il confine fra tutti i fenomeni che con il suo ministero venivano alla luce. Per questo, per approfondire meglio le sue conoscenze senza preoccupare, ma si può dire spaventare, i suoi superiori, se ne era andato.

Uscì da quella stanza simile ad una biblioteca e pochi istanti dopo rientrò con un pezzo di pane e una forma di formaggio dalla grandezza di una caciotta, più un coltello che per come lo impugnava avrebbe ispirato simpatia ad Hitchcock. Ormai non mangiava da altre parti se non sulla sua scrivania, accanto ai libri. Cenare, anche se non ogni sera, era necessario per restare in salute e si poteva farlo anche senza perdere tempo continuando a leggere e ragionare.
Appoggiò quelle cose sul tavolo e cercò qualcosa velocemente tra i libri impilati. Eccola: una tavoletta di legno pregevole e incisa a fuoco, perfetta come tagliere. Tutti gli esorcisti ne vietavano l’uso e lui stesso l’aveva sequestrata ad un ragazzo che voleva servirsene. Si aprono la porta a demoni, perché quando si cerca di comunicare con l’aldilà sono strane le entità che arrivano per suggestionare, manipolare, se non lo sapeva lui… ma per tagliare a pezzi il formaggio quella ouija era perfetta.

puntate precedenti

grazie per il vostro tempo lasciato qui, Bloody Ivy 

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