Buon Natale!

foto Andrea Lasorte

“Noi siamo convinti che il tempo sia qualcosa di lineare.
Qualcosa che procede in eterno e in maniera del tutto uniforme; qualcosa di infinito.

In realtà la distinzione fra passato, presente e futuro, non è altro che un’illusione.
Ieri, oggi e domani non sono momenti che si susseguono e sono uniti in un circolo senza fine.
Ogni cosa è collegata”.

(Dark – prima stagione, primo episodio)

Ogni anno a fine ottobre comincio a dirmi “questo Natale finalmente sarà calmo e tranquillo”.
Invece, per un inaspettato motivo o per un altro, ugualmente imperscrutabile già a novembre dal clima natalizio Stille Nacht, heilige Nacht! si passa a quello thrilling delle puntate “Ai confini della realtà” ed è un vantaggio o un difetto, a seconda di come lo guardi.

Probabilmente è entrambe le cose.
Un Natale con incertezze, ansia e pensieri lascia intendere comunque che ci si prepari l’animo con natalizio sangue freddo, mente lucida e coraggio da vendere. Insomma, come dalla merda (ottimo concime) cresce un super fiore, così le virtù sono conseguenze di periodi difettosi (quello stato di cose che per l’appunto si tende a commentare con “Che periodo di merda!”).

O, per condensare tutto il post in un’unica parola “Accidenti!”.

Personalmente vedo questi “accidenti” che capitano nella vita (a me, alle altre persone) e che al momento possono sembrare davvero inutili, cose fastidiose successe anzi, immondizia da gettare nel dimenticatoio prima possibile, come un’opera d’arte. La nostra personale opera d’arte, storia di vita.
Frammenti delle nostre esistenze che, formano il nostro ritratto, come le piccole tessere che si assemblano in un grande, complesso mosaico bizantino, che sempre supera la somma delle sue parti.

“Ciò che sappiamo è solo una goccia,
ciò che non sappiamo, un oceano.”
(Dark – prima stagione)

Se ci si accosta troppo, se li si guarda troppo da vicino (nel tempo, nello spazio), l’immagine si sfoca; se ci si concentra su una singola componente e si comincia a studiarla allargando l’orizzonte visivo, ecco la parte diventare il tutto, portando ad un fraintendimento generale.
Fai un passo indietro, trova la giusta proporzione, guarda dalla giusta prospettiva, ampia la gamma della visuale ed ecco emergere il tuo ritratto e lo vedi. Sconvolgente.
Attraverso gli accidenti capitati, si rende visibile il tuo cammino.

Per citare opere artistiche più vicine nel tempo, le creazioni di Bernard Pras che sembrano spazzatura ammucchiata ma solo perché non ci si fa la dovuta attenzione. Se non si sa come guardare non si vede; eppure anche le cianfrusaglie viste dalla giusta prospettiva acquistato un senso nuovo e dimostrano di non essere tanto inutili e stupide quanto il loro aspetto superficiale avrebbe lasciato presupporre.
Spiegherei meglio quest’arte che mi diverte, interessa ed è usabile come metafora della vita ma sono così stanca che potrei mettermi a sragionare (cioè, ancora più del solito), così aggiungo un video con l’opera “Il postino Cheval”, artista Bernard Pras.

Buon Natale a Tutti, buoni, cattivi, vivi, defunti, zombi e mutaforma.
Bloody Ivy

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