Ćevapčići, Comete, Guerra e Numeri da Giocare

Ogni parola ha conseguenze. Ogni silenzio anche.
(Jan Paul Sarte)

Giornate di pensieri pesanti, tanto pesanti che ho perso quasi due chili. Con il peso mentale ti alleggerisci il fisico, pensa un po’. Funzionano più i pensieri che la dieta.
Giornate dove ti pare di stare in un film di Hitchcock; sei il protagonista e non sai bene se in base a quello che hai visto e sentito se puoi concludere di essere finita in un inquietante intrigo o se i tuoi ragionamenti che continui a sperare lucidi e sensati siano invece partiti per la tangente.

Non sono geniale come Hitch e quindi in realtà continuavo semplicemente a chiedermi se sono una fessa, una fessacchiotta imbattibile nelle fesserie o se magari il mio pensiero arrivatomi elaborando dati, era corretto.

Battaglia interiore insomma, di fatica psichica, mentale, morale dove vorresti solo staccare la spina e non pensarci più e invece ti ritrovi a combattere con te stessa e non sai bene quale sia la tua parte razionale e quale la parte da fessa.

Poi, adesso che i pensieri li ho esposti e non posso rimangiarmi le parole ovviamente è svanita ogni confusa percezione: senza dubbio sono una fessa di prima qualità!
La mia unica scusante è che posso cogliere anche più aspetti riguardo alle cose ma la realtà non la interpreterò mai esattamente com’è, e questo capita a tutti.

Con tutti questi pensieri che ti attraversano la mente di giorno… che sogni sbalorditivi di notte!
Ne racconto 3, tre avventure oniriche, anche se sono di più.
Nel primo c’era una pandemia di influenza suina terribile e mortale. Un tipo, vestito come il plague Doctor mi avverte di non mangiare carne di maiale perché è così che ci si infetta.

Nella realtà cmq ciò non corrisponde al vero, perché anche l’influenza suina si propaga con le goccioline volate dai colpi di tosse e gli starnuti.
Io nel sogno sapevo di aver mangiato una pizza diavola poco prima e mi stavo chiedendo “Mica mi ammalerò?” e “Come caspita faccio ad avvisare tutti a non mangiare i ćevapčići?”.
I triestini amano i ćevapčići, sono uno dei classici cibi che con il loro profumo ti chiamano da lontano. L’altro sono i sardoni fritti impanati ma li cito sono perché adesso ho fame.
Comunque mi struggevo sapendo che non sarei riuscita a convincere con un “Non mangiate ćevapčići, perché vi prendete l’influenza suina ed è pericolosa”.

Pazzesco eh… Io poi, uscita a fare la spesa ancora scossa dal sogno ho comperato l’ajvar, la salsa piccante ai peperoni che va accompagnata ai ćevapčići e del tonno. Già, tonno, perché era solo un sogno ma ti quelli che ti restano attaccati addosso.

Per non parlare dell’altro sogno. E non è neanche la prima volta che lo faccio, si ripete spesso.
Galleggiavo nello spazio come gli astronauti ma senza tuta, così… vestita da casa, jeans rotti e maglietta non stirata.

I tempi erano quelli della Creazione di Costellazioni e Galassie.
D’altronde per una che segue fedelmente serie come Agents of S.H.I.E.L.D e Doctor Who non è affatto innaturale viaggiare nel tempo quando sogna anzi, una bazzecola.
C’erano tante nuvolette lucenti attorno a me che stavano pensando “e questo cos’è? E quello? Oh che bello!” era un linguaggio silenzioso che io sapevo capire e comunicare senza problemi, come fa Doctor Who con tutti gli abitanti degli altri pianeti.

Ad un certo punto si forma una cometa, stile cometa Neowise (bellina eh?!) che comincia immediatamente a filare a grande velocità e capisco che fra miliardi di anni, ai giorni nostri. sarebbe piombata sulla Terra causando danni catastrofici.
Mentre le nuvolette bianche ingenuamente pensavano “Oooh che bello!”.

Il terzo non è da meno.
Io sono mezzo – sangue dalmata, e mi trovavo in una cittadina croata che frequentavo prima della orribile guerra, quando si usciva con gli amici a mangiare la pizza e c’era solo la Margherita ma potevi aggiungerci la maionese con erbe fatta da loro. Buona, anche perché, mi ripeto, in questo momento ho proprio fame..

Comunque camminavo accanto al fiume con la gonnellina, le scarpe eleganti e l’ombrellino che usavo come bastone da passeggio.
Finite le case iniziava una rapida salita e io seguendo un ordine per quanto discutibile fosse la mia attività da arrampicatrice dovevo assolutamente proseguire.

Era una faticaccia tremenda, inspiravo ed espiravo quasi soffocando e i vestiti mi si trasformavano da soli. Alla fine ero con le scarpe da ginnastica i miei jeans strappati, una camicia e l’ombrellino si era trasformato in un bastone simile a quello di Gandalf.

Ogni passo pensavo fosse l’ultimo prima di stramazzare a terra ma, il comando continuava.
Incontro persone che non so in base a quali supposizioni si mettono a seguirmi; le sento ridere e scherzare alle mie spalle come se fossero convinte di andare a in un luogo piacevole a fare un picnic.
Io invece so che una volta arrivati in cima ci sarà un evento molto pericoloso.

Per me è sempre più dura perché i sassi del sentiero adesso sono umidi e scivolosi ma, incredibilmente arrivo in cima.

I followers dietro a me ridono contenti, magari pensano che sia arrivata l’ora del pranzo.
Mi guardo intorno e a valle, vedo dei soldati in tuta mimetica con Kalashnikov imbracciato che si nascondono fra i cespugli spinosi di more; quando si credono non visti avanzano e salgono.

Capisco che se fossi salita da sola appena arrivati in cima mi avrebbero trivellato con i fucili e che forse con l’aiuto di quelle persone che ignare mi hanno ingenuamente seguito potrei avere qualche possibilità ma… devo spiegare la situazione e il pericolo che sta per arrivare.

Soldier in gas mask with Kalashnikov

Lo faccio con il coraggio della disperazione e cerco di organizzare qualche piano. Pietre da lanciare, luoghi dove nascondersi e io avevo il mio bastone che potevo usare come arma. Ci saranno molte perdite ma è l’ultima occasione per tentare di sfuggire alla morte.
Perché mi hanno seguito? Però adesso non c’è niente altro da fare che difendersi, combattere e sperare.

Gli altri li tralascio sennò allungo davvero troppo.
Hanno un filo conduttore e anche l’atmosfera inquietante è la stessa.
Ora, ve li ho raccontati e se siete arrivati fin qui li avete addirittura letti.
Qualche esperto in sogni e magari di numeri da giocare al lotto (mai fatto ma, never say never diceva James Bond)?

Grazie di essere passati e Buona Settimana a tutti.
Bloody Ivy