Celestina e la Battaglia con la Mora (Capitolo 4.2 Storia Horror)

Trieste ©Paolo Carbonaio www.carbonaio.it

I capitoli precedenti: indice 

«Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani».

Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”.

Tra le persone di intelligenza e cultura superiori – impegnate in un campo lavorativo di grande responsabilità e in un ambiente dove è sconsigliabile fidarsi dei colleghi, perché i tuoi punti deboli, se conosciuti, saranno usati alla prima occasione contro la tua persona, la tua carriera e i tuoi clienti – c’è un estrema prudenza nel raccontare le proprie esperienze personali quando queste siano di un genere singolare e di natura psichica.

Neppure fuori dal contesto lavorativo, con gli amici e in famiglia, si confidano, temendo che quanto raccontato non trovi una corrispondenza nella vita interiore di chi ascolta e quindi gli altri dubitino. Potrebbero far nascere il banale sospetto dello stress lavorativo, con lo scontato consiglio di farsi aiutare da un professionista della psiche per riacquistare la piena lucidità mentale che, se confessate certe esperienze, evidentemente scarseggia.
E poi ogni cosa raccontata può essere rivelata, da insospettabili comari, dai soliti convinti di farlo per il tuo bene, di fare la cosa giusta.

Camminava immersa nei suoi pensieri, e i passi vacillanti non erano dovuti ai tacchi ma al sentirsi frastornata. “Magari sono fenomeni che capitano anche ad altre persone” si diceva per darsi coraggio. Se tutti erano reticenti come lei a parlarne, pieni di vergogna, timore di esser presi per pazzi, era ovvio che simili esperienze restassero avvolte nell’oscuro silenzio del non detto.
Al massimo si può arrivare a raccontare un sogno bizzarro, chiedendo in tono scherzoso all’interlocutore se non lo ritene profetico, ma poi lo scambio di battute deve finire lì.

Trieste, Chiesa evangelico luterana
©Elisa Biagi

Celestina, sempre gentile, socievole e sorridente (anche quando il suo animo faceva fuoco e fiamme), con un ottima competenza sociale, dai ragionamenti astuti da bravo avvocato, era abituata a considerare le conseguenze che avrebbero potuto avere le sue eventuali parole e che impressione poteva dare con il suo comportamento.

Ci teneva ad avere un buon contegno, ma con il comportamento nervoso delle ultime settimane non faceva altro che inviare dei messaggi non rassicuranti.
Era iniziato all’improvviso, di punto in bianco, durante la notte del meteorite ( capitolo meteorite ); aveva messo a letto i bambini, preso accordi con la baby-
sitter per il giorno seguente e parlato via skype con il marito, fuori Trieste per un paio di giorni.

Aveva riaperto gli occhi ritrovandosi immersa nel buio più nero, in un silenzio tombale, già eccitata.
Sentiva il peso di una mano sul fondo schiena, sull’area dell’osso sacro, la teneva immobile, schiacciandola con forza contro il materasso. Un’altra mano le stava facendo insolite carezze, sfiorandola lungo parti incredibilmente sensibili, alternando con dei colpetti profondi da esperto per prepararla alla penetrazione.
Si sentiva piacevolmente annebbiata, nel dormiveglia, e accondiscendente; la notte sarebbe stata incredibilmente intensa.
Una sorpresa questo modo di fare di suo marito che… con spavento se ne ricordò, non era a Trieste!
Dunque qualcuno era riuscito ad entrare in casa e ora voleva abusare di lei, gridò ma risultò afona e così sentì nascere altro orrore nella mente.

« È la Mora! » (link spiegazione a cos’è la Mora)
Provò a voltarsi ma era ingessata come una mummia, stava avendo una paralisi notturna.

Trieste ©Paolo Carbonaio www.carbonaio.it

Non era il compagno, non un altro uomo o donna, non si trattava di nessuna creatura umana; eppure Celestina continuava a sentire qualcosa simile a mani sul suo corpo e non erano solamente percezioni distorte.
La stava coinvolgendo in ragionamenti anomali, ma non aveva allucinazioni uditive, perché non stava sentendo voci, erano pensieri suoi ma come suggeriti mentalmente da fuori, da quell’entità a cui non interessava farla cedere solo sessualmente, bensì convincerla a seguire emotivamente, razionalmente, altri punti di vista sul mondo, sulla vita, fino a cambiare la sua personalità.
Darsi sessualmente ad un’entità non umana era solo l’incipit, aprire la porta ad una vita a tutto tondo più appagante.

Avrebbe potuto continuare a vivere con uno stile di vita così integerrimo, cosi quadrata dopo aver aperto la porta ad altre conoscenze? Quell’energia era più densa dell’aria, quasi palpabile e a respirarla persuadeva più facilmente.
Non vince la giustizia, non interessa la verità ma il sapere giostrare fra articoli e interpretazioni, forse non lo sapeva?
Si sentiva soggiogata come sotto un incantesimo.
« No! » gridò e stavolta la voce le uscì.
Riuscì a voltarsi e nel buio, diventato penombra, luce crepuscolare e non vide nulla vicino al letto, un nulla che pur riempiva la stanza della sua orribile energia, ma non fu per niente sorpresa o terrorizzata.
Non avevano forse già tentato di corromperla, farla scendere a patti, minacciarla o consigliarla perché per il suo bene non prendesse così seriamente certi incarichi?

Non esiste una netta distinzione tra umani e quelli di altre nature pensò… « gli spiriti corrotti son tutti uguali! ».

Giorni plumbei durante i quali fu assediata dal veleno della suggestione. Nell’aria c’era qualcosa di innaturale e nel vento qualcosa di minaccioso, di malevolo; non sapeva dire fino a che punto ciò fosse un effetto dei suoi nervi tesi e della sua immaginazione sovreccitata ma di sicuro in tutta la sua vita non aveva mai affrontato niente di simile a ciò che stava vivendo in quei particolari giorni.

©Paolo Mizzan – Trieste, il Canale Ponterosso

Le arrivavano momenti di cedimento interiore, di afflizione, nei quali temeva che alla fine si sarebbe arresa, la convinzione di non avere la forza per contrastare quell’influenza e che cedendo sarebbe diventata incapace di padroneggiare se stessa, il suo pensiero, le sue parole, le sue scelte.
L’assedio della Mora durò settimane, piene di sofferenza, e dei suoi continui ma sempre più flebili « No! ».

Poi lo straordinario senso di oppressione che le adombrava la mente e l’angoscia che avvertiva per quello che sarebbe potuto succederle ancora, quella spaventosa suggestione ipnotica sparì, improvvisamente come era iniziata; Celestina si sentì di nuovo lei, serena, e si vide attorniata da una strana luminosità azzurro/blu, visibile soltanto a lei, della quale non conosceva la provenienza, non ne capiva la causa o il perché fosse percepibile solo a lei.

to be continued

indice dei capitoli

grazie per la lettura, Bloody Ivy

 

11 Commenti

    • domani commento come si deve anche perché quella collana con gufo mi ispira… ottimo, grazie per avermi nominata 🙂 non avevo proprio tempo per pensare e costruire un nuovo post, e rispondere ad un tag capita a proposito 🙂

  1. Descrizione psicologica molto buona di chi sperimenta qualcosa di inconsueto, o anche solo si sente un po’ troppo “differente” nelle proprie percezioni, ma giustamente teme la facile etichettatura o l’irrisione di chi si sente “normale”. Da piccola ho sentito menzionare, solitamente da anziane custodi delle tradizioni popolari, di un fenomeno di soffocamento notturno (particolarmente descritto come di qualcosa o qualcuno che ‘pesa’ sopra la persona): non saprei dire ora come era chiamato.

    Sei Ivy Phoenix, Do not Panic Here I am? Anche il motto “procedete guardinghi…” è rimasto lo stesso!
    Brava!
    Ti ho seguita dal 2006 leggevo le puntate dell’avvincente diario di Edera e Fedra, come tanti altri blogger di Tiscali. Che piacere imbattermi in te di nuovo, nel mare della rete!
    A presto 🙂

    • sì, sono io ivy phoenix e mi sento commossa!
      felicissima di risentirti! mi ricordo il nome e, vista l’alice scelta come immagine avatar direi che anche tu non sei cambiata come stile 😉 🙂
      Credo che il fenomeno esista un po’ ovunque con leggere varianti e superstizioni. A me raccontavano, vecchie di queste parti, che per fermare questi demoni, streghe notturne serve un sasso bucato dietro la porta. Il “peso” notturno sopra la persona ha ispirato anche molti artisti, fra di loro Johann Heinrich Füssli per esempio.
      stra-felice ti abbraccio, a presto

      • Sì, pensandoci, L’Incubo di Füssli fa anche da copertina a un vecchio libro di Guy de Maupassant, “Racconti Fantastici”, che ho nella mia libreria, e che raccoglie narrazioni meno conosciute di questo autore, storie di argomento, come dire, “soprannaturale”, che testimoniano quanto questo scrittore fosse affascinato/ossessionato dall’invisibile, dal grottesco, dall’intrusione di fenomeni ‘strani’ o straordinari nella realtà dei protagonisti…

        Saltando di palo in frasca: credo che tu ti ricordi del blogger Colui Che Vede Oltre, vi frequentavate reciprocamente sui vostri blog da prima che io aprissi il mio, credo! Il Fato ha voluto che ci incontrassimo.. e per farla breve, siamo sposati da 5 anni!! 😀
        Ti abbraccio anch’io! 🙂

        • Ti ho letta stamattina e vi ho pensato tutto il giorno. Scusa il ritardo nella risposta ma ho settimane incredibili, ma così incredibili che a raccontarle ad un complottista del web di quelli che credono a qualsiasi fake news direbbe “beh no, questo è esagerato, non può essere vero!”.
          Colui che vede oltre, beh non mi ricordo i suoi post nello specifico, ricordo che li leggevo ed appezzavo perché erano… “sopra alla media”, insomma lo trovavo saggio 🙂 quindi non posso che essere felicissima!!! 5 anni? Ma è un traguardo bellissimo!!! Una notizia meravigliosa!
          e bravo Colui che vede oltre!!
          Certo Maupassant! C’è un post qui con un racconto in “brani tratti da…”; scelto per il tema del soprannaturale e misterioso e anche perché all’epoca quando l’ho ricopiato non si poteva trovare on line mentre altri suoi più famosi c’erano già tutti. 🙂
          domani ti rispondo all’altro commento e scusami se me la prendo comoda. Bacioni a tutti e due e… ripeto… che bella sorpresa! Bravi!

  2. PS Tornando alla letteratura, particolarmente quella horror/thriller…
    Avevo un blog di nicchia (almeno a quel tempo!), dove scrivevo di film e libri!
    Uno degli ultimi autori di cui avevo scritto è Montague Rhodes James, un gigante (forse poco conosciuto ai più) fra i ‘classici’ del thriller. I suoi racconti sono davvero inquietanti: lo conosci?
    Anche in quel caso mi ero procurata l’opera omnia prima di un lungo periodo di cessazione delle ristampe delle sue e di altre bellissime opere dei “classici” del thriller: ma ti pare che gli editori accettino di pubblicare robe come le svariate sfumature di grigio e altri orrori, e smettano di pubblicare molti capolavori dei Maestri?
    Nel mio fu-blog ogni tanto mi lanciavo in invettive di questo tipo… meglio non ricominciare.

    Anche Ambrose Bierce appariva spesso nel mio blog, ho riportato interi racconti, per lo stesso motivo: che non era più stampato. Autore macabro eppure con un che di commovente, almeno per me.
    A presto

    • ahhh sono passata da ibs per cercare e no, decisamente ancora nessuna ristampa di Montague Rhodes James all’orizzonte, disponibile in inglese ma a costi davvero esagerati (voglio dire, 56 euro è fattibile per un saggio o per un manuale ma per dei racconti…).
      Io invece appena riesco ad avere più tempo devo proprio prepararlo un post a proposito ma ho bisogno di capire meglio quello che sta succedendo.
      Non ci si può ritenere lettori colti solo perché si è sempre con un libro in mano, perché dipende dal libro. Il fatto che sia scritto in modo semplice, abbia una storia lineare e non insegni niente di profondo non è indice di quqalità positive. Sono solo chiacchiere, chiacchiere scritte invece che parlate ma niente di più e quindi quello lasciano, non fanno più saggi, più intelligenti, più… “scrittori” (perché se c’è un solo pensiero in tutto il libro e scritto in mondo molto elementare e semplice, come miglioro a scrivere leggendolo?). Io leggo di tutto, Topolino compreso (e ne vado fiera, grande Topolino!) ma nei momenti di cervello fuso e per rilassarmi, non per farmi una cultura 🙁
      Capisco che del proprio tempo libero uno ne fa quel che vuole e se cerca libri simil 50 sfumature è giusto che il mercato glieli offra, ma resto così perplessa.

  3. Questo mi era proprio sfuggito!
    Se posso, ti consiglio di inserire qualche informazione in più sulla Mora, direttamente nel testo, invece che rimandare ad un link. Non serve una descrizione iperdettagliata, ma anche solo qualche accenno perché tutti possano capire di cosa si stia parlando.
    Quell’alone mi preoccupa! Sarà la quiete prima della tempesta? Qui c’è puzza di possessione, o forse sono io che sono troppo diffidente ahah!

    • puoi, puoi, è un buon consiglio, al momento della correzione lo metterò in atto.
      Lo so che non si fa, ma per mancanza di tempo non ho preparato una scaletta di quello che succederà. O mi buttavo senza rete o non avrei mai incominciato.
      E’ tutta finzione, e nella finzione davvero può succedere di tutto, mostri e demoni compresi e, la mia idea è quella di farlo diventare mano a mano più inquietante prima della tempesta, sì. Vedremo… grazie del consiglio

Grazie del commento, torna a trovarmi presto :)